05 Jan, 2026 - 19:37

Umbria in lutto, addio a Giuseppe Sepe: figura chiave della ricostruzione post-sisma

Umbria in lutto, addio a Giuseppe Sepe: figura chiave della ricostruzione post-sisma

L’Umbria si ferma, colpita da un lutto che attraversa il mondo dell’impresa, delle istituzioni e della ricostruzione post-sisma. Si è spento a 53 anni, dopo una malattia, Giuseppe Sepe, amministratore della Sepe Costruzioni, azienda edile con sede a Napoli ma profondamente radicata nel cuore dell’Italia centrale. Una scomparsa prematura che lascia un vuoto significativo.

Campano di origine, ma umbro d’adozione, Giuseppe Sepe aveva intrecciato il proprio percorso umano e professionale con quello dell’Umbria sin dalla ricostruzione successiva al sisma del 1997. Da allora, il suo nome è rimasto legato a cantieri complessi, interventi delicati e opere simboliche, affrontate sempre con un approccio che coniugava rigore tecnico e rispetto profondo per i luoghi e le comunità coinvolte. La sua figura si colloca a pieno titolo tra quelle che hanno contribuito a ridare forma e sicurezza a territori feriti, spesso lontano dai riflettori, ma con un impatto concreto e duraturo.

Dalla Campania all’Umbria: una presenza costante nella ricostruzione

La storia professionale di Giuseppe Sepe racconta di un imprenditore capace di guardare oltre i confini geografici, scegliendo di mettere le proprie competenze al servizio delle aree più fragili del Paese. La Sepe Costruzioni, azienda specializzata nella ricostruzione post-sisma e negli interventi di messa in sicurezza di edifici lesionati dai terremoti, ha operato per decenni nei contesti più complessi del Centro Italia, distinguendosi per affidabilità e capacità tecnica.

In Umbria, la presenza dell’azienda risale agli anni immediatamente successivi al terremoto del 1997, una stagione che ha segnato profondamente il territorio e che ha richiesto uno sforzo straordinario in termini di progettazione, competenze e dialogo con le istituzioni. Sepe aveva compreso fin da subito che la ricostruzione non poteva limitarsi al semplice ripristino degli edifici, ma doveva diventare occasione di miglioramento strutturale, di innovazione e di maggiore sicurezza per il futuro.

Nel corso degli anni, la Sepe Costruzioni ha ampliato il proprio raggio d’azione, intervenendo anche nel cratere sismico delle Marche, dove ha contribuito a numerosi lavori di consolidamento e ricostruzione. Un’attività costante, spesso silenziosa, che ha accompagnato la rinascita di borghi, centri storici ed edifici pubblici, restituendo funzionalità e stabilità a territori duramente colpiti.

Il cantiere simbolo di Norcia e l’eredità lasciata al territorio

Tra gli interventi più rilevanti seguiti dalla Sepe Costruzioni in Umbria spiccano quelli attualmente in corso a Norcia, uno dei luoghi simbolo del sisma che ha colpito il Centro Italia. In particolare, l’azienda è impegnata in uno dei cantieri più complessi dell’intera ricostruzione: la messa in sicurezza e la ricostruzione del municipio, edificio di straordinario valore storico e identitario per la comunità.

Si tratta di un intervento altamente specialistico, che ha richiesto soluzioni ingegneristiche avanzate. Sotto la struttura, risalente tra il XIII e il XIV secolo, sono stati installati oltre 60 isolatori sismici, un sistema progettato per proteggere l’edificio da eventuali future scosse, preservandone al contempo l’integrità storica. Un lavoro che rappresenta in modo emblematico la filosofia portata avanti da Giuseppe Sepe: innovare senza tradire la memoria dei luoghi, coniugare tecnologia e rispetto del patrimonio.

Quel cantiere, oggi, assume anche un valore simbolico ulteriore. Racchiude l’eredità professionale di un imprenditore che ha scelto di operare là dove il rischio era più alto e la responsabilità maggiore, consapevole che ogni intervento non riguarda solo muri e strutture, ma la vita quotidiana delle persone.

La figura di Giuseppe Sepe resta così legata a una fase fondamentale della ricostruzione post-terremoto in Umbria e nel Centro Italia. Una stagione segnata da difficoltà burocratiche, urgenze sociali e sfide tecniche, nella quale la sua azienda ha rappresentato una certezza per molti enti locali e comunità colpite.

Oggi il lutto per la sua scomparsa attraversa territori diversi, unendo Campania, Umbria e Marche nel ricordo di un uomo che ha fatto della competenza e della discrezione i tratti distintivi del proprio operato. La ricostruzione continuerà, come è giusto che sia, ma il nome di Giuseppe Sepe resterà inciso nella storia recente di quei luoghi che ha contribuito a rendere più sicuri, restituendo loro prospettive di futuro.

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Lorenzo Farneti
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