01 Oct, 2026 - 17:30

Terni, vincolo sui murales del Liberati e per i lavori si attende l’Istituto Centrale per il Restauro

Terni, vincolo sui murales del Liberati e per i lavori si attende l’Istituto Centrale per il Restauro

I murales realizzati nel 1975 dalla Brigata Pablo Neruda sulle strutture dello stadio Libero Liberati sono formalmente sottoposti alle disposizioni di tutela previste dall’articolo 50 del Codice dei beni culturali e del paesaggio.

A certificarlo è la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per l’Umbria, che ha notificato il provvedimento direttamente alle realtà associative promotrici dell'istanza di salvaguardia, mentre a Palazzo Spada non risulta ancora pervenuta la trasmissione formale dell’atto.

L'organo periferico del Ministero della Cultura ha inoltre predisposto l’intervento dell’Istituto centrale per il restauro (ICR) per eseguire un sopralluogo specialistico mirato a definire lo stato dell'opera, le condizioni di conservazione e l'eventuale fattibilità tecnica di una traslazione.

Dal canto suo, l’assessore alle Infrastrutture, ai Lavori pubblici e all’Urbanistica del Comune di Terni, Sergio Anibaldi, ribadisce la linea dell'amministrazione: tutelare i dipinti nell’alveo del piano di rifacimento dell'impianto, sebbene il cronoprogramma rimanga subordinato agli esiti del contenzioso (ora legato alle revocatorie fallimentari) sul progetto stadio-clinica.

Murales stadio Terni: scatta la tutela della Soprintendenza dell'Umbria

Il riscontro istituzionale porta la firma della soprintendente Francesca Valentini ed è scaturito da una lettera inviata inviata da un nutrito gruppo di associazioni ternane per fare luce sul destino degli affreschi che ornano la Est e la Sud. Il vincolo è stato sollecitato da un fronte associativo composto da ARCI, ANPI Terni, CGIL Terni, Il Pettirosso APS, Sentieri Partigiani, ASD Gramsci Terni, le sigle del tifo organizzato Curva Est Vecchio Stampo e Brigata Gagarin, insieme al comitato Salviamo il Liberati.

Il richiamo formale all'articolo 50 del decreto legislativo 42/2004 istituisce una garanzia precisa: prescrive infatti il divieto assoluto di distacco, rimozione o modifica di beni culturali di interesse storico e artistico senza le preventive autorizzazioni ministeriali. L'ente locale e i soggetti attuatori non potranno dunque compiere alcun intervento invasivo o alterazione materiale senza un iter operativo concordato con la Soprintendenza.

Il nodo del contenzioso stadio-clinica e il ruolo centrale dell'ICR

L’organo di tutela ha precisato di aver già espletato rilievi e istruttorie sul posto (il sopralluogo avvenuto nel 2025, ndr), evidenziando tuttavia come la progressione dei rilievi sia rimasta vincolata alle sorti urbanistiche della struttura sportiva. La querelle giudiziaria legata al progetto stadio-clinica ha di fatto congelato gli approfondimenti tecnici previsti durante i tavoli con l’ente municipale.

Come comunicato da Francesca Valentini per la Soprintendenza, il confronto formale ripartirà solo all'esito definitivo del contenzioso. Nelle more, la vigenza del Codice dei beni culturali impedisce qualsiasi atto pregiudizievole per le pitture murali. Altra novità: per la gestione della rimozione del manufatto artistico si apre un canale diretto con l’Istituto centrale per il restauro (ICR) - l'organo tecnico di eccellenza del Ministero della Cultura preposto alla diagnostica e alla salvaguardia dei beni di interesse nazionale - il cui sopralluogo specialistico dovrà definire le modalità conservative e l'eventuale movimentazione, scenario che verrebbe preso in esame soltanto per tutelare l'integrità delle opere durante il cantiere.

Il confronto in Consiglio comunale tra giunta e Partito Democratico

La vicenda era approdata anche nell'aula di Palazzo Spada, innescata da un'interrogazione consiliare del Partito Democratico sulla tenuta del ciclo pittorico. Il capogruppo dem, Pierluigi Spinelli, aveva sollevato dubbi precisi sulla tenuta dell'opera. 

“Quello che vorremmo capire - ha detto - è cosa succede ai murales nel momento in cui dovesse esserci l'ok definitivo allo stadio-clinica. In città c'è una forte preoccupazione che, con l'arrivo delle ruspe per buttare giù lo stadio, questi beni sotto tutela possano essere danneggiati o spazzati via, come purtroppo è già accaduto in passato per altre opere tutelate. Volevamo capire se la loro salvaguardia è garantita o se sia un'ipotesi superata”.

L'assessore Sergio Anibaldi ha puntualizzato la posizione dell'esecutivo: “Negli atti della conferenza di servizi, la Soprintendenza ha espresso pareri favorevoli senza apporre specifici vincoli di inamovibilità. Il progetto autorizzato prevedeva la demolizione e ricostruzione dello stadio con il recupero dei murales nella nuova piazza dell'impianto. A seguito delle segnalazioni dei comitati, abbiamo avviato interlocuzioni con l'attuale Soprintendente e svolto i sopralluoghi".

Murales, pronti gli approfondimenti su distacco e conservazione

Sul tavolo ci sono i precedenti passaggi operativi: il 16 ottobre 2025 si era svolto un vertice congiunto tra Soprintendenza, società Stadium, Ternana SpA, progettisti e Responsabile unico del procedimento (RUP), conclusosi con l'intesa unanime per approfondire le metodologie di distacco e lo stoccaggio provvisorio delle porzioni murarie.

Sia la società Stadium che la Ternana, oggi in liquidazione giudiziale, hanno dato piena disponibilità ad approfondire le tecniche specialistiche per lo stacco e la conservazione.

"Siamo pronti a recepire e valutare qualsiasi tipo di prescrizione”, ha puntualizzato Anibaldi che ha sottolineato come un cambio di passo arriverà a seguito della recente chiusura del contenzioso con la Regione al tribunale amministrativo. “Dopo la rinuncia al ricorso al TAR, che è stato un atto strategico dell'amministrazione per accelerare l'iter del permesso di costruire, il progetto ha ripreso corso e verranno riprese le interlocuzioni con la Soprintendenza”.

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Federico Zacaglioni
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