Sarà la Biblioteca Augusta, autentico scrigno della memoria cittadina e una delle più antiche biblioteche pubbliche dell’età moderna, a ospitare l’atto conclusivo della prima edizione del Festival delle biblioteche comunali di Perugia. Dopo aver attraversato nei mesi scorsi i diversi poli bibliotecari del capoluogo, la manifestazione si prepara a chiudere il proprio percorso con un fine settimana interamente dedicato al libro, alla ricerca storica e alla valorizzazione del patrimonio culturale custodito nelle biblioteche cittadine.
Da venerdì 5 a domenica 7 giugno gli spazi dello storico Palazzo Conestabile della Staffa ospiteranno incontri, presentazioni editoriali e iniziative aperte al pubblico, con l’obiettivo di raccontare il ruolo delle biblioteche non solo come luoghi di conservazione del sapere, ma anche come centri attivi di produzione culturale, confronto e partecipazione.
La tappa conclusiva assume anche un valore simbolico particolare. Fondata nel 1582 dal bibliofilo e umanista perugino Prospero Podiani, la Biblioteca Augusta rappresenta infatti una delle istituzioni culturali più prestigiose dell’Umbria e custodisce un patrimonio documentario di straordinario valore storico, composto da manoscritti, cinquecentine, fondi antichi e documenti che raccontano secoli di storia cittadina.
Il festival è nato per mettere in risalto la rete delle biblioteche comunali di Perugia, evidenziandone caratteristiche, funzioni e patrimoni spesso rimasti fuori dal grande circuito della divulgazione. Le diverse tappe hanno costruito un programma che ha unito ricerca, divulgazione e partecipazione, chiamando a raccolta studiosi, autori, bibliotecari e cittadini attorno alla promozione della lettura e alla valorizzazione del patrimonio librario del territorio.
L’approdo finale all’Augusta rappresenta dunque la naturale conclusione di un progetto che ha posto al centro il valore delle biblioteche come presidi culturali permanenti e come strumenti fondamentali per la crescita della comunità.
Uno degli appuntamenti più significativi del programma sarà la visita guidata “Scopriamo l’Augusta”, prevista per sabato 6 giugno alle 9.30.
L’iniziativa offrirà ai partecipanti l’opportunità di conoscere da vicino la storia della biblioteca, la sua organizzazione e soprattutto una selezione delle collezioni più preziose conservate nei depositi e nelle sale storiche. Attraverso un percorso guidato, il pubblico potrà avvicinarsi a libri antichi, documenti rari e testimonianze che raccontano l’evoluzione culturale della città e il ruolo svolto dall’Augusta nella diffusione del sapere tra Cinquecento ed età contemporanea.
La partecipazione è gratuita, ma è richiesta la prenotazione obbligatoria tramite l’indirizzo dedicato del Comune di Perugia.
Il programma culturale prenderà il via venerdì 5 giugno alle 17 con la presentazione del volume “Donne che amano i libri” (La nave di Teseo, 2025), curato da Francesca Nepori.
L’opera raccoglie una serie di ritratti e testimonianze dedicati a donne che, dal Settecento fino ai giorni nostri, hanno intrecciato la propria vita con il mondo del libro in qualità di lettrici, bibliofile, bibliotecarie, tipografe, studiose e protagoniste della cultura libraria.
L’incontro offrirà l’occasione per approfondire un tema di grande interesse storico e sociale: il contributo femminile alla diffusione della lettura e alla costruzione del patrimonio culturale italiano. Partendo dal volume e dalla recente riedizione del saggio “Donne bibliofile italiane” di Giuseppe Fumagalli, Francesca Nepori dialogherà con Antonio Castronuovo e Carlo Pulsoni nell’ambito dell’incontro dal titolo “Libri e donne”, dedicato all’esplorazione del profondo rapporto tra universo femminile e cultura del libro.
Sempre venerdì, alle 18.30, l’attenzione si sposterà sulla storia artistica e architettonica del territorio umbro con la presentazione del volume di Anna Rebecca Sartore “Giovan Battista Caporali e l’architettura. Opere e committenti a Perugia e Cortona nel primo Cinquecento” (Officina Libraria, 2025). Il saggio ricostruisce la figura di Giovan Battista Caporali, artista e intellettuale perugino vissuto tra il XV e il XVI secolo, approfondendone l’attività di pittore, architetto e commentatore di Vitruvio.
Attraverso documenti, manoscritti e materiali inediti, il volume offre una rilettura del panorama culturale e artistico dell’Umbria rinascimentale, mettendo in luce il ruolo svolto da Caporali nei rapporti tra Perugia, Cortona e i principali centri culturali dell’epoca. Nel corso dell’incontro sarà inoltre dedicato uno spazio alla figura di Prospero Podiani, fondatore della Biblioteca Augusta e protagonista della cultura umanistica perugina tra XVI e XVII secolo.
La manifestazione si concluderà sabato 6 giugno alle 17 con un appuntamento dedicato a uno degli aspetti più affascinanti del mondo del libro: la bibliofilia.
Protagonista dell’incontro sarà Antonio Castronuovo con il volume “Dizionario del Bibliomane” (Sellerio, 2021), opera che racconta con ironia e profondità le passioni, le ossessioni e le curiosità legate alla raccolta e alla ricerca dei libri.
L’autore dialogherà con Francesca Nepori e Carlo Pulsoni nell’incontro intitolato “Scrivere o scrivere troppo?”, prendendo spunto anche dal recente “Dizionario del grafomane” (Sellerio, 2025), dedicato alle manie e agli eccessi della scrittura. Un confronto che promette di coniugare riflessione culturale e leggerezza, offrendo al pubblico uno sguardo originale su due figure emblematiche dell’universo letterario: il bibliomane e il grafomane.
La conclusione del Festival delle biblioteche comunali rappresenta anche un’occasione per riflettere sul ruolo sempre più strategico delle biblioteche all’interno della vita culturale contemporanea. Luoghi di conservazione della memoria, ma anche spazi di incontro, formazione e partecipazione, le biblioteche continuano infatti a svolgere una funzione essenziale nella diffusione della conoscenza e nella costruzione di una cittadinanza culturalmente consapevole.
La scelta di chiudere la manifestazione all’Augusta assume quindi un significato che va oltre il semplice valore simbolico. Significa riconoscere il ruolo di una delle istituzioni culturali più importanti dell’Umbria e, allo stesso tempo, riaffermare l’importanza di investire nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio librario come elemento fondamentale dell’identità collettiva.