Arrivano in Umbria 13 milioni e 400 mila euro destinati alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale regionale. Le risorse, relative alle annualità 2025-2027, sono state approvate in via definitiva nell’ambito del Piano strategico “Grandi Progetti Beni Culturali” del Ministero della Cultura.
Ad annunciarlo è la sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni, che ha illustrato la ripartizione degli interventi tra Gubbio, Assisi e Piediluco.
La quota maggiore interessa proprio Gubbio, che riceverà complessivamente 6 milioni di euro: due milioni saranno destinati a Palazzo Ducale e quattro milioni al Parco archeologico del Teatro Romano.
«Il patrimonio culturale italiano è la nostra più grande ricchezza e continueremo a investire per tutelarlo e farlo vivere», afferma Borgonzoni.
Il Piano “Grandi Progetti Beni Culturali” nasce proprio con l’obiettivo di finanziare interventi di particolare rilevanza nazionale, capaci non soltanto di conservare monumenti e complessi storici, ma anche di migliorarne l’accessibilità e inserirli in nuovi percorsi di fruizione.

Per Palazzo Ducale sono stati stanziati 2 milioni di euro destinati alla realizzazione di nuovi percorsi tra i giardini ducali, le vigne e gli spazi dedicati all’arte contemporanea.
Il complesso costituisce uno dei luoghi più importanti della storia rinascimentale di Gubbio. Voluto da Federico da Montefeltro come residenza del Ducato d’Urbino e progettato nell’ambito della cultura architettonica sviluppatasi intorno a Francesco di Giorgio Martini, domina la parte alta della città di fronte alla Cattedrale.
Il finanziamento punta a valorizzare Palazzo Ducale non soltanto come edificio museale, ma come sistema monumentale articolato, nel quale architettura, paesaggio, giardini e patrimonio artistico possano essere letti in maniera unitaria.
L’intervento sui giardini e sulle vigne può consentire di recuperare spazi oggi meno centrali nei percorsi di visita e di creare nuovi collegamenti tra il palazzo e il paesaggio urbano circostante.
Anche il rapporto con l’arte contemporanea apre una prospettiva interessante: un edificio profondamente legato alla cultura rinascimentale può diventare il luogo nel quale il patrimonio storico dialoga con nuovi linguaggi artistici.
Il Ministero ha già avviato in questi anni anche programmi di digitalizzazione delle opere custodite nei depositi di Palazzo Ducale, con l’obiettivo di rendere accessibili materiali normalmente non visibili al pubblico e ricostruire più compiutamente la storia del complesso.
Ancora più consistente è il finanziamento destinato al Parco archeologico del Teatro Romano, che potrà contare su 4 milioni di euro.
L’area costituisce uno dei principali patrimoni archeologici dell’Umbria e rappresenta un elemento fondamentale per comprendere la Gubbio romana, l’antica Iguvium.
Il Teatro Romano, realizzato in età romana e collocato ai margini dell’attuale centro storico, è già uno dei monumenti più riconoscibili della città. Ma il valore dell’area non si esaurisce nella struttura teatrale.
Il finanziamento offre infatti la possibilità di intervenire su un sistema archeologico più ampio, comprendente anche l’area della Guastuglia, nella quale sono presenti testimonianze ancora parzialmente indagate.

L’obiettivo è trasformare il sito in un vero parco archeologico, aumentando la leggibilità dei resti, migliorando i percorsi di visita e approfondendo la conoscenza scientifica dell’insediamento antico.
Il Teatro Romano è già interessato da altri interventi dedicati all’accessibilità e alla rimozione delle barriere fisiche e cognitive, finanziati attraverso il PNRR. Il nuovo stanziamento può quindi inserirsi in un processo più ampio di valorizzazione del complesso.
I quattro milioni rappresentano dunque qualcosa di più di un finanziamento destinato al singolo monumento: possono contribuire alla costruzione di un grande polo archeologico capace di collegare ricerca, conservazione, turismo e fruizione culturale.
Una parte rilevante delle risorse interessa anche Assisi.
Sono previsti 400 mila euro per il completamento del Museo della Porziuncola, uno dei luoghi più strettamente legati alla figura di San Francesco e alla storia francescana.
Altri 4 milioni di euro saranno invece destinati al recupero dell’antico Episcopio e del Santuario della Spoliazione.
Si tratta di luoghi centrali nel racconto della vita di Francesco, legati all’episodio della rinuncia ai beni paterni e alla scelta radicale di povertà. L’intervento consentirà di rafforzare un itinerario religioso e culturale che integra monumenti, spiritualità e storia urbana.

Completa il quadro il finanziamento di 3 milioni di euro destinato a Piediluco, nel territorio ternano, per la riqualificazione di Villalago e del suo parco storico.
Il complesso rappresenta uno dei luoghi di pregio del territorio che circonda il lago di Piediluco e possiede un importante valore storico, architettonico e paesaggistico.
L’intervento potrà contribuire al recupero della villa e degli spazi verdi, rafforzando l’offerta culturale e turistica di un’area già fortemente caratterizzata dal lago e dalla vicinanza alla Cascata delle Marmore.

Per Gubbio, i sei milioni complessivi costituiscono una delle operazioni più significative degli ultimi anni sul patrimonio culturale.
Palazzo Ducale e Teatro Romano rappresentano due epoche fondamentali della storia cittadina: la Gubbio romana e la Gubbio rinascimentale. Investire contemporaneamente sui due complessi significa costruire una narrazione molto più ampia della città, capace di superare la tradizionale identificazione esclusiva con il Medioevo.
La sfida sarà ora trasformare le risorse in progetti realmente integrati e accessibili, evitando interventi isolati tra loro.
Se i nuovi percorsi di Palazzo Ducale e il futuro Parco archeologico del Teatro Romano riusciranno a dialogare con il resto del centro storico, il finanziamento potrà produrre effetti che andranno ben oltre la conservazione dei monumenti.
Tutelare il patrimonio significa infatti conservarlo, ma soprattutto renderlo comprensibile, frequentato e capace di creare nuova vita culturale attorno a sé.