Negli ultimi mesi, Gubbio è stata teatro di un fenomeno sempre più evidente: la presenza di topi, anche di grossa taglia, che circolano liberamente nel centro storico e nelle aree limitrofe. Fotografie e testimonianze raccolte durante il mercato settimanale del martedì hanno immortalato roditori che attraversano il parcheggio dell’ex Seminario a San Martino, tra bancarelle e clienti, creando sconcerto e preoccupazione.
Le cause principali di questa invasione non sono misteriose. I lavori di ristrutturazione stradale in corso in molte parti della città hanno sconvolto l’habitat naturale dei roditori, costringendoli a uscire dalle tane sotterranee. Inoltre, la presenza di due corsi d’acqua a regime torrentizio, come il torrente Camignano e il Cavarello, offre rifugio ideale per la proliferazione di colonie di topi che, disturbate dagli scavi e dai cantieri, si spostano facilmente verso le aree urbane.
Un fenomeno, quindi, abbastanza normale in situazioni di lavori pubblici estesi, ma che richiede attenzione e misure adeguate per non compromettere la salubrità urbana.
Il problema è stato reso evidente il 5 agosto, quando alcuni cittadini hanno fotografato più roditori muoversi liberamente nel parcheggio dell’ex Seminario. La zona è oggi occupata da parte degli ambulanti a causa dei lavori infiniti in piazza Quaranta Martiri.
“Gubbio accogliente, tra un cantiere e l’altro, anche per i topi che hanno preso possesso del centro storico” – commentano ironicamente i residenti sui social, denunciando “incuria e insalubrità che prendono il sopravvento tra le proteste di commercianti e cittadini che se li ritrovano tra i piedi”.
La visibilità dei roditori in pieno giorno è un segnale chiaro: le tane sono state disturbate e le colonie hanno cercato nuovi percorsi e fonti di cibo, non disdegnando bancarelle e aree frequentate da turisti e cittadini.
Per comprendere meglio il fenomeno, è utile conoscere alcune caratteristiche dei topi che vivono nelle aree urbane:
Habitat: i topi scelgono luoghi umidi e ricchi di cibo. Le sponde dei torrenti Camignano e Cavarello rappresentano un ambiente ideale, dove possono scavare tane e muoversi agilmente.
Riproduzione: una coppia di topi può generare fino a 10-12 cucciolate all’anno, con una media di 5-10 piccoli per cucciolata. Ciò significa che la popolazione può crescere rapidamente se non controllata.
Longevità: i topi non vivono più di due anni, ma il ricambio generazionale è così veloce da rendere difficile ridurne il numero senza interventi mirati.
Alimentazione: si nutrono di scarti alimentari, cereali, frutta e rifiuti. Le zone dei mercati e delle bancarelle sono particolarmente appetibili.
Abitudini di movimento: disturbati nei loro rifugi, tendono a spostarsi lungo percorsi sicuri, spesso nelle ore notturne, ma in situazioni di emergenza non esitano a uscire anche di giorno.
I lavori di rifacimento stradale a Via XX Settembre e la riqualificazione di piazza Quaranta Martiri, insieme agli scavi in altre parti del centro, hanno provocato scosse al sottosuolo e vibrazioni che hanno distrutto o reso inagibili molte tane sotterranee.
Come spiegano alcuni tecnici ambientali: “Ogni volta che si apre un cantiere di dimensioni medio-grandi, le colonie di roditori si spostano per cercare nuove zone sicure. È un comportamento istintivo, non si tratta di un’invasione improvvisa, ma di un cambiamento forzato dell’habitat”.
Questo spiega perché i topi vengano avvistati proprio nelle vicinanze dei cantieri e nei luoghi dove sono state temporaneamente trasferite attività commerciali e mercati, aumentando la probabilità di contatto con le persone.
La presenza di roditori in centro storico non è solo una questione estetica o di decoro urbano. I topi possono rappresentare un rischio sanitario perché:
Sono potenziali portatori di malattie zoonotiche come leptospirosi, salmonellosi e hantavirus.
Possono contaminare alimenti e superfici con urina e feci.
Possono attirare altri infestanti, come pulci e zecche.
Nonostante ciò, gli esperti sottolineano che la situazione a Gubbio non deve generare allarmismo: “Non si tratta di un’epidemia o di una condizione fuori controllo, ma di un fenomeno tipico delle fasi di grandi lavori urbani. Con interventi di prevenzione adeguati, la popolazione di topi tornerà a livelli normali”.
Per limitare la proliferazione dei roditori e garantire la sicurezza della città, si possono adottare diversi rimedi:
L’uso di trappole e rodenticidi posizionati da ditte specializzate è il primo passo per ridurre la popolazione. L’intervento deve essere costante e pianificato, soprattutto nelle aree di cantiere e lungo i corsi d’acqua.
Ridurre le fonti di cibo è fondamentale:
Migliorare la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti organici.
Usare contenitori chiusi e resistenti.
Evitare l’accumulo di scarti alimentari vicino alle bancarelle.
I corsi d’acqua come il Camignano e il Cavarello devono essere periodicamente puliti e disboscati per rendere meno favorevole l’habitat dei roditori e facilitare il monitoraggio delle tane.
Sigillare fessure, tombini e passaggi sotterranei previene l’ingresso dei topi nelle abitazioni e nelle attività commerciali.
Campagne informative possono educare la popolazione a comportamenti corretti:
Non lasciare cibo all’aperto.
Segnalare prontamente la presenza di roditori alle autorità.
Collaborare durante le fasi di derattizzazione.
In conclusione, la presenza di topi a Gubbio, pur allarmante a prima vista, è un fenomeno spiegabile e gestibile. I lavori pubblici e le caratteristiche naturali del territorio hanno semplicemente reso più visibile una popolazione di roditori già presente.
Con interventi coordinati di derattizzazione, pulizia, manutenzione e sensibilizzazione, è possibile riportare rapidamente la situazione sotto controllo, garantendo decoro e sicurezza sanitaria.
Come ricorda un residente: “Non è la prima volta che vediamo topi durante i lavori, ma con interventi mirati il problema è sempre stato risolto. Serve collaborazione e meno incuria”.