12 Aug, 2026 - 15:30

Torneo dei Quartieri 2026, Gubbio prepara la 53ª edizione: cresce lo spettacolo, ma ora serve anche una vera regia

Torneo dei Quartieri 2026, Gubbio prepara la 53ª edizione: cresce lo spettacolo, ma ora serve anche una vera regia

Gubbio si prepara alla 53ª edizione del Torneo dei Quartieri, uno degli appuntamenti più riconoscibili dell’estate eugubina e una delle occasioni più suggestive per immergersi nella storia della città.

Il programma dell’edizione 2026, che si terrà venerdì 14 agosto, è stato presentato alla presenza dell’assessore alla Cultura e al Turismo Paola Salciarini, del presidente del Maggio Eugubino Marco Cancellotti, del vicepresidente Robert Satiri, del presidente dei Balestrieri Marcello Cerbella e, per l’IIS Cassata Gattapone, di Katia Mariani.

La manifestazione, patrocinata dal Comune e coordinata dall’Associazione Maggio Eugubino, vede ancora una volta la collaborazione dei Balestrieri, degli Sbandieratori e dei quattro Quartieri, chiamati a dare vita a una rievocazione che negli anni ha aumentato il numero dei figuranti, la ricchezza dei cortei e l’ambizione delle scenografie.

Il Torneo resta una possibilità preziosa per «assaporare un ritaglio della grande storia di Gubbio», ma proprio perché la manifestazione cresce, cresce anche l’esigenza di trasformarla in uno spettacolo capace di essere pienamente leggibile e coinvolgente.

La balestra anticipa alle 17.30 e arriva lo streaming

Tra le novità principali dell’edizione 2026 c’è lo spostamento della gara di tiro con la balestra alle 17.30, una scelta che modifica l’assetto tradizionale della giornata e punta a dare maggiore centralità a uno degli elementi simbolici del Torneo.

Viene inoltre confermato l’ingresso gratuito, con l’obiettivo di ampliare la partecipazione del pubblico e favorire una maggiore diffusione della manifestazione.

Altra novità significativa sarà la presenza di AranciaLive, che consentirà per la prima volta di seguire il Torneo dei Quartieri in streaming. Una scelta che può allargare notevolmente la platea e portare la manifestazione fuori dai confini cittadini.

Ed è proprio questa maggiore esposizione a rendere ancora più importante la qualità dell’allestimento tecnico.

Il tema di San Francesco e il Palio di Michel D’Agostino

L’edizione di quest’anno sviluppa il tema del Festival del Medioevo: “Il tempo di Francesco: Homo Homini Lupus”, interpretato come omaggio dei Quartieri a San Francesco.

È stato presentato anche il Palio 2026, realizzato dall’artista Michel D’Agostino, che propone una lettura fortemente simbolica della città.

La balestra diventa il ponte tra passato e futuro, mentre il Palazzo dei Consoli emerge come una presenza fuori dal tempo, custode della memoria collettiva. Accanto ai simboli eugubini appare San Francesco, raffigurato come presenza discreta e testimone di un rapporto con Gubbio fondato sull’accoglienza, sulla pace, sulla riconciliazione e sulla fraternità.

Una scelta che collega il Torneo a una dimensione culturale più ampia e che può rappresentare uno dei temi più forti dell’edizione.

Nuovi costumi e il lavoro del Cassata Gattapone

Nei giorni scorsi sono stati consegnati ai Quartieri anche quattro nuovi costumi da dama, realizzati da Daniele Gelsi e commissionati dal Maggio Eugubino grazie al contributo del Ministero della Cultura.

I colori rispettano le identità storiche dei Quartieri: blu per San Martino, rosso per Sant’Andrea, ocra per San Giuliano e verde per San Pietro.

A questi si aggiunge un costume realizzato dall’indirizzo sartoriale Moda dell’IIS Cassata Gattapone, nell’ambito del progetto «Il costume storico tra ricerca e folklore», iniziato nell’anno scolastico 2018-2019.

Il progetto ha coinvolto studenti, insegnanti, Quartieri, Maggio Eugubino e studiosi, con un lavoro dedicato alla ricerca sui tessuti, sulla foggia degli abiti e sulla ricostruzione del costume medievale.

Il centro storico si prepara alla festa

Il centro storico sta intanto assumendo progressivamente la sua veste medievale attraverso il tradizionale imbandieramento, realizzato anche grazie al lavoro dei volontari.

Le cene nei Quartieri accompagnano questi giorni di preparazione, consentendo a eugubini e visitatori di entrare nel clima della manifestazione attraverso cucina, tradizioni e momenti di socialità.

Il 14 agosto, dopo la gara dei maestri balestrieri delle 17.30, sono previste le esibizioni delle scuole di danza Danz’Art e Scuola di Danza Città di Gubbio.

Alle 19 partiranno i cortei storici di Sant’Andrea, San Giuliano, San Martino e San Pietro dalle rispettive sedi. L’ingresso in Piazza Grande avverrà da via XX Settembre per San Pietro e Sant’Andrea e da via dei Consoli per San Giuliano e San Martino.

Alle 19.45, dopo la sonata del Campanone, è previsto l’ingresso dei cortei, quindi l’inizio delle dispute e l’esibizione degli Sbandieratori.

La manifestazione cresce, ma la tecnica deve crescere con lei

C’è però un aspetto sul quale occorre avere il coraggio di intervenire.

Negli ultimi anni il Torneo dei Quartieri ha mostrato una crescente ricchezza di idee, figuranti, scene e contenuti, ma non sempre questa crescita è stata accompagnata da un adeguato sviluppo della macchina tecnica.

I contributi video sono risultati in alcune occasioni difficilmente visibili, mentre l’audio si è spesso rivelato insufficiente o poco nitido, impedendo al pubblico di comprendere pienamente ciò che stava accadendo.

Anche il ritmo complessivo ha sofferto di pause troppo lunghe e di passaggi narrativi non sempre immediatamente comprensibili.

Non si tratta di stroncare la manifestazione. Al contrario, significa cercare di individuarne i “bug” operativi, proprio perché il Torneo possiede potenzialità molto superiori a quelle che finora è riuscito a esprimere completamente.

A volte si è avuta la sensazione di trovarsi davanti a un grande «vorrei», sostenuto dall’impegno e dalla creatività dei Quartieri, ma frenato da un «ma non posso» determinato dalla scarsità dei mezzi tecnici e soprattutto dall’assenza di una regia sufficientemente forte.

Serve una regia che trasformi gli episodi in uno spettacolo unico

Il punto centrale è proprio questo.

I singoli Quartieri possono realizzare scene efficaci, costumi accurati e coreografie suggestive, ma qualcuno deve poi tenere insieme tutto, stabilire tempi, entrate, pause, raccordi, uso della musica, immagini e commento.

Una rievocazione complessa non può vivere come semplice successione di episodi.

Ha bisogno di una vera regia.

L’arrivo dello streaming rende questa necessità ancora più evidente: ciò che in Piazza Grande può essere colmato dall’atmosfera e dalla presenza fisica del pubblico, sullo schermo rischia invece di apparire lento o frammentario.

Il Torneo dei Quartieri ha ormai raggiunto una maturità tale da meritare un salto di qualità tecnico e narrativo.

Le idee ci sono, i Quartieri lavorano, i figuranti aumentano e la ricerca storica diventa sempre più accurata.

Ora occorre fare in modo che tutto questo diventi finalmente un unico spettacolo, capace di avere ritmo, comprensibilità e forza scenica all’altezza della storia che intende raccontare.

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Mario Farneti
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