06 Apr, 2026 - 12:30

Trasporti in Umbria, via libera al sistema tariffario unico con aumento dei biglietti: Perugia chiede garanzie su Minimetrò e ricavo

Trasporti in Umbria, via libera al sistema tariffario unico con aumento dei biglietti: Perugia chiede garanzie su Minimetrò e ricavo

La giunta comunale di Perugia ha approvato un articolato pacchetto di osservazioni sul nuovo Piano di bacino e sul sistema tariffario del trasporto pubblico locale predisposti dalla Regione Umbria, aprendo formalmente una fase di confronto su una riforma che punta all’introduzione del titolo di viaggio unico regionale, denominato “Unico Umbria”.

L’impianto delineato dalla Regione mira a superare l’attuale frammentazione tariffaria, introducendo un sistema integrato valido su tutti i mezzi del trasporto pubblico locale: autobus urbani ed extraurbani, impianti a fune - come il Minimetrò di Perugia e la funicolare di Orvieto - e, in una fase successiva, anche il trasporto ferroviario regionale. Un cambio di paradigma che si fonda su un modello a zone, 57 in tutta la regione, con un prezzo del biglietto proporzionale al numero di aree attraversate.

Unico Umbria e sistema a zone: come cambia il biglietto

Nel nuovo assetto, il territorio di Perugia viene accorpato con quello di Corciano in un’unica zona tariffaria, in continuità con l’attuale configurazione del titolo “Unico Perugia”. Il sistema prevede una tariffa base, cui si aggiunge un “supplemento capoluogo” per i viaggi che interessano i principali centri urbani.

Per il capoluogo umbro, questo si traduce in un aumento del costo della corsa singola urbana, che passerebbe dagli attuali 1,50 euro a 1,80 euro. Un adeguamento che si inserisce nel più ampio aggiornamento delle tariffe, legato anche al recupero degli indici inflattivi accumulati negli ultimi anni. Oltre ai biglietti ordinari, il nuovo sistema introduce una vasta gamma di abbonamenti e agevolazioni: riduzioni per studenti, over 65 e invalidi civili, oltre a sconti progressivi per i componenti dello stesso nucleo familiare. Misure pensate per accompagnare la transizione e contenere l’impatto economico sui cittadini.

Il nodo Minimetrò e l’equilibrio dei ricavi

È però sul fronte degli equilibri economici che si concentrano le principali osservazioni del Comune. Il punto più delicato riguarda il Minimetrò, infrastruttura strategica per la mobilità urbana di Perugia, il cui piano economico-finanziario è stato definito prima dell’introduzione del nuovo sistema tariffario.

Palazzo dei Priori chiede alla Regione un impegno formale a garantire la copertura dei ricavi stimati per il periodo di avvio di “Unico Umbria”, indicativamente dal 2028, evidenziando un potenziale rischio economico che potrebbe incidere in modo significativo sulla sostenibilità del servizio. In questo contesto si inserisce anche la richiesta di rivedere la distribuzione del “supplemento capoluogo”. Secondo il regolamento regionale, tale sovrapprezzo verrebbe destinato interamente al servizio automobilistico urbano. Perugia ritiene invece necessario un riequilibrio che riconosca il ruolo del Minimetrò, chiedendo una ripartizione più equa delle risorse tra le diverse componenti del sistema.

Tariffe e rischio aumenti: le perplessità del Comune

Tra le criticità evidenziate figura anche la previsione di adeguamenti tariffari legati alla necessità degli operatori di raggiungere l’equilibrio economico. Una clausola che il Comune giudica potenzialmente problematica, perché potrebbe tradursi in aumenti generalizzati delle tariffe, anche in contesti - come quello urbano di Perugia - caratterizzati da una gestione storicamente più equilibrata.

Il timore espresso dall’amministrazione è che eventuali difficoltà economiche in ambiti extraurbani possano ricadere indistintamente sull’intero sistema, penalizzando i cittadini e riducendo la prevedibilità dei costi di utilizzo del servizio.

Validità sui treni e meccanismi di riparto

Altro punto centrale riguarda la validità del titolo unico sul trasporto ferroviario. Il Comune chiede di chiarire che, nella fase iniziale, “Unico Umbria” non sarà valido sui treni regionali, ad eccezione delle tratte interne al territorio comunale di Perugia.

L’obiettivo è evitare ambiguità nei meccanismi di ripartizione degli introiti tra i diversi operatori, il cosiddetto “clearing”. La richiesta si inserisce in una più ampia esigenza di trasparenza e chiarezza nella gestione dei flussi economici, considerata essenziale per garantire un funzionamento efficiente del nuovo sistema.

Un servizio urbano da tutelare

Perugia solleva inoltre il tema della classificazione dei servizi, chiedendo che il trasporto automobilistico urbano e le principali linee di collegamento con Corciano vengano considerati come un unico sistema integrato.

Una scelta che, secondo il Comune, consentirebbe di evitare frammentazioni nel riparto dei ricavi e di preservare l’equilibrio complessivo del servizio. Si tratta di un passaggio tecnico ma strategico, che incide direttamente sulla sostenibilità economica del trasporto pubblico locale e sulla qualità dell’offerta per gli utenti.

Slittamento al 2028 e impatto sulla pianificazione

Un elemento rilevante emerso riguarda il rinvio dell’entrata in vigore del nuovo sistema tariffario, inizialmente prevista per il 2026 e ora posticipata al 2028. Uno slittamento che ha già prodotto effetti concreti sulle scelte operative, come nel caso della mancata installazione delle macchine emettitrici alle fermate della futura linea BRT, ritenute destinate a diventare obsolete prima ancora dell’attivazione.

Il rinvio offre da un lato più tempo per affinare il sistema, ma dall’altro prolunga la fase di transizione, mantenendo in vigore l’attuale assetto tariffario ancora per alcuni anni.

Tra integrazione e sostenibilità: la sfida della riforma

La riforma del trasporto pubblico umbro si muove dunque su un filo sottile, tra l’esigenza di semplificare e integrare il sistema e quella di garantire sostenibilità economica e tutela dell’utenza. Il biglietto unico rappresenta un passo avanti in termini di accessibilità e fruibilità del servizio, ma pone al tempo stesso interrogativi sulla distribuzione dei costi e dei benefici. Perugia, con le sue osservazioni, prova a orientare il percorso, ponendo al centro tre importanti priorità: la salvaguardia del Minimetrò, l’equilibrio nella ripartizione dei ricavi e la tutela del potere d’acquisto dei cittadini.

Il confronto con la Regione è ora destinato a entrare nel vivo. Sul tavolo non c’è soltanto una riforma tariffaria, ma una ridefinizione complessiva del sistema di mobilità regionale che potrebbe incidere in modo duraturo sulle abitudini quotidiane, sull’organizzazione dei servizi e sul rapporto tra territorio, infrastrutture e cittadini.

AUTORE
foto autore
Francesco Mastrodicasa
condividi sui social
condividi su facebook condividi su x condividi su linkedin condividi su whatsapp
ARTICOLI RECENTI
LEGGI ANCHE