Promesse di vacanze da favola a prezzi fuori mercato, pacchetti all inclusive a costi irrisori, mete esotiche proposte con sconti che sembravano imperdibili.
È così che una presunta agenzia di viaggi con sede a Gubbio, con l'avvicinarsi delle ferie estive, avrebbe attirato decine di clienti, salvo poi rivelarsi - secondo le segnalazioni - una struttura fittizia. La vicenda è emersa quando alcuni aspiranti viaggiatori, dopo aver versato caparre anche consistenti, non hanno più ricevuto alcun riscontro e non sono più riusciti a mettersi in contatto con il sedicente operatore.
L’agenzia dichiarava di avere la sede in una nota via della prima periferia cittadina, ma di fatto operava quasi esclusivamente online, attraverso un sito web oggi oscurato e profili social curati nei minimi dettagli. Pagine piene di immagini di clienti sorridenti, recensioni entusiaste e fotografie di resort di lusso. Secondo chi sta seguendo il caso, molte di quelle immagini potrebbero essere state generate o manipolate con l’ausilio dell’intelligenza artificiale, un dettaglio che rende la truffa ancora più insidiosa.
Il copione è sempre lo stesso. Dopo il primo contatto, spesso via social o tramite il sito, il “consulente” proponeva un’offerta irripetibile, invitando il cliente a bloccare subito il posto con un acconto. Una volta effettuato il bonifico o il pagamento elettronico, i contatti si facevano sempre più rari fino a interrompersi del tutto. A quel punto, i clienti si sono resi conto che qualcosa non andava e hanno iniziato a confrontarsi tra loro, scoprendo di essere finiti in una rete di raggiri.
Il caso di Gubbio non è isolato. Negli ultimi anni, in diverse città italiane sono emerse truffe simili, spesso legate a finte agenzie online o a sedicenti tour operator che promettevano viaggi a prezzi stracciati. Da Milano a Napoli, da Roma a Palermo, le cronache raccontano di famiglie rimaste senza vacanza e senza soldi, con procedimenti giudiziari complessi e tempi lunghi per eventuali rimborsi.

Il successo di questi raggiri si spiega con una combinazione di fattori. Da un lato c’è la crescente abitudine a prenotare tutto online, dall’altro la pressione del “prendere al volo l’occasione” per paura di perderla. Le truffe fanno leva proprio su questo: urgenza, prezzo troppo bello per essere vero e apparente affidabilità costruita con siti ben fatti e profili social credibili.
In alcuni casi, come sembra emergere anche a Gubbio, vengono utilizzate immagini create con l’intelligenza artificiale o prese da banche dati online, presentate come foto reali di clienti soddisfatti. È un salto di qualità rispetto alle vecchie truffe: oggi l’inganno è più sofisticato e visivamente convincente.
La prima regola resta sempre la stessa: diffidare delle offerte fuori mercato. Se un viaggio in alta stagione viene proposto a metà o a un terzo del prezzo medio, è legittimo porsi qualche domanda. Ma non basta. Al momento della sottoscrizione di un contratto o del versamento di una caparra, è fondamentale verificare alcuni elementi chiave.
Prima di tutto, controllare che l’agenzia sia regolarmente iscritta al registro delle imprese e che abbia una partita IVA verificabile. Un’agenzia seria indica sempre chiaramente i propri dati legali, l’indirizzo fisico e i recapiti. È utile anche cercare recensioni su più piattaforme indipendenti, non solo su quelle gestite dall’operatore stesso.
Un altro punto fondamentale è il contratto di viaggio. Deve essere scritto, dettagliato e indicare chiaramente cosa è incluso, le condizioni di annullamento e le responsabilità dell’organizzatore. Bisogna verificare anche la presenza della polizza assicurativa obbligatoria a tutela dei clienti, prevista per legge per i tour operator.
Attenzione poi ai metodi di pagamento. I professionisti consigliano di preferire strumenti tracciabili che offrano una qualche forma di tutela, come le carte di credito, che in alcuni casi consentono il chargeback in caso di truffa. I bonifici verso conti esteri o intestati a persone fisiche, soprattutto se richiesti con urgenza, sono un campanello d’allarme.
Chi ritiene di essere stato raggirato dovrebbe raccogliere tutta la documentazione: ricevute di pagamento, email, messaggi, screenshot delle pagine web e dei profili social. Il passo successivo è presentare una denuncia alle forze dell’ordine e segnalare il caso anche alle associazioni dei consumatori, che possono offrire assistenza legale e supporto.
Il caso di Gubbio dimostra quanto sia facile oggi costruire una facciata digitale credibile e quanto sia importante, per i consumatori, mantenere alta la soglia di attenzione. Le vacanze restano un sogno legittimo, ma la prudenza è l’unico vero antidoto contro chi trasforma quel sogno in un incubo.