27 Aug, 2026 - 09:50

Terni, vertenza lavoratori Dussmann all'ospedale. Flaica Cub a Futuro Nazionale: "No a cappelli politici"

Terni, vertenza lavoratori Dussmann all'ospedale. Flaica Cub a Futuro Nazionale: "No a cappelli politici"

Va avanti da mesi la vertenza dei lavoratori di Dussmann impiegati all'ospedale Santa Maria di Terni dove si occupano delle pulizie e della sanificazione. Il sindacato autonomo Flaica Cub Umbria ha portato all'attenzione, fra le varie criticità emerse nel rapporto con la multinazionale tedesca, il mancato riconoscimento in busta paga di domenica e festivi, equiparati da Dussmann a tutti gli altri giorni lavorativi sostenendo che la maggiorazione non era prevista dal Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro (CCNL) Multiservizi.

Sulla questione qualche giorno fa il Comitato ternano di Futuro Nazionale aveva diffuso un proprio comunicato, dichiarando di schierarsi "apertamente" a fianco dei lavoratori e contro "il lavoro povero e la logica delle grandi corporation". Dai vannacciani ternani insieme alla solidarietà era stata espressa anche una richiesta alla politica, sia locale che regionale, per "rivedere radicalmente i criteri degli appalti pubblici". In risposta da Flaica Cub è arrivata una netta presa di posizione: "Giù le mani dalla nostra vertenza" aggiungendo che sulla lotta dei lavoratori non c'è bisogno di "nessun cappello politico".

Flaica Cub: "Non siamo legati ad alcun partito politico. Non facciamo campagna elettorale"

La posizione del sindacato è chiara: mantenere una precisa distinzione fra la lotta sindacale a difesa dei lavoratori e l'universo politico. "La Flaica Cub - così scrivono in un comunicato - è un sindacato autonomo, indipendente e antifascista, con una propria storia, una propria identità e una propria linea sindacale. Non siamo legati ad alcun partito politico, non siamo la cinghia di trasmissione di nessuno e non abbiamo alcuna intenzione di diventarlo. Facciamo sindacato. Non facciamo campagna elettorale. Difendiamo lavoratrici e lavoratori nei luoghi di lavoro, per noi contano i diritti, il salario, le condizioni di lavoro e la dignità delle persone".

L'organizzazione sindacale specifica che la vertenza in corso non diventerà in alcun modo lo spazio su cui un movimento politico possa perseguire i propri fini. "Per questo diciamo con altrettanta chiarezza che non accettiamo che una vertenza sindacale costruita dalla Flaica Cub e dai lavoratori venga utilizzata per mettere bandierine, guadagnare visibilità politica o cercare consenso".

"La nostra è una battaglia dove non abbiamo bisogno di padrini"

"La battaglia per il riconoscimento della maggiorazione domenicale dei lavoratori Dussmann - proseguono - è una battaglia sindacale che stiamo portando avanti autonomamente, con i lavoratori e per i lavoratori. Non abbiamo bisogno di padrini politici, sponsor, protettori o cappelli di alcun colore. Sia chiaro un punto: nessuno può intestarsi una vertenza che non ha costruito, nessuno può parlare al posto dei lavoratori organizzati e nessuno può utilizzare il nostro lavoro sindacale come passerella elettorale".

La Flaica Cub rimarca la propria autonomia e il proprio perimetro d'azione, spiegando di non essere in alcun modo "disponibile a fare da sfondo a comunicati politici né a essere trascinata in operazioni che non ci appartengono. La nostra autonomia non è in vendita e non è disponibile per operazioni di immagine. Siamo un sindacato antifascista e indipendente e continueremo a esserlo, senza ambiguità e senza convenienze del momento".

"Chi vuole sostenere i lavoratori lo faccia con atti concreti nelle sedi che gli competono"

In chiusura l'organizzazione sindacale richiama a una precisa divisione delle competenze. "Ribadiamo quindi che la lotta per la maggiorazione domenicale proseguirà senza interferenze, senza padrini e senza cappelli politici. A chi vuole sostenere i lavoratori diciamo: lo faccia con atti concreti nelle sedi che gli competono. A chi invece pensa di poter utilizzare una legittima rivendicazione sindacale come strumento di propaganda diciamo altrettanto chiaramente: giù le mani dalla nostra vertenza. Noi continueremo a stare dalla parte dei lavoratori, dentro i luoghi di lavoro, con una sola bandiera: quella dei diritti, del salario e della dignità" concludono.

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Sara Costanzi
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