Nella giornata odierna l'intervento del Gruppo Carabinieri TPC di Roma e del Nucleo Carabinieri TPC di Cosenza ha permesso di restituire al Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria oltre 2000 reperti archeologici di straordinario valore storico.
I reperti, provenienti da diverse civiltà antiche, tra cui italica, etrusca, greca e magnogreca, erano stati recuperati nell’ambito di una vasta operazione investigativa denominata “ACHEI”, coordinata nel 2018 dalla Procura della Repubblica di Crotone.
I reperti sono stati consegnati al Museo archeologico nazionale dell'Umbria, a Perugia, direttamente al Direttore del Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria e alla presenza di numerose autorità, tra cui il Capo Dipartimento Tutela Patrimonio Culturale del MIC, il Direttore Generale Musei del MIC, e il Comandante della Legione Carabinieri “Umbria”.
Le forze dell'ordine, nell'ambito dell'operazione, hanno scoperto l’esistenza di un vasto traffico di beni archeologici italiani su scala nazionale e internazionale, con alcune estensioni anche all’estero tra Gran Bretagna, Francia, Germania e Serbia. Oltre 2mila reperti sono stati restituiti, facenti parte di un lotto di 10mila pezzi recuperati nell'ambito dell'indagine "Achei", svolta tra il 2017 e il 2018 e coordinata dalla Procura della Repubblica di Crotone.
"Questa è l'assegnazione più cospicua fatta a questo museo. Con un progetto di riallestimento, ci sarà una sezione dedicata ai reperti sequestrati": lo ha annunciato la direttrice Tiziana Caponi durante la consegna dei reperti, alla presenza del colonnello Diego Polio (comandante nucleo Tpc Roma), del capitano Giacomo Geloso (comandante Tpc Cosenza), di Luigi La Rocca (direttore generale archeologia belle arti e paesaggi), di Massimo Osanna (direttore generale musei) e di Costantino d'Orazio (direttore musei nazionali di Perugia).
Tra i materiali assegnati al MANU (Museo Archeologico Nazionale dell'Umbria), è stato ricordato durante la cerimonia, figurano oggetti italici, etruschi, greci e magnogreci. Questa una delle ragioni, insieme alle caratteristiche di un gruppo di materiali "che ne rendono coerente l'immissione all'interno del patrimonio del museo", che hanno portato alla scelta di assegnare al MANU di Perugia parte dei reperti recuperati dai carabinieri. "Oggi si restituisce materialmente e idealmente la storia alla città di Perugia", ha detto il comandante Diego Polio a margine della cerimonia, alla quale hanno partecipato anche studenti del liceo classico Mariotti.
Bronzetti schematici, un lotto di punte di frecce, fibule, ceramiche e urne in travertino: assai variegata è la tipologia dei reperti recuperati dai carabinieri. L’operazione dello speciale reparto dell’Arma si è conclusa, inoltre, con l’emissione di un’ordinanza di applicazione di misure cautelari da parte del G.I.P. del Tribunale di Crotone, su richiesta della locale Procura della Repubblica che ha coordinato le indagini, nei confronti di 23 persone.
Questi sono stati accusati, a vario titolo, di far parte di un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei reati di danneggiamento del patrimonio archeologico dello Stato, impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato, ricettazione ed esportazione illecita, nonché l’esecuzione di 80 decreti di perquisizione nei confronti di altrettanti soggetti, indagati in stato di libertà.
Questa operazione rappresenta un traguardo importante nella lotta contro il traffico illecito di beni culturali e sottolinea l’impegno delle forze dell’ordine nella tutela del patrimonio storico italiano.