02 May, 2026 - 16:30

Trevi, tentata rapina aggravata in tabaccheria: arrestato 53enne con precedenti

Trevi, tentata rapina aggravata in tabaccheria: arrestato 53enne con precedenti

Pochi secondi. Tanto è bastato per trasformare quello che poteva essere l’ennesimo colpo riuscito in un arresto in flagranza. A Trevi, nella serata di ieri, la Polizia di Stato ha fermato un uomo di 53 anni, già noto alle forze dell’ordine, proprio mentre stava tentando di mettere a segno una rapina in una tabaccheria. Un intervento tempestivo, quasi chirurgico, che ha evitato il peggio e chiuso un cerchio investigativo aperto da giorni nel territorio tra Foligno e i comuni limitrofi.

L’operazione, frutto della sinergia tra il Commissariato di Foligno e la Squadra Mobile di Perugia, arriva al culmine di un’attività investigativa intensa, avviata dopo una serie di episodi che avevano fatto crescere l’allarme sicurezza tra cittadini e commercianti. Farmacie e negozi nel mirino, modalità simili, orari compatibili: elementi che avevano spinto la Questura a rafforzare i controlli e ad avviare un monitoraggio capillare del territorio.

Controlli serrati e pedinamento: così è scattato il blitz

Il dispositivo di prevenzione e osservazione ha dato i suoi frutti nella serata di ieri, poco prima delle 20. Gli agenti, impegnati in servizi mirati tra Foligno e Trevi, hanno intercettato un’autovettura il cui conducente ha subito attirato l’attenzione. Non tanto per la presenza in sé, quanto per il comportamento alla guida: accelerazioni improvvise alternate a rallentamenti sospetti, come se stesse studiando i movimenti dei negozi ormai prossimi alla chiusura.

Un atteggiamento che non è passato inosservato agli investigatori, già allertati dal contesto delle recenti rapine. Da quel momento è partito un pedinamento discreto ma costante, che ha permesso di seguire l’uomo fino al comune di Trevi. Qui il 53enne ha parcheggiato nei pressi di una tabaccheria, scegliendo con ogni probabilità un momento ritenuto favorevole per agire.

Il dettaglio decisivo è arrivato pochi istanti dopo. Prima di entrare nel locale, l’uomo si è coperto il volto con un panno nero, un gesto inequivocabile che ha confermato i sospetti degli agenti. A quel punto non c’era più tempo da perdere.

L’irruzione è stata immediata. I poliziotti sono entrati nella tabaccheria proprio mentre il 53enne stava minacciando la cassiera brandendo una chiave in ferro, utilizzata come arma impropria. La scena è durata pochi attimi: l’uomo è stato immobilizzato sul posto, senza possibilità di fuga, e messo in sicurezza.

Condotto presso il Commissariato di Foligno, al termine delle formalità di rito è stato arrestato in flagranza con l’accusa di tentata rapina aggravata. Su disposizione del pubblico ministero di turno, è stato trasferito nella casa circondariale di Spoleto, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria. 

Indagini in corso e collegamenti con altri colpi

L’arresto rappresenta un passaggio fondamentale, ma non conclusivo, dell’attività investigativa. Gli inquirenti stanno infatti lavorando per chiarire se il 53enne possa essere collegato ad altri episodi analoghi registrati negli ultimi giorni nell’area folignate.

Le modalità operative - scelta degli obiettivi, orari, atteggiamento prima dell’azione - presentano elementi compatibili con le rapine che avevano colpito farmacie e attività commerciali della zona. Per questo motivo, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Spoleto, gli agenti stanno analizzando ogni dettaglio utile a ricostruire eventuali responsabilità pregresse.

Non si esclude che l’uomo possa aver agito anche in altre occasioni, sfruttando dinamiche simili a quelle osservate prima dell’arresto. Il lavoro investigativo prosegue dunque su più fronti, con l’obiettivo di fornire un quadro completo e verificare eventuali collegamenti con la recente escalation di episodi criminosi.

Tentata rapina aggravata: cosa prevede la legge

Dal punto di vista giuridico, il reato contestato - tentata rapina aggravata - è disciplinato dagli articoli 56 e 628 del codice penale e rappresenta una delle fattispecie più gravi contro il patrimonio.

Si configura quando un soggetto compie atti concreti e inequivocabili diretti a sottrarre beni altrui mediante violenza o minaccia, senza però riuscire a portare a termine il reato per cause indipendenti dalla propria volontà. È il caso, ad esempio, dell’intervento delle forze dell’ordine o della reazione della vittima. Nel caso specifico, l’azione è stata interrotta proprio grazie all’irruzione degli agenti, che ha impedito il completamento della rapina. La presenza di elementi aggravanti rende la posizione dell’indagato particolarmente delicata.

Tra le aggravanti previste rientrano infatti l’uso di armi - anche improprie, come nel caso della chiave in ferro - il travisamento del volto e le circostanze che limitano la capacità di difesa della vittima. Tutti aspetti che contribuiscono ad aumentare la gravità del reato e, di conseguenza, la pena prevista.

La normativa stabilisce per la rapina aggravata una pena che può arrivare fino a 20 anni di reclusione, mentre il tentativo comporta una riduzione ma resta comunque punito in maniera severa. Inoltre, in presenza di indizi consistenti, può essere disposta la custodia cautelare in carcere, come avvenuto nel caso di Trevi.

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Lorenzo Farneti
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