22 Feb, 2025 - 15:30

Truffe informatiche in Area Appenninica: colpite Sigillo e Nocera Umbra

Truffe informatiche in Area Appenninica: colpite Sigillo e Nocera Umbra

Negli ultimi mesi, la fascia appenninica che comprende Sigillo e Nocera Umbra è stata teatro di una serie di truffe informatiche che hanno messo in seria difficoltà alcuni cittadini. Le indagini, condotte dai Carabinieri della Stazione di Sigillo e Nocera Umbra, hanno portato all’identificazione di tre truffatori online, capaci di raggirare le vittime convincendole a versare somme di denaro per l’acquisto di beni mai consegnati. Questi casi, emersi nell’ambito delle attività di contrasto ai reati informatici, rappresentano un allarme per la sicurezza digitale  e evidenziano la necessità di interventi mirati sia da parte delle forze dell’ordine sia delle istituzioni.

Il primo caso riguarda un 26enne rumeno che, spacciandosi per un venditore di libri antichi, ha ingannato un 30enne residente a Sigillo. Secondo le indagini, il truffatore aveva convinto la vittima a effettuare un bonifico bancario di 2.700 euro per l’acquisto di un presunto set di libri di grande valore storico. L’uomo, dopo aver ricevuto il denaro, è scomparso nel nulla, lasciando la vittima con la consapevolezza di aver acquistato merce inesistente. Le transazioni, tracciate accuratamente dai Carabinieri, hanno permesso di ricostruire l’intera dinamica, evidenziando l’uso di strumenti di comunicazione online che hanno facilitato l’inganno.

Truffato un 53enne per l'acquisto di un'auto inesistente

Il secondo episodio ha coinvolto un 21enne della provincia di Alessandria. In questo caso, il truffatore aveva mirato a un 53enne residente a Nocera Umbra, convincendolo a versare una caparra di 1.000 euro tramite ricarica con carta di pagamento. L’offerta riguardava la vendita di un’autovettura, promessa a seguito del pagamento, ma il truffatore è rimasto irreperibile subito dopo aver incassato la somma. L’assenza di documentazione formale e la difficoltà nel rintracciare l’identità del venditore hanno complicato le indagini, sebbene il monitoraggio delle transazioni bancarie abbia permesso ai Carabinieri di instaurare una pista investigativa solida.

Il terzo caso, infine, coinvolge un 26enne di Castellammare di Stabia (NA) che operava pubblicando annunci online per la vendita di telefoni cellulari di fascia alta. Il truffatore aveva attirato l’interesse di un 29enne residente a Nocera Umbra, convincendolo a versare un bonifico di 1.000 euro per l’acquisto di un telefono che, in realtà, non esisteva. La dinamica era simile a quella dei precedenti casi: una promessa allettante, una transazione effettuata senza un corrispettivo reale e, infine, la scomparsa del venditore, che ha lasciato la vittima con un ingente danno economico.

I Carabinieri, nell’ambito delle attività di contrasto ai reati informatici, hanno avviato un’approfondita serie di accertamenti per individuare i responsabili. Le indagini hanno coinvolto analisi bancarie e finanziarie, con un’attenta verifica dei conti correnti e delle transazioni collegate alle somme versate dalle vittime. Le prove raccolte includono tracce digitali, email, chat e registrazioni telefoniche che hanno permesso di ricostruire il flusso del denaro e di collegare i truffatori alle operazioni fraudolente.

Elemento fondamentale è stato l'uso di strumenti di tracciamento online

Un elemento fondamentale è stato l’uso di strumenti di tracciamento online e la collaborazione con esperti informatici, che hanno analizzato gli indirizzi IP, i server di comunicazione e le piattaforme di messaggistica utilizzate dai truffatori. Questa metodologia ha consentito di identificare i responsabili e di deferirli alle Procure della Repubblica di Perugia e Spoleto in stato di libertà. Le indagini, che si sono protratte per diverse settimane, hanno evidenziato come il fenomeno delle truffe informatiche si stia intensificando in questo territorio, mettendo in luce la necessità di una maggiore consapevolezza e prevenzione tra i cittadini.

Le vittime hanno denunciato il danno subito, non solo a livello economico, ma anche emotivo, essendo state ingannate in maniera subdola e ripetuta. Il senso di impotenza di fronte a un crimine che non lascia tracce fisiche e che si manifesta attraverso il mondo digitale è palpabile.

Tra le vittime dei reati informatici, molte persone hanno raccontato la loro esperienza con dolore e rabbia. Un residente di Sigillo, che ha preferito rimanere anonimo, ha dichiarato: “Ho effettuato un bonifico per l’acquisto di alcuni libri antichi. Non avrei mai immaginato di essere truffato, e ora mi ritrovo con 2.700 euro persi. È un colpo basso, perché ti senti tradito quando qualcuno sfrutta la tua fiducia per rubarti i risparmi”.

Un altro caso, verificatosi a Nocera Umbra, ha coinvolto un uomo di 53 anni che aveva versato 1.000 euro per l’acquisto di un’autovettura. L’uomo, disperato per la promessa mai mantenuta, ha raccontato: “Ho pensato di fare un affare, ma alla fine mi sono ritrovato con il portafoglio vuoto e la sensazione di essere stato ingannato in maniera crudele. È difficile fidarsi di internet quando si sa che ci sono truffatori come questi".

 

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Mario Farneti
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