I sommozzatori dei Vigili del fuoco stanno per varcare l’ultima soglia. Questa mattina, approfittando di una riduzione programmata della portata idrica da parte di Enel, le squadre subacquee entreranno nella seconda galleria a monte del lago di Narni, il condotto che ancora non è stato ispezionato e che potrebbe finalmente dire qualcosa sulla sorte di Tonino Galli, il pensionato ternano di 66 anni scomparso mercoledì 29 aprile. La sua automobile è stata ritrovata proprio nei pressi del canale di Recentino, all’imbocco di un intricato sistema di gallerie idriche, e da allora le ricerche non hanno mai smesso di scandagliare ogni anfratto, in superficie e sott’acqua.
L’ingresso nella seconda galleria rappresenta il punto focale di una giornata che si preannuncia cruciale. Dopo i rilievi condotti ieri - primo maggio - immersi in una realtà fatta di silenzi e corrente, oggi l’obiettivo è spingersi dove ancora nessuno ha potuto guardare, con la speranza di restituire una risposta a una famiglia che da mercoledì pomeriggio vive nell’angoscia.
La sequenza degli eventi è scandita da un appello accorato, diffuso sui social: “Scomparso il 29 aprile a Terni, in zona Str. di Santa Filomena (canale di Recentino). Si chiama Tonino, indossa un paio di jeans e una polo verde a maniche lunghe. Potrebbe essere disorientato. Lo stiamo cercando, se lo vedete, per favore chiamateci”. Parole divenute virali nel tentativo di raggiungere chiunque possa aver incrociato il pensionato nei momenti che hanno preceduto l’allontanamento.
La giornata di ieri ha visto un lavoro serrato su più fronti. Di buon mattino, sfruttando il basso livello idrico, i sommozzatori giunti dal nucleo di Roma e dai reparti fluviali dei Vigili del fuoco hanno ispezionato la prima delle due gallerie a monte dello specchio d’acqua che lambisce il lago di Narni. Un ambiente ostile, con visibilità ridotta e pareti da percorrere centimetro dopo centimetro, alla ricerca di qualunque indizio. Poi, dopo le 13, l’aumento dell’afflusso idrico ha costretto a dirottare le verifiche lungo il canale di Recentino, dove l’acqua ha ripreso a scorrere con maggiore intensità rendendo più complessa ogni manovra. In parallelo, i SAPR - i droni a pilotaggio remoto in dotazione al nucleo regionale - hanno sorvolato il lago, fornendo una mappatura dall’alto, mentre le squadre di terra hanno battuto sistematicamente i punti adiacenti alla zona in cui si presume sia avvenuto l’allontanamento.
Il dispositivo messo in campo è imponente: una squadra della centrale di Terni in assetto SAF (speleo alpino fluviale) con gommoni, i sommozzatori fatti arrivare dalla Capitale e il supporto aereo dei droni, il tutto coordinato senza sosta dal pomeriggio del 29 aprile, quando l’allarme è scattato dopo il ritrovamento dell’automobile di Tonino Galli a pochi passi dal corso d’acqua. Non c’è stato, fino a questo momento, alcun esito. E il timore che possa essersi consumato il peggio è un pensiero che nessuno ha smesso di coltivare, sebbene né i Vigili del fuoco né le altre forze impegnate lo dichiarino in modo esplicito.

Ed è proprio l’assenza di riscontri a caricare di aspettativa la manovra prevista per oggi. Enel, d’intesa con i soccorritori, ridurrà l’afflusso idrico nelle prime ore del mattino. Un intervento tecnico non banale, che consentirà ai sommozzatori di entrare finalmente nella seconda galleria, il tratto che potrebbe rivelarsi dirimente. Si tratterà di un’immersione complessa, in un ambiente confinato e con le incognite tipiche di una condotta artificiale, ma è l’unica strada per colmare il vuoto di informazioni che da tre giorni tiene col fiato sospeso parenti, amici e un’intera comunità. Le operazioni saranno seguite in superficie e coordinate in tempo reale, con la consapevolezza che ogni galleria ispezionata riduce il campo delle ipotesi e avvicina a una verità che tutti sperano non sia quella più drammatica.
La scomparsa di Tonino Galli resta una ferita aperta. L’uomo, descritto come pensionato e possibile soggetto disorientato, era stato visto l’ultima volta in strada Santa Filomena, vicinissimo al canale di Recentino. L’auto lasciata lì, l’assenza di tracce successive, il silenzio calato da quel mercoledì di fine aprile. Oggi, con l’immersione nel secondo condotto, si scrive un altro capitolo di una ricerca ostinata, condotta con la professionalità di chi sa operare in scenari estremi e con l’umanità di chi non si rassegna a non trovare più una persona.
