Raccontare Giovanni Falcone e Paolo Borsellino ai bambini significa trasformare la memoria in educazione civica, il ricordo in consapevolezza, la storia in uno strumento concreto di crescita collettiva. È questo il significato dell’incontro “Educare alla legalità: conoscere Falcone e Borsellino per diventare cittadini responsabili”, promosso dalla scuola primaria “Di Vittorio” di Umbertide come appuntamento conclusivo del percorso di educazione civica delle classi quinte in occasione della Giornata della legalità.
Una mattinata intensa e carica di significato che ha portato all’interno della scuola magistrati, istituzioni e operatori del settore sociale per dialogare con gli alunni sul valore della legalità, della responsabilità civile e del rispetto delle istituzioni.
Per molti dei bambini presenti in sala Falcone e Borsellino appartengono a un tempo lontano, a una pagina di storia che non hanno vissuto direttamente. Eppure, attraverso testimonianze, racconti personali e momenti di confronto, quei nomi sono diventati volti, esempi concreti e simboli di un impegno civile che continua ancora oggi a rappresentare una delle colonne portanti della democrazia italiana.
L’iniziativa si inserisce all’interno delle attività di educazione civica sviluppate durante l’anno scolastico dalla primaria “Di Vittorio”, con l’obiettivo di avvicinare gli studenti ai temi della cittadinanza e della cultura della legalità attraverso strumenti adatti alla loro età.
La scuola ha sottolineato come l’evento abbia rappresentato “un'importante occasione di crescita e riflessione per i più giovani, pensata per avvicinare gli alunni ai valori della legalità, del rispetto delle regole, della responsabilità civile e dell'impegno quotidiano come cittadini consapevoli”. Non una semplice commemorazione, dunque, ma un vero percorso educativo che ha mostrato come la legalità non sia un concetto astratto o distante, bensì una pratica quotidiana che prende forma attraverso il rispetto reciproco, i comportamenti responsabili e il senso civico.
Nel corso dell’incontro è stato più volte evidenziato come proprio la scuola rappresenti il primo luogo in cui si costruisce la cultura della convivenza democratica, attraverso l’educazione al rispetto delle regole e alla partecipazione consapevole alla vita della comunità.
Ad aprire l’incontro è stato il saluto introduttivo della dirigente scolastica Raffaella Reali, seguito dagli interventi del sindaco di Umbertide Luca Carizia, del magistrato Antonina Sabatino, che ha operato a Palermo negli anni più difficili della lotta alla mafia al fianco di Falcone e Borsellino, di Davide Lupo, magistrato ordinario in tirocinio presso il Tribunale di Perugia, e di Marianna Moneti, funzionario della professionalità di Servizio sociale presso l’Ufficio di servizio sociale per i minorenni di Perugia. Le diverse testimonianze hanno contribuito a offrire agli studenti una visione ampia del concetto di legalità, affrontato sia dal punto di vista giudiziario sia da quello sociale ed educativo.
Particolarmente significativo è stato il contributo degli operatori impegnati nel settore della giustizia minorile e della tutela sociale, che hanno spiegato agli alunni come il rispetto delle regole sia alla base della convivenza civile e della costruzione di una società più equa e consapevole.
Particolarmente toccante è stato il racconto del magistrato Antonina Sabatino, che ha condiviso con gli studenti un ricordo diretto di Falcone e Borsellino, offrendo una testimonianza umana oltre che professionale. La scuola riferisce che Sabatino ha ricordato Giovanni Falcone e Paolo Borsellino come “persone normalissime che hanno cercato soltanto di fare il loro dovere e che hanno portato le loro idee fino in fondo”.
Parole semplici ma profonde, che hanno restituito ai più giovani la dimensione umana dei due magistrati simbolo della lotta alla mafia. Non eroi lontani e irraggiungibili, ma uomini dello Stato che hanno scelto di non arretrare davanti alla violenza e all’intimidazione criminale.
Nel suo intervento, Sabatino ha anche raccontato aspetti più personali della quotidianità vissuta accanto ai due magistrati, parlando di un “Giovanni molto timido e di un Paolo molto estroverso, due caratteri opposti ma che andavano perfettamente d'accordo”.
Un ritratto che ha contribuito a rendere ancora più vicina agli studenti la figura di Falcone e Borsellino, mostrando come dietro il loro impegno civile vi fossero persone animate da valori profondi, senso del dovere e straordinaria umanità.
Nel corso dell’incontro è stato più volte ricordato il ruolo decisivo svolto da Falcone e Borsellino nella lotta contro la criminalità organizzata e nella costruzione di una nuova coscienza civile nel Paese. Ma il racconto si è esteso anche a tutte le altre vittime della mafia: agenti delle scorte, servitori dello Stato e cittadini innocenti che hanno perso la vita nel contrasto alla criminalità organizzata.
“Il loro impegno - sono state le parole di Sabatino - ha rappresentato una svolta importante nella lotta contro la criminalità organizzata, tuttavia, insieme a loro non bisogna dimenticare anche tutte le altre persone che hanno perso la vita, come agenti della scorta, servitori dello Stato e cittadini innocenti che hanno condiviso lo stesso destino. Il loro sacrificio ci ricorda che la libertà e la giustizia hanno spesso richiesto un prezzo altissimo e che la loro memoria deve continuare a essere un esempio per tutti”.
Un passaggio accolto con particolare attenzione dagli alunni, chiamati a riflettere sul valore della memoria e sull’importanza di custodire il ricordo di chi ha difeso le istituzioni democratiche fino all’estremo sacrificio.
A chiudere la mattinata è stata la dirigente scolastica Raffaella Reali, che ha ribadito il significato educativo dell’iniziativa e il ruolo della scuola nella formazione delle future generazioni.
“L’evento promosso dalla nostra scuola primaria Di Vittorio - ha affermato la dirigente scolastica Raffaella Reali - rappresenta un’importante occasione di crescita e formazione, oltre che un’iniziativa di grande valore educativo e sociale che testimonia l’impegno nel valorizzare le nuove generazioni attraverso la diffusione dei principi di legalità, consapevolezza civica e rispetto delle istituzioni, pilastri essenziali per costruire il futuro della nostra comunità”. Parole che sintetizzano il senso più profondo dell’incontro: educare alla legalità significa costruire cittadini consapevoli, capaci di comprendere il valore delle regole, della giustizia e della responsabilità collettiva.