La mappa del divertimento notturno trasformata, per una notte, in una griglia di controlli serrati. Il centro storico di Terni ha vissuto il fine settimana sotto la lente d'ingrandimento delle forze dell'ordine, impegnate in un dispositivo interforze straordinario tra sabato 4 luglio e le prime ore di domenica. Una mobilitazione coordinata per garantire la sicurezza nei luoghi simbolo della movida, passati al setaccio da pattuglie della Polizia di Stato, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia Locale. L'obiettivo primario dell'operazione, fortemente voluta dal Questore Abenante, è stato duplice: prevenire i reati sul nascere e innalzare la percezione di sicurezza dei cittadini nelle aree a maggiore densità di frequentazione. Un presidio visibile e costante che ha incrociato il flusso del popolo della notte, bilanciando la prevenzione sul campo con l'attivazione di severe misure amministrative e di prevenzione personale mirate a colpile i soggetti considerati socialmente pericolosi.
Le operazioni si sono concentrate nei nodi nevralgici della socialità ternana. Gli agenti e i militari hanno presidiato aree specifiche come piazza Solferino, largo Ottaviani e piazza dell’Olmo, estendendo le verifiche a piazza Buozzi, piazza Dalmazia e alla Rotonda Partigiani. Sotto i riflettori delle forze dell'ordine sono passati pedoni, avventori dei locali e veicoli in transito.
Proprio durante queste verifiche mirate, i controlli hanno portato alla contestazione di una violazione amministrativa nei confronti di un giovane, trovato in possesso di 0,62 grammi di hashish destinati all'uso personale. In parallelo, le pattuglie hanno allestito tre distinti posti di controllo alla circolazione stradale per monitorare i flussi veicolari in entrata e in uscita dal centro, riscontrando irregolarità che hanno portato all'elevazione di sanzioni per violazioni al Codice della Strada. Dagli uffici di via Antiochia è stato ribadito che “prosegue l’attività della Questura di Terni sul fronte della prevenzione e del controllo del territorio, attraverso i servizi straordinari ‘Movida Sicura’ e l’adozione di misure di prevenzione personali nei confronti di soggetti ritenuti socialmente pericolosi”.
La notte del centro cittadino non è stata caratterizzata soltanto dal pattugliamento dei vicoli della movida, ma ha visto anche la gestione di un importante appuntamento culturale. Gli uomini in divisa hanno costantemente monitorato il regolare svolgimento del concerto ospitato all’Anfiteatro “Fausto”, una delle arene più rilevanti per l'intrattenimento estivo locale, dove si è svolto il concerto di Patty Pravo.
Il servizio di osservazione e ordine pubblico ha funzionato senza intoppi: l'afflusso e il deflusso degli spettatori si sono svolti in piena regolarità, senza che si registrassero criticità o turbative per l’ordine pubblico. La convivenza tra lo spettacolo all'aperto e le dinamiche tradizionali della vita notturna ha dimostrato l'efficacia della pianificazione preventiva, concepita per garantire lo svago in un perimetro di totale legalità, evitando che le concentrazioni di persone potessero sfociare in episodi di microcriminalità o degrado urbano.
L'azione di contrasto orchestrata dalla Questura di Terni non si è fermata al solo controllo delle strade, ma si è sviluppata in parallelo sul piano dei provvedimenti di prevenzione personali firmati direttamente dal Questore Abenante. Tre le misure strategiche adottate nella stessa giornata per arginare profili di spiccata pericolosità sociale.
Il primo atto ha riguardato l'emissione di un Divieto di Ritorno nel Comune di Terni (D.I.Rit.) nei confronti di un cittadino sudamericano, già noto alle forze dell'ordine per reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti. Sul fronte del contrasto alla violenza di genere, su precisa proposta del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Orvieto, il Questore ha firmato un ammonimento per atti persecutori (stalking) nei confronti di un uomo, attivando la procedura di tutela preventiva per la vittima. Infine, la Questura ha notificato un avviso orale a un soggetto gravato da numerose condanne passate in giudicato per reati contro la persona, un chiaro segnale di rigore istituzionale per frenare la recidiva di soggetti considerati inclini al crimine.