Un ventenne di Città di Castello ha patteggiato a 16 mesi di reclusione: questa è la pena patteggiata davanti al giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Perugia dal giovane imputato per due episodi di incendio di autovetture avvenuti a Umbertide tra il 2024 e il 2025.
Era stato protagonista di due incendi che tra il 2024 e il 2025 avevano colpito alcune auto parcheggiate a Umbertide. Un ventenne di Città di Castello ha patteggiato davanti al giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Perugia, Valeria Casciello, una pena di un anno e quattro mesi di reclusione.
Il procedimento riguardava due distinti episodi di danneggiamento mediante incendio: in un caso era stata colpita l'auto del suocero e nell'altro il compagno della madre.
Nella notte del 24 giugno 2024, si verificò il primo episodio in via Tiberina: all’interno di un parcheggio condominiale, andarono a fuoco tre vetture. L’incendio aveva interessato in particolare un’Audi TT di proprietà del padre della sua ex fidanzata, danneggiando anche una Fiat Tipo e una Volkswagen Golf parcheggiate nelle immediate vicinanze. Dai primi accertamenti, i militari dell'Arma rinvennero sul posto una tanica di plastica con residui di carburante, rendendo plausibile l’ipotesi di un incendio doloso.
Un secondo rogo si era verificato nella notte del 17 aprile 2025 in via della Luna. In quell’occasione era stata data alle fiamme una Renault Kadjar, appartenente al compagno della madre della ragazza e utilizzata abitualmente dalla donna, anche in questo caso le fiamme provocarono danni ad altri veicoli parcheggiati nelle vicinanze.
Le indagini dei carabinieri si sono basate su testimonianze, analisi delle immagini di videosorveglianza e su alcuni messaggi scambiati su WhatsApp tra l’imputato e l’ex fidanzata. Il giovane avrebbe inviato alla ragazza un messaggio accompagnato da una foto ad unica visualizzazione con la scritta: "Sono stato io".
Nel corso delle successive perquisizioni a casa dell’indagato erano stati trovati indumenti compatibili con quelli indossati dalla persona ripresa nelle immagini. Secondo la ricostruzione della Procura il ventenne avrebbe agito con l’obiettivo di colpire i familiari dell’ex compagna, presumibilmente anche con il concorso di altre persone rimaste ignote. Il giudice ha accolto il patteggiamento e disposto anche la revoca degli arresti domiciliari.
Nel processo le persone offese sono state assistite dagli avvocati Eugenio Zaganelli, Stefania Bagnini, Massimo Perari, mentre l’imputato era difeso dall’avvocato Andrea Castori.