10 Aug, 2026 - 18:08

Terremoto a Cali, il racconto di un cittadino umbro: “Non c'è elettricità né acqua nelle case”

Terremoto a Cali, il racconto di un cittadino umbro: “Non c'è elettricità né acqua nelle case”

Una forte scossa di terremoto ha colpito la Colombia occidentale, provocando paura, danni e crolli in diverse zone del Paese. Il sisma è stato avvertito con particolare intensità a Cali, dove la popolazione si è riversata nelle strade mentre venivano effettuate le prime verifiche sugli edifici. Le stime sulla magnitudo sono differenti: il Servizio geologico colombiano ha indicato una magnitudo di 6.6, mentre l’USGS ha stimato inizialmente una magnitudo di 7.4.

La scossa ha avuto un epicentro a circa 100 chilometri di profondità nella Colombia occidentale ed è stata percepita anche a grande distanza, fino a Panama. Paura anche a Bogotá, dove alcune persone hanno lasciato gli edifici per precauzione.

A Cali il sindaco Alejandro Eder ha riferito nelle prime ore di almeno 20 edifici crollati in città, con la possibilità che alcune persone siano rimaste intrappolate sotto le macerie. Le operazioni di soccorso e di verifica sono proseguite mentre arrivavano nuove informazioni sull’entità dei danni.

Tra le persone presenti a Cali durante il terremoto ci sono anche cittadini italiani e umbri. Uno di loro, Franco Coppoli, ha raccontato ai nostri microfoni i momenti della scossa e la situazione vissuta nelle ore immediatamente successive.

Terremoto a Cali, il racconto di Franco Coppoli: “Scossa durata oltre un minuto”

Il racconto di Franco Coppoli parte dai primi istanti del terremoto. Una scossa lunga, progressivamente più intensa, che ha spinto le persone ad abbandonare rapidamente le abitazioni.

“Stamattina circa alle 7:30 qui a Cali ci siamo svegliati da una lunga e prolungata scossa di terremoto durata oltre un minuto e progressivamente sempre più forte. Noi siamo usciti dalla casa dove eravamo, di nuova costruzione, che è pesantemente lesionata. Siamo nel quartiere centrale dell’Alameda, un quartiere centrale, con case basse. I crolli sono avvenuti nelle case più alte e in quelle più vecchie”.

Coppoli descrive anche la reazione degli abitanti di Cali, che hanno lasciato le proprie case e si sono riversati nelle strade.

“La popolazione si è riversata in strada e adesso c’è una collaborazione per liberare dalle macerie edifici o parti di edifici crollati. Qui la situazione è relativamente tranquilla, ma c’è nell’aria una nebbiolina di polvere gialla diffusa che fa pensare a crolli più importanti. Non c’è elettricità né acqua nelle case”.

Il quadro descritto è quello di una città alle prese con le conseguenze immediate del sisma. L’assenza di elettricità e acqua rappresenta uno dei primi problemi per la popolazione, mentre proseguono le operazioni per verificare la stabilità degli edifici e liberare le zone interessate dai crolli.

Il cittadino umbro riferisce inoltre di notizie ancora da verificare riguardanti alcune infrastrutture.

“Qui a Cali dovrebbero essere crollati due ponti, queste le notizie che circolano”

Un elemento che, qualora confermato, aggiungerebbe ulteriori difficoltà alla gestione .dell’emergenza, soprattutto per quanto riguarda la viabilità e i collegamenti tra le diverse aree della città.

Terremoto in Colombia, emergenza a Cali: soccorsi al lavoro tra crolli e disagi

La situazione resta in evoluzione. Le autorità colombiane stanno procedendo alla valutazione dei danni provocati dalla scossa, mentre squadre di soccorso e personale specializzato sono impegnati nelle aree maggiormente colpite.

La priorità è verificare la presenza di eventuali persone intrappolate, mettere in sicurezza gli edifici danneggiati e garantire assistenza alla popolazione. Il bilancio dei danni potrà essere definito con maggiore precisione soltanto al termine delle verifiche strutturali.

Il terremoto è stato avvertito anche lontano dall’area epicentrale. A Bogotá sono state segnalate evacuazioni preventive di alcuni edifici, mentre il movimento tellurico è stato percepito anche fuori dai confini colombiani.

Nel suo racconto, Coppoli introduce anche il delicato contesto politico che sta attraversando il Paese, soffermandosi sul nuovo presidente e sulle tensioni interne alla Colombia.

“Vedremo come affronterà questa emergenza il nuovo e contestato presidente de la Espriella che si è insediato proprio due giorni fa, il 7 agosto, qui a Cali, solo circondato da militari nel quartiere militare di Cali, senza appoggio popolare dopo che gli studenti avevano impedito che la cerimonia si tenesse all’università”.

Il racconto prosegue poi con un riferimento agli sviluppi politici e militari delle ultime ore:

“Ieri, dopo aver incontrato l’ambasciatore di Israele, il presidente ha dato fuoco alle polveri ed è stata rotta la pace sociale e politica, sono iniziati attacchi diffusi da parte dell’esercito contro le formazioni guerrigliere dell’ELN e delle FARC dissidenti che non hanno consegnato le armi”.

Coppoli parla quindi delle dichiarazioni del nuovo presidente sulle politiche relative alla produzione di coca e del clima politico che, secondo la sua lettura, caratterizzerebbe il Paese.

“E ‘el Tigre’, come si fa chiamare il neopresidente, ha dichiarato che riprenderanno le fumigazioni contro i campesinos che producono coca. Un clima da guerra civile in solo due giorni di mandato, cui si oppone il movimento diffuso dei Jaguaros”.

 

Coppoli chiude il proprio intervento tornando proprio sull’emergenza:

“Per adesso è fondamentale l’intervento a fianco della popolazione colpita da questa forte scossa di 7.4 magnitudo che ha epicentro proprio qui ‘nel Valle’ di Cali”.

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Lorenzo Farneti
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