21 Feb, 2026 - 11:15

Pugno duro sulla movida di Terni: chiuso locale per vendita di alcol ai minori, risse e problemi fiscali

Pugno duro sulla movida di Terni: chiuso locale per vendita di alcol ai minori, risse e problemi fiscali

In una delle vie più vivaci del centro storico, Vico dell'Olmo, dove fino a poche settimane fa la movida notturna richiamava centinaia di giovani, adesso c'è il silenzio. Le serrande di un pubblico esercizio, finito nel mirino delle forze dell'ordine, resteranno abbassate a tempo indeterminato. Non per una crisi di mercato, ma per un provvedimento di revoca dell'autorizzazione firmato dal Comune su proposta del Prefetto Antonietta Orlando.

La decisione, datata 20 febbraio 2026, è il punto di arrivo di un'attività istruttoria complessa condotta dalla Divisione Polizia Amministrativa della Questura di Terni. Per mesi, gli investigatori hanno monitorato l'esercizio pubblico, raccogliendo elementi che dipingono il ritratto di una gestione fuori controllo. Un quadro talmente grave da convincere le autorità a intervenire con la misura più estrema: la chiusura definitiva.

Il provvedimento si inserisce in una strategia più ampia, voluta dal Questore Luigi Abenante e condivisa in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. Una strategia che punta a restituire decoro e legalità alle zone della movida, troppo spesso teatro di episodi di degrado e violenza.

Alcol ai minori, risse e ubriachi molesti: il locale era diventato un caso

I fatti contestati al locale coprono un arco di tempo significativo e riguardano violazioni di diversa natura. La prima e più grave riguarda la somministrazione di bevande alcoliche a minorenni, una pratica che espone i gestori a conseguenze penali oltre che amministrative. I controlli della Polizia Amministrativa hanno accertato che giovanissimi, talvolta minori di sedici anni, riuscivano a ottenere alcol al bancone senza difficoltà.

Ma non solo. Nel corso dei servizi straordinari denominati "Movida Sicura", gli agenti hanno più volte fatto accesso nel locale trovando carenze igieniche e, soprattutto, avventori con precedenti penali che stazionavano all'interno creando un clima di intimidazione. In due occasioni, la situazione era degenerata in risse tra giovani, costringendo le Volanti a intervenire per sedare gli animi. Per questi episodi, il Questore aveva già applicato due provvedimenti di sospensione ai sensi dell'art. 100 TULPS, che consente di chiudere temporaneamente gli esercizi pubblici in caso di pericolo per l'ordine pubblico.

Nonostante le sanzioni, la situazione non è migliorata. Anzi. Quando la Guardia di Finanza ha effettuato verifiche incrociate sulla posizione fiscale dell'esercizio, sono emerse irregolarità amministrative e fiscali che hanno aggravato ulteriormente la posizione dei titolari. A completare il quadro, gli agenti hanno riscontrato casi di grave alterazione alcolica tra gli avventori, con persone visibilmente in stato di ubriachezza molesta che uscivano dal locale creando problemi di ordine pubblico nelle strade circostanti.

Un piano sistematico per la sicurezza: i numeri dell'operazione

La chiusura di questo locale rappresenta soltanto l'ultimo atto di una campagna di controlli senza precedenti voluta dalla Questura. Dall'inizio del 2026, le forze dell'ordine hanno intensificato la presenza nel centro storico con servizi interforze mirati, incrociando i dati della Polizia di Stato, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza.

Il bilancio, reso noto dalla Questura, parla di 13 locali di pubblico spettacolo sottoposti a verifiche approfondite, decine di sanzioni amministrative elevate per violazioni di vario genere e 6 denunce penali a carico di gestori e responsabili per ipotesi di reato emerse nel corso degli accertamenti. Numeri che testimoniano un'intensificazione dell'attività repressiva, ma anche preventiva, con l'obiettivo di scoraggiare comportamenti illeciti prima che possano degenerare.

Non si tratta di interventi episodici, ma di un'azione strutturata e continuativa”, ha dichiarato il Questore Abenante. “L'obiettivo è prevenire situazioni di degrado e garantire che i luoghi della movida siano spazi di aggregazione sicuri e rispettosi delle regole. La collaborazione tra PrefetturaForze di Polizia e istituzioni locali sta producendo risultati concreti. Vogliamo tutelare i cittadini e sostenere gli esercenti che operano nella legalità, isolando quei comportamenti che mettono a rischio la sicurezza collettiva”.

L'operazione ha ricevuto il pieno sostegno del Prefetto Orlando, che ha proposto formalmente la revoca dell'autorizzazione al Comune di Terni. Una mossa che manda un segnale chiaro a tutti gli operatori della movida: chi sgarra, mettendo a repentaglio la sicurezza pubblica, rischia di uscire definitivamente dal mercato.

Legalità e vivibilità: la filosofia dell'intervento deciso dalla stretta della Prefettura

L'azione di controllo, spiegano dalla Questura, non ha finalità meramente repressiva. L'obiettivo dichiarato è garantire condizioni di legalità, sicurezza e vivibilità nel centro storico, tutelando al contempo i cittadini residenti e gli operatori economici che svolgono la propria attività nel rispetto delle regole.

La movida, quando è sana e controllata, rappresenta una risorsa per la città. Attrae giovani, anima il commercio e contribuisce a creare un'immagine dinamica del territorio. Ma quando l'assembramento notturno si trasforma in copertura per attività illecite o in moltiplicatore di risse e ubriachezza molesta, allora scatta la reazione delle istituzioni.

Il caso del locale chiuso il 20 febbraio diventa così emblematico di un approccio che punta a distinguere tra imprenditori seri e operatori senza scrupoli. Per questi ultimi, a Terni, lo spazio si restringe. Le forze dell'ordine continueranno a presidiare le piazze della movida con servizi mirati, incrociando i controlli amministrativi con quelli fiscali e penali. E il messaggio del Questore Abenante è chiaro: chi non rispetta le regole, prima o poi si ritrova con le serrande abbassate.

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Federico Zacaglioni
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