Fa riflettere, e molto, l'ultimo rapporto di Save the Children sulla diffusione della crimininalità minorile in Italia nel 2025. L'analisi dal titolo 'Dis(armati). Un’indagine sulla diffusione della violenza giovanile, tra percezione e realtà', è stata realizzata dal Polo Ricerca di Save the Children con il sostegno di Fondazione Iris Ceramica Group ETS. Diffusa proprio oggi, 12 marzo, restituisce approfondimenti puntuali sulla situazione nelle più grandi città italiane - Roma, Milano, Napoli, Bari - cui si aggiunge un unico caso di città "piccola": Terni.
Perché proprio Terni? È una domanda che è lecito porsi. "Al fine di mostrare come il fenomeno della violenza minorile non riguardi più solo le grandi città metropolitane" spiegano gli autori nel report.
Che cosa emerge? "In una piccola città come Terni - si legge nella ricerca - che da qualche anno vive profonde trasformazioni sociali, si assiste a rapine improvvisate o liti che nascono per questioni banali, dove spesso, insieme agli italiani, sono coinvolti anche minori stranieri non accompagnati o di seconda generazione". Viene anche riportata la testimonianza di una ragazza che riferisce che a volte "Basta niente, una parola, uno sguardo, una storia sui social" per innescare la violenza che poi si manifesta off-line, ovvero nel mondo reale che i giovani frequentano.
La motivazione che riportano le autorità locali è che quando i minorenni commettono reati come il furto e lo spaccio alla base vi è "una partecipazione mista, in una sorta di 'integrazione antisociale' che risponde a dinamiche di emulazione e pressione sociale". L'esatto opposto dei modelli positivi: una questione che pone con forza la necessità di orientarsi verso azioni educative di prevenzione e sensibilizzazione.
Secondo il rapporto di Save the Children, in Umbria, sono stati 34 i minori segnalati nel primo semestre 2025 per rapina, mentre erano 31 nel 2024 e più del doppio rispetto al 2014 (16) cui si aggiungono i 37 segnalati per lesioni personali, in diminuzione rispetto ai 75 del 2024 e in linea con i 38 del 2014. 14 infine i minori segnalati per porto abusivo d'armi, erano 15 nel 2024, cresciuti rispetto ai 9 del 2014.
In generale nel decennio 2014 - 2024 è cresciuta l'incidenza di minori segnalati per lesioni personali (+1,05 ogni mille abitanti tra i 14 e i 17 anni), rapina (+0,42 ogni mille abitanti tra i 14 e i 17 anni) e rissa (+0,32 ogni mille abitanti tra i 14 e i 17 anni). I minori segnalati per il reato di rapina rappresentano invece l'1,05 del totale della popolazione tra i 14 e i 17 anni, lo 0,43 ogni mille quelli segnalati per porto d'armi, l'1,14 ogni mille per lesioni personali e lo 0,46 ogni mille per minacce.
Il viaggio di Save the Children nella violenza minorile in Italia restituisce un fenomeno complesso che richiede attenzione su più fronti. Secondo l'analisi "è urgente accendere i riflettori sul disagio diffuso tra gli adolescenti, che trova spazio nei vuoti educativi e relazionali e nei contesti in cui la violenza prende forma".
Vuoti dove si inseriscono modelli disfuzionali che i giovani replicano all'esterno, da soli o in gruppo. Molti i fattori da prendere in cosiderazione per comprendere l'origine del disagio giovanile "individuali, familiari e di contesto" dinnanzi ai quali, evidenziano gli autori, è necessario fornire "risposte educative, di recupero e di attenzione del mondo adulto e istituzionale, accompagnando i giovani in un percorso di responsabilizzazione". Altro aspetto importante che emerge dai dati, è "l'aumento della permanenza prolungata dei minori nel sistema penale di giustizia minorile". Un frangente, sottolineano, che ha risentito, dal 2023, dell'introduzione del 'Decreto Caivano'.