20 Aug, 2026 - 11:40

Pannelli fotovoltaici sul Trasimeno. Arcudi: "Siamo alla follia" e annuncia un'interrogazione

Pannelli fotovoltaici sul Trasimeno. Arcudi: "Siamo alla follia" e annuncia un'interrogazione

Il Lago Trasimeno, tra i principali attrattori naturali e paesaggistici dell'Umbria, sta attraversando una grave crisi idrica. Una situazione che ormai si protrae da tempo, risentendo fortemente degli effetti dei cambiamenti climatici. La politica regionale a più riprese è tornata sul tema e oggi il consigliere di opposizione, Nilo Arcudi (Tp-Uc) ha annunciato la presentazione di una nuova interrogazione in Giunta. La questione è complessa perché, sostiene, si è parlato della possibilità di coprire una parte del bacino con dei pannelli fotovoltaici galleggianti. 

Arcudi sui pannelli fotovoltaici al Trasimeno: "Siamo alla follia"

"Il Trasimeno è a -191 centimetri rispetto allo zero idrometrico, continua a perdere acqua e rischia di arrivare a -200 entro la fine del mese. La navigazione è in difficoltà, il turismo sta soffrendo e la risposta della Regione qual è? Pensare di coprire una parte del lago con pannelli fotovoltaici galleggianti. Siamo alla follia" così il consigliere in una nota.

Nilo Arcudi

La navigazione su battello verso l'Isola Polvese quest'anno è stata interrotta e sostituita con una motobarca mentre per l'Isola Maggiore possono navigare soltanto imbarcazioni con basso pescaggio. "Una riduzione della capacità di
trasporto proprio nel cuore della stagione turistica, quando il flusso verso le isole può sfiorare i mille visitatori al giorno" sostiene Arcudi. Non va meglio per le imbarcazioni private con le darsene che sono ormai "difficilmente utilizzabili".

La crisi ambientale sta determinando conseguenze importanti anche per l'economia lacustre. "I dati di questi mesi - prosegue il consigliere - segnalano forti difficoltà sul fronte turistico e alcune strutture museali del territorio registrano cali delle presenze fino al 34% rispetto allo scorso anno, mentre altri comprensori umbri crescono. E parliamo di uno dei grandi motori turistici dell’Umbria. Il Trasimeno significa strutture ricettive, campeggi, agriturismi, ristoranti, commercio, navigazione, sport e cultura. Se va in crisi il lago, va in crisi un pezzo importante dell’economia regionale". E poi ci sono i chironomidi, i fastidiosi insetti che al tramonto sciamano sulle sponde: una "emergenza" che non risparmia nessuno. "Nel frattempo, degli 800 litri al secondo previsti attraverso il sistema Montedoglio-Paganico ancora non c’è traccia".

"Il Trasimeno non è luogo dove sperimentare impianti industriali"

Quella di Arcudi è l'ultima di una serie di interrogazioni che si susseguono sul Trasimeno. "Da mesi - ricorda - chiediamo all’assessore Simona Meloni un cronoprogramma chiaro, con date e tempi certi. Ed è proprio qui che la vicenda assume contorni paradossali. Mentre aspettiamo l’acqua, la Regione discute dei pannelli sull’acqua. In questi giorni è infatti emersa l’ipotesi di realizzare impianti fotovoltaici flottanti sul Trasimeno, prospettata anche come possibile strumento per limitare l’evaporazione".

La proposta sembra particolarmente invisa al consigliere che teme il deturpameneto del lago e si chiede: "Ma davvero pensiamo di salvare il Trasimeno coprendolo con pannelli fotovoltaici? - e aggiunge -: Stiamo parlando di un lago naturale, di un Parco regionale, di uno dei paesaggi simbolo dell’Umbria e di una delle nostre principali destinazioni turistiche. Il Trasimeno non può diventare una superficie sulla quale sperimentare impianti industriali. Siamo favorevoli alle energie rinnovabili e alla transizione energetica, ma esistono luoghi nei quali il valore ambientale, paesaggistico e turistico deve venire prima di tutto. Il Trasimeno è certamente uno di questi".

Per il consigliere è "una questione di priorità"

L'intervento, prosegue Arcudi, rischierebbe di spostare l'attenzione da quella che è la reale emergenza, ovvero la crisi idrica. "È una questione di priorità - afferma - invece di accelerare sulle opere necessarie per riportare acqua nel bacino, discutiamo di come coprirne una parte per ridurre l’evaporazione. È il mondo alla rovescia".

"La Regione concentri risorse ed energie sulle cose concrete - scrive -: completare gli interventi sul sistema Montedoglio-Paganico e raggiungere l’obiettivo degli 800 litri al secondo, rendere pubblico un cronoprogramma con tempi certi, intervenire sui dragaggi, sulla navigabilità, sulle darsene e sulla manutenzione del lago. Prima di pensare a coprire il Trasimeno bisogna pensare a riempirlo". Il bacino, conclude, "non ha bisogno di pannelli sull’acqua. Ha bisogno di acqua, opere e tempi certi. Salviamo il lago, non copriamolo".

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Sara Costanzi
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