Un intervento di riordino complessivo, atteso e strutturale, per aggiornare il sistema regionale del trasporto pubblico non di linea. L’Umbria avvia il percorso di adeguamento alla normativa nazionale in materia di taxi e noleggio con conducente (Ncc) con la presentazione, in seconda commissione consiliare, del disegno di legge predisposto dalla giunta regionale.
Il provvedimento, illustrato nel corso della seduta presieduta da Letizia Michelini, alla presenza dell’assessore De Rebotti e dei tecnici regionali, si inserisce in un iter già avviato nei mesi scorsi: la giunta lo ha infatti preadottato il 18 settembre, avviando contestualmente le fasi di concertazione con i soggetti interessati. Sul testo è già intervenuto anche il Consiglio delle Autonomie Locali (Cal), che ha espresso parere favorevole.
Il cuore dell'intervento è rappresentato dall’adeguamento alla legge quadro nazionale n. 21 del 1992, che disciplina il trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea. Il nuovo disegno di legge, intitolato "Norme per l’attuazione della legge 21/1992 in materia di trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea (Taxi – Ncc)", punta a colmare un disallineamento normativo ormai evidente.
L'atto prevede infatti l’abrogazione integrale della legge regionale 17/1994, finora riferimento per il settore in Umbria, sostituendola con un impianto aggiornato e coerente con le evoluzioni legislative nazionali. Un passaggio che segna una vera e propria svolta nell’organizzazione del comparto, intervenendo su accesso, requisiti e strumenti di gestione.
La disciplina continuerà a riguardare un ampio spettro di servizi: non solo autovetture fino a nove posti, ma anche natanti, motocarrozzette e veicoli a trazione animale.
Tra le innovazioni più significative figura l’istituzione di un registro unico regionale, che sostituirà gli attuali registri provinciali. Una scelta che risponde all’esigenza di semplificare le procedure amministrative e di garantire maggiore uniformità nella gestione del settore su tutto il territorio umbro.
Il superamento della frammentazione provinciale rappresenta uno degli elementi qualificanti della riforma, con l’obiettivo di rendere più chiaro e accessibile il sistema sia per gli operatori sia per le amministrazioni coinvolte.
Il disegno di legge interviene anche sulle modalità di accesso alla professione. Tra le modifiche più rilevanti vi è l’eliminazione del requisito della residenza obbligatoria in Umbria, consentendo così l’iscrizione al ruolo anche a soggetti provenienti da altre regioni.
Una scelta che amplia le opportunità di ingresso nel settore, inserendosi in un contesto di maggiore mobilità e apertura del mercato. Allo stesso tempo, però, la riforma introduce strumenti di controllo e verifica più puntuali, con l’obiettivo di garantire standard elevati di professionalità.
Per rendere più efficiente il sistema, viene introdotto un calendario unico regionale degli esami, con una frequenza minima di una sessione al mese. Un elemento che mira a superare le discontinuità del passato, assicurando regolarità e trasparenza nelle procedure di abilitazione. Le prove continueranno a svolgersi a livello provinciale, ma secondo criteri aggiornati e armonizzati con la normativa nazionale.
Viene inoltre rivista la composizione della commissione d’esame, che potrà includere, se necessario, anche un esperto in nautica per le specifiche abilitazioni.
Uno degli aspetti più sensibili della riforma riguarda il rafforzamento dei requisiti morali per l’accesso e la permanenza nel settore. Su impulso delle associazioni di categoria, il nuovo testo introduce criteri più stringenti, con particolare riferimento a reati contro il patrimonio, reati legati alla droga e guida in stato di ebbrezza.
Si tratta di una scelta che punta a elevare il livello di affidabilità degli operatori, in un comparto che ha un impatto diretto sulla sicurezza e sulla qualità del servizio offerto ai cittadini e ai turisti.
Per i soggetti già abilitati in altre regioni e interessati a operare in Umbria, il disegno di legge introduce un esame integrativo. La prova sarà incentrata principalmente sulla conoscenza del territorio regionale, considerata fondamentale per garantire un servizio adeguato.
La misura si inserisce in una logica di equilibrio tra apertura e qualità, consentendo l’ingresso di nuovi operatori ma richiedendo al contempo competenze specifiche legate al contesto locale.
Il trasporto pubblico non di linea rappresenta un segmento strategico della mobilità regionale, soprattutto in una realtà come l’Umbria, caratterizzata da un forte richiamo turistico e da un tessuto territoriale diffuso.
L'adeguamento normativo si colloca quindi in una prospettiva più ampia, che guarda alla qualità dei servizi, alla competitività del sistema e alla capacità di rispondere alle esigenze di cittadini e visitatori.
Con il passaggio in seconda commissione, il disegno di legge entra ora nella fase più propriamente politica del suo iter. Il confronto consiliare sarà chiamato a valutare nel dettaglio le innovazioni introdotte e il loro impatto sul settore.
Il percorso appare già tracciato, anche alla luce del parere favorevole del Cal e del lavoro di concertazione avviato dalla giunta. L’obiettivo è arrivare a un quadro normativo aggiornato, capace di coniugare semplificazione, apertura e garanzie.
In tal senso, la riforma dei taxi e degli Ncc si configura come un passaggio chiave nel processo di modernizzazione dei servizi pubblici regionali, destinato a incidere in modo significativo sull’organizzazione e sul funzionamento del comparto nei prossimi anni.