L’Umbria consolida la propria attrattività e chiude il secondo trimestre del 2026 con indici statistici in netta progressione, confermando un trend che premia non soltanto i volumi complessivi dei flussi, ma la qualità stessa dell’esperienza di viaggio. Tra i mesi di aprile e giugno, il territorio regionale ha contabilizzato 936.294 arrivi e 2.304.030 presenze, mettendo a segno un incremento rispettivo dello 0,7% e del 2,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. L'elemento analitico di maggiore rilevanza risiede nel prolungamento dei pernottamenti: la permanenza media è salita a circa 2,5 giorni (+1,9% su base annua), testimoniando una fruizione meno episodica e più incline alla scoperta approfondita dei luoghi. La componente nazionale ha svolto una funzione trainante sul bilancio globale, mentre i viaggiatori internazionali, pur fronteggiando un lieve calo nel dato degli arrivi, hanno prolungato la durata dei soggiorni. Un quadro strutturale che, nelle valutazioni dell’assessora regionale al Turismo Simona Meloni, riflette la validità delle azioni di promozione integrata, il potenziamento dei cammini e delle ciclovie, la digitalizzazione dei servizi e gli investimenti orientati all'innalzamento della qualità dell'accoglienza.
L’articolazione dei numeri evidenzia con chiarezza le dinamiche interne alla domanda. A sostenere l'ossatura principale dell'economia turistica regionale è stato il mercato interno: i turisti italiani hanno generato 617.499 arrivi (+3,1%) e 1.356.252 presenze (+4,2%), arrivando a coprire da soli quasi il 59% dei pernottamenti totali registrati nel trimestre. Nel dettaglio geografico delle provenienze, il Lazio si attesta come prima regione generatrice di flussi, seguito nell'ordine da Lombardia, Campania, Emilia-Romagna e Veneto.
Sul versante estero, l’analisi rivela un comportamento d'acquisto differenziato. A fronte di un ridimensionamento degli arrivi pari al 3,7%, le presenze internazionali hanno registrato una tenuta con un incremento dello 0,3%, portando i visitatori oltreconfine a incidere per il 34% sugli arrivi complessivi e per oltre il 41% sulle presenze totali. La permanenza media degli stranieri sfiora i tre giorni nell'aggregato generale e sale a 3,72 giorni qualora si consideri il solo comparto delle strutture extralberghiere. Tra i paesi d'origine, gli Stati Uniti mantengono il primato come primo mercato di riferimento, precedendo Germania, Gran Bretagna, Paesi Bassi, Francia e Polonia.
Commentando i risultati emersi dalle rilevazioni ufficiali, l’assessora regionale al Turismo Simona Meloni ha rimarcato la portata del dato: “Il trimestre conferma una crescita positiva, con le presenze che avanzano più degli arrivi e una permanenza media in aumento. È il segnale che l’Umbria viene scelta sempre più come una destinazione da vivere e conoscere in profondità. Stiamo sostenendo questa tendenza attraverso una promozione integrata, nuovi strumenti digitali e una strategia dedicata al turismo lento, dalle ciclovie ai cammini e al trekking, per distribuire i flussi e generare opportunità in tutti i territori”.
L'andamento espansivo del trimestre ha toccato con intensità differenziata diversi ambiti geografici della regione. Tra i comprensori territoriali, spicca la performance dell’Orvietano, che ha segnato un balzo dell’11,5% negli arrivi e dell’11,9% nelle presenze. Mantiene un passo sostenuto anche l’Amerino, con variazioni positive rispettivamente del 5,9% e dell’8,2%.
Positive anche le dinamiche registrate nell'area del Trasimeno, dove gli arrivi sono cresciuti del 2,8% e i pernottamenti del 4,2%, così come nel Perugino, caratterizzato da un incremento delle presenze pari al 7,5%. Segnali di vivacità si riscontrano inoltre nei volumi di arrivo rilevati nei comprensori del Folignate-Nocera Umbra e dello Spoletino, a conferma di una ripartizione dei flussi che interessa sia i centri di maggiore richiamo storico sia i territori a vocazione paesaggistica.
Questi risultati si collocano all'interno del percorso di promozione avviato dalla Regione Umbria per rafforzare il brand territoriale come destinazione unitaria, autentica e contemporanea. In questo solco si è inserita la campagna primavera-estate “Vivere l’Umbria è vivere davvero”, concepita per valorizzare l'offerta delle mete più note accanto a quella dei piccoli comuni, delle aree interne, dei borghi, del paesaggio, dell'enogastronomia e delle esperienze legate alla natura e al benessere.
Un elemento centrale della strategia regionale è rappresentato dallo sviluppo della mobilità dolce e del turismo sostenibile. La focalizzazione su cammini, itinerari escursionistici e percorsi ciclabili ha trovato un riscontro d'eccellenza nell'assegnazione del Green Road Award 2026, l’Oscar italiano del Cicloturismo, conferito alla Ciclovia del Trasimeno per la qualità del percorso, l’accessibilità e la capacità di mettere in relazione mobilità dolce, borghi, paesaggio, natura e servizi turistici.
Parallelamente, la promozione dei territori è stata affiancata dal rafforzamento dell’ecosistema digitale regionale. Oltre al rinnovo del portale ufficiale Umbriatourism, sono stati sviluppati gli spazi verticali “Bike in Umbria” (bikeinumbria.it) e Cammini Umbria (camminiumbria.it), progettati per raccogliere in ambienti di facile consultazione itinerari, tappe, dislivelli, tracciati, servizi di assistenza e noleggio, punti di ricarica, strutture ricettive, ristori e collegamenti. Le nuove mappe interattive e i tracciati GPX consentono inoltre di organizzare in maniera più semplice e personalizzata le esperienze in bicicletta e a piedi.
Sulle prospettive di sviluppo dell'offerta e sulla qualificazione della rete ricettiva, l'assessora Simona Meloni ha concluso delineando le linee d'azione future: “La Regione continuerà a lavorare sulla qualità dell’accoglienza e in quest’ottica va inquadrato il Fondo turismo 2026, strumento con cui sosteniamo gli investimenti per la qualificazione e l’innovazione delle strutture ricettive. L’obiettivo è migliorare l’offerta, aumentare ulteriormente la durata dei soggiorni e la destagionalizzazione anche per distribuire in maniera sempre più equilibrata i flussi nell’intero territorio umbro”.