30 Jan, 2026 - 19:30

Umbertide non dimentica, Parco Usu intitolato alla memoria di Donato Fezzuoglio

Umbertide non dimentica, Parco Usu intitolato alla memoria di Donato Fezzuoglio

In una mattinata densa di significato e commozione, la città di Umbertide si è fermata per rendere omaggio a uno dei suoi figli più valorosi. Venerdì 30 gennaio 2026 ha segnato un traguardo temporale importante: il ventesimo anniversario della scomparsa di Donato Fezzuoglio, l’Appuntato dei Carabinieri insignito della medaglia d’oro al valor militare. La cerimonia, svoltasi in un clima di profondo rispetto e solennità, non è stata solo un atto formale, ma un abbraccio collettivo della cittadinanza a un uomo che ha pagato con la vita il senso del dovere.

L'intitolazione del Parco: un presidio di legalità

Il fulcro della giornata si è tenuto alle ore 10.10 in via Cesare Battisti. In questo luogo, simbolo della vita quotidiana della comunità, il parco situato nei pressi del campo sportivo USU è stato ufficialmente intitolato alla memoria di Donato Fezzuoglio. La scelta di un’area verde, frequentata da giovani e famiglie, non è casuale: trasformare un luogo di aggregazione in un presidio della memoria serve a tramandare i valori di coraggio e spirito di servizio alle nuove generazioni. La targa commemorativa, scoperta durante la cerimonia, resterà come monito e ispirazione per chiunque varcherà i cancelli del parco.

La presenza dello Stato e dell’Arma

La rilevanza dell'evento è stata sottolineata dalla presenza delle massime cariche civili, militari e religiose. Il Sindaco di Umbertide, Luca Carizia, ha aperto le celebrazioni con un discorso toccante, sottolineando come l’Arma dei Carabinieri sia l'instancabile custode di quei principi di giustizia per i quali Fezzuoglio ha combattuto fino all'estremo sacrificio.

Accanto al primo cittadino, i vertici dell’Arma hanno testimoniato il legame indissolubile tra il Carabiniere e la sua "famiglia" in divisa. Tra le autorità presenti spiccavano il Comandante Interregionale, Generale Aldo Iacobelli, il Comandante di Legione, Generale Luca Corbellotti, e il Comandante Provinciale, Colonnello Sergio Molinari. La loro partecipazione, insieme a quella del Capitano Massimiliano Croce e del Maresciallo Cesare Rampazzi Minella, ha ribadito come il ricordo di Donato sia ancora vivo e pulsante nel cuore delle istituzioni.

Un territorio unito nel ricordo

La cerimonia ha visto una partecipazione corale che ha coinvolto ogni articolazione dello Stato e del territorio. Dalla Prefettura di Perugia, rappresentata dal Prefetto Francesco Zito, alla Questura con il Questore Dario Sallustio, fino alla Guardia di Finanza e ai Vigili del Fuoco, ogni corpo ha voluto onorare il collega caduto. Particolarmente significativa è stata la presenza del Vescovo di Gubbio e Città di Castello, Monsignor Luciano Paolucci Bedini, che ha impartito la benedizione, elevando il momento a una riflessione spirituale sul valore del dono di sé.

Al fianco delle autorità, la presenza più commovente è stata quella dei familiari: la moglie Emanuela Becchetti, il figlio Michele (che oggi porta avanti con orgoglio l'eredità morale del padre) e il fratello Mariolino. Il loro dolore composto è stato sorretto dal calore degli studenti e dei cittadini umbertidesi, presenti in massa per dimostrare che vent'anni non hanno sbiadito il ricordo di quel tragico 30 gennaio 2006.

Il significato di un sacrificio

Rievocare la figura di Donato Fezzuoglio oggi significa riflettere sul prezzo della sicurezza e sulla dedizione silenziosa di chi indossa una divisa. La delegazione politica è stata nutrita, con rappresentanti della Regione Umbria, della Provincia di Perugia e delle amministrazioni locali di Umbertide e Città di Castello, a dimostrazione che l’eroismo di Fezzuoglio è un patrimonio condiviso da tutta l'Umbria.

La cerimonia si è conclusa con il gonfalone del Comune di Umbertide che sventolava accanto ai labari delle associazioni combattentistiche e dell'Associazione Nazionale Carabinieri. Con questa nuova intitolazione, Umbertide non ha solo aggiornato la sua toponomastica, ma ha scolpito nel marmo e nel verde la gratitudine di un’intera nazione verso un uomo che ha servito lo Stato fino all'ultimo respiro.

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Emanuele Giacometti
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