La Uil dell'Umbria attacca duramente Palazzo Donini I rappresentanti del sindacato, nei giorni scorsi, sono stati impegnati nel congresso nazionale tenutosi a Padova che ha visto, tra le altre cose, la conferma di Pierpaolo Bombardieri alla guida. Un'occasione di confronto a cui hanno preso parte la premier Giorgia Meloni, la segretaria nazionale del Pd Elly Schlein e diversi altri esponenti politici nazionali. Un momento di riflessione anche sui temi urgenti che riguardano la politica regionale. E dalla Uil non si sono risparmiati.
Dal sindacato, tracciando il bilancio di un anno e mezzo di governo Proietti, descrivono una situazione drammatica. "Non ci sono risposte sulla sanità, con i dipendenti vicini al burnout e con ferie a rischio, con le liste d’attesa senza una soluzione strutturale e con una programmazione che non è chiara sul fronte dei servizi e delle reti sanitarie da costruire sul territorio". Il tutto nella morsa delle tasse che, spiegano, anziché venire riversate sulla sanità come promesso, "stanno andando ad incidere su tutt’altri settori, gravando sul ceto medio, mentre non si fa nulla per andare ad intaccare, laddove possibile, sull’evasione fiscale. Un misto di arroganza, autosufficienza e confusione che dispiace constatare dopo aver lavorato con il massimo sforzo e attenzione".
Il governo regionale viene accusato di immobilismo mentre "servono scelte, coraggio e visione, e il primo scorcio di legislatura, salutato da una discesa nelle rilevazioni di gradimento, non premia certo le (non) scelte che l’Umbria sta facendo". Critiche anche sul nuovo Piano sociosanitario che, "più volte promesso, non vede la luce ed è ben custodito nelle segrete stanze. Esce solo attraverso qualche anteprima concessa sporadicamente a pochi fortunati".
Poi l'affondo: "E quando si convoca una riunione ufficiale, lo si fa proprio nei giorni in cui la Uil era impegnata nel congresso di Padova". Un fatto che al sindacato è risultato decisamente indigesto, il risultato, dicono di "un atteggiamento di superiorità e di presunta autosufficienza di fronte a passaggi che esigevano concertazione, coinvolgimento e partecipazione. Approccio che dimostra insofferenza verso chi, con autonomia, ha sempre dimostrato buona fede e voglia di entrare nel merito dei fatti". La Uil, ricordano, "è il primo sindacato negli enti pubblici, come in Regione, o in sanità. Primo sindacato perché rappresenta i lavoratori che, da questa scelta, sono stati penalizzati". Ma c'è di più: "Sorprende - aggiungono - anche l’atteggiamento di Cgil e Cisl, che hanno preferito sfruttare una rendita di posizione momentanea piuttosto che privilegiare l’unità sindacale per tutelare lavoratori e lavoratrici, come invece hanno ribadito i rispettivi segretari generali, intervenuti al congresso di Padova".
Nel corso dell'evento di terra veneta, hanno spiegato, anche attraverso l’intervento del segretario generale per l'Umbria Maurizio Molinari, "continuiamo a chiedere un grande 'patto sociale', perché una regione piccola come l’Umbria non può salvarsi da sola".
La questione infrastrutture è la prima che viene sollevata ma non l'unica. "L’Umbria rischia l’isolamento infrastrutturale, con una rete ferroviaria nazionale nel caos. La sanità pubblica è in difficoltà, i giovani cercano un lavoro stabile e non riusciamo a dare loro risposte. Gli anziani chiedono servizi e di non essere considerati bancomat".
"Per questo - spiegano - abbiamo chiesto tavoli permanenti, confronto vero, concertazione, investimenti, infrastrutture, sanità territoriale, politiche industriali e formazione. Continuiamo a chiederli, continuiamo ad aspettare ma non possiamo farlo in silenzio di fronte a giochetti e prepotenze" concludono.
Nell'ambito del congresso nazionale sono stati rinnovati anche i vari organismi apicali come Esecutivo e Consiglio. Nel consiglio sono stati indicati, per l’Umbria, il segretario generale Maurizio Molinari, il segretario organizzativo Fabio Benedetti e Ibtissam Alaoui, detta Iby, tra le più giovani componenti del consiglio nazionale della Uil. Iby, 24enne e umbra di seconda generazione, ha parlato delle sue origini marocchine, definite "una doppia appartenenza" vissuta "non come una frattura, ma come una ricchezza". Un'esperienza, ha ricordato, che in seno all Uil è stata ulteriormente valorizzata.