Una normale sessione di allenamento si è trasformata in tragedia alla palestra Tonic di Terni, dove un uomo ultrasessantenne (D.P.) ha perso la vita -secondo le prime notizie- a causa di un infarto. Sempre secondo le prime ricostruzioni, l’uomo stava facendo spinning. L’episodio si è consumato sotto gli occhi di decine di altre persone che erano presenti in quel momento. Immediati gli interventi per cercare di soccorrere l'uomo, sul posto anche il personale medico che ha attivato tutte le procedure “salva-vita”, che si sono protratte per diversi minuti. Purtroppo, però, non c'è stato nulla da fare. La notizia ha gettato nello sconforto l'intera comunità ternana, compresi ovviamente coloro che erano in palestra in quel preciso istante.
Spetterà ora all'autorità giudiziaria valutare la necessità di ulteriori accertamenti medico-legali. I magistrati dovranno stabilire se disporre l'autopsia sul corpo della vittima o se, al contrario, gli elementi già raccolti dai soccorritori sul luogo dell'evento siano sufficienti a chiarire le cause del decesso. Non è da escludere nemmeno l'ipotesi che nel decesso, abbia inciso il gran caldo che sta caratterizzando queste giornate di Luglio. Nei giorni scorsi, come spesso avviene da prassi ogni anno, anche la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti aveva fatto un appello su come comportarsi in questi giorni di caldo africano: “a tutte le cittadine e a tutti i cittadini ad affrontare con la massima prudenza questi giorni di caldo intenso. È fondamentale bere frequentemente, evitare l’esposizione al sole e gli sforzi fisici nelle ore più calde, mantenere freschi gli ambienti e prestare particolare attenzione alle persone anziane, ai bambini, alle donne in gravidanza, ai malati cronici e a chi vive solo. Particolare attenzione deve essere riservata anche alla tutela di lavoratrici e lavoratori esposti alle alte temperature”.
La morte dell'uomo in palestra, richiama alla memoria la drammatica scomparsa di Eleonora Cruciani, la studentessa di 23 anni deceduta sabato sera a Marsciano mentre si allenava. La giovane era uscita di casa per fare jogging nel quartiere Tripoli. Intorno alle 21, in via della Fornace, due passanti avevano notato il suo corpo riverso a terra e avevano lanciato immediatamente l'allarme. Il tempestivo intervento dei sanitari del 118 non era però purtroppo bastato a salvarle la vita. Una fatalità improvvisa che ha spezzato una giovane esistenza profondamente legata alla passione per lo sport.
La morte improvvisa correlata all'attività sportiva viene identificata dagli esperti come un decesso per cause naturali che si manifesta in modo del tutto repentino. Questo evento si caratterizza per la sua istantaneità, configurandosi con una conclusione fatale che si consuma entro un'ora dal momento in cui insorgono i primi sintomi acuti. Un elemento fondamentale di questa condizione è l'assoluta imprevedibilità, dal momento che il fenomeno colpisce individui che godono di un apparente stato di buona salute e nei quali non era presente alcun segno clinico o fattore premonitore che potesse far presagire una simile evoluzione. Perché si possa parlare specificamente di morte improvvisa da sport, è indispensabile che sussista un rapporto diretto di causa ed effetto tra lo sforzo fisico e il decesso stesso. Di conseguenza, rimangono tassativamente escluse da questa classificazione tutte le morti provocate da eventi traumatici o da fattori ambientali avversi. Allo stesso modo, non rientrano nella definizione i decessi che colpiscono gli atleti lontano dai momenti di esercizio fisico, così come i casi che si verificano sì durante l'allenamento o la gara, ma in soggetti a cui erano già state diagnosticate patologie pregresse considerate a rischio per questo tipo di evento.
La morte improvvisa nello sport (MIS) è rarissima (0,7-1/100.000 persone l'anno). Colpisce soprattutto gli uomini (90%), gli under 35 (75%) e i dilettanti (80%), meno controllati medicalmente. I decessi variano per nazione in base alla popolarità della disciplina (in Italia prevale il calcio) e avvengono prevalentemente durante le gare ufficiali (79%).