Nel pomeriggio di ieri, nelle vie del centro di Terni, in una zona prossima a viale Cesare Battista, si è verificato un episodio di scippo che ha coinvolto una donna di 67 anni. L’accaduto ha richiesto l’intervento dei soccorsi sanitari e delle forze dell’ordine, impegnate negli accertamenti per ricostruire la dinamica dei fatti e individuare il responsabile.
Secondo la ricostruzione fornita dagli inquirenti, la 67enne stava percorrendo una delle strade del centro quando è stata avvicinata da un uomo. Il malvivente, approfittando di un attimo di distrazione, le si è avvicinato con decisione e le ha strappato la borsa dalle mani con violenza. L’azione improvvisa ha fatto perdere l’equilibrio alla donna, che è caduta rovinosamente a terra sotto gli occhi di alcuni passanti.
Il ladro si è immediatamente dato alla fuga, riuscendo a far perdere le proprie tracce tra le strade del centro. Attimi di paura e concitazione, con la vittima rimasta a terra dolorante. Sul posto sono intervenuti tempestivamente i sanitari del 118, che hanno prestato le prime cure alla donna prima di accompagnarla in ospedale per accertamenti. Fortunatamente le lesioni riportate non sarebbero gravi, ma lo spavento e le conseguenze fisiche restano evidenti.
Immediato anche l’intervento degli agenti della Polizia di Stato, che hanno avviato le indagini per risalire all’autore dello scippo. Gli investigatori stanno acquisendo le testimonianze dei presenti e analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona, nella speranza di individuare elementi utili all’identificazione del responsabile.
Nei giorni immediatamente precedenti, Terni è stata teatro di altri due episodi di furto che, seppur di natura diversa, contribuiscono a delineare un quadro preoccupante.
Nella mattinata di ieri, 2 gennaio, un furto è stato denunciato all’interno del Pronto Soccorso dell’ospedale “Santa Maria”. L’episodio si è verificato nella sala di degenza del triage interno: un paziente, addormentatosi momentaneamente sul proprio lettino, al risveglio si è accorto della scomparsa del portadocumenti contenente effetti personali e documenti. Gli immediati accertamenti condotti dal personale del Posto Fisso di Polizia hanno permesso di individuare un altro degente come sospetto autore del furto. I sospetti hanno trovato conferma nel corso delle verifiche: parte della refurtiva è stata rinvenuta addosso all’uomo e, grazie all’intervento della Squadra Volante, recuperata integralmente. Gli oggetti sottratti sono stati restituiti al legittimo proprietario, mentre il responsabile, un cittadino straniero, è stato accompagnato in Questura, identificato e denunciato per furto.
Nel pomeriggio, un ulteriore intervento della Squadra Volante si è reso necessario in un esercizio commerciale di corso Tacito. Un uomo aveva oltrepassato le casse senza pagare, nascondendo nel giaccone due confezioni di prodotti per l’igiene personale per un valore complessivo di circa 33 euro. Bloccato dagli agenti, è stato accompagnato in Questura e denunciato in stato di libertà per il reato di furto; la merce è stata restituita al commerciante.
Dal punto di vista giuridico, lo scippo rientra nella fattispecie del furto, disciplinata dagli articoli 624 e 625 del Codice Penale, ma assume contorni più gravi quando è caratterizzato dall’uso della violenza. In particolare, lo scippo viene spesso qualificato come furto con strappo, una forma aggravata di furto prevista dall’articolo 625, che si verifica quando il bene viene sottratto con uno strappo tale da vincere la resistenza della vittima.
Se durante lo scippo viene esercitata una violenza sulla persona, come nel caso della donna di 67 anni caduta a terra, la condotta può sconfinare nella rapina, disciplinata dall’articolo 628 del Codice Penale. La distinzione è fondamentale, perché comporta sanzioni molto diverse. Il furto con strappo è punito con la reclusione da due a sei anni e con la multa da 927 a 1.500 euro, pene che possono aumentare in presenza di ulteriori aggravanti, come l’età avanzata della vittima o il luogo pubblico.
La rapina, invece, prevede pene decisamente più severe: la reclusione va da cinque a dieci anni, accompagnata da una multa da 927 a 2.500 euro, con ulteriori aumenti se la violenza causa lesioni personali o se il reato è commesso in concorso.