"Ogni giorno vorrei parlare con i miei genitori, ma o non mi ascoltano o mi attaccano". "Non ci si può fidare di nessuno". "Mi tengo tutto dentro, anche se fa male". "Dormo, almeno non sento il peso della situazione". "Mi rifugio nella musica". "Prendo il motorino".
A scrivere queste frasi, in forma anonima e senza filtri, sono stati alcuni fra i quasi 700 ragazze e ragazzi che hanno preso parte al progetto 'Salute e Benessere' che nei mesi scorsi ha coinvolto cinque Istituti superiori di Terni. Pensieri che, con disarmante sincerità, testimoniano la fatica dei più giovani nel trovare uno spazio autentico di ascolto dove riuscire ad esprimersi.
Promosso dall'A.Ge., Associazione Genitori Terni con il sostegno delle amministrazioni comunale e regionale, nella mattinata di sabato 16 maggio il progetto si è concluso in Bct – Biblioteca Comunale di Terni davanti ad una sala gremita con circa 120 studenti del Liceo Scientifico Donatelli e dell’ITT Allievi-Sangallo insieme ai loro insegnanti. Presenti anche il vicesindaco Paolo Tagliavento e rappresentanti dell'amministrazione comunale ternana.

'Salute e Benessere' ha coinvolto i più giovani con un lavoro intenso che ha offerto loro l'occasione per riflettere su alcuni argomenti cruciali. Due le linee di intervento. Da un lato l'indagine sul benessere emotivo e relazionale condotta con questionari incentrati su regolazione emotiva, comunicazione assertiva e qualità delle relazioni. Dall'altro il progetto 'AIBC', acronimo che sta per 'All Back to Class' dedicato all’etica e al pensiero critico legato all'intelligenza artificiale nelle classi quinte.

Dall’indagine è emersa una generazione tutt’altro che inconsapevole. I ragazzi sanno riconoscere bene le proprie emozioni, comprendendone anche gli effetti sul proprio corpo. La difficoltà, però, nasce nel momento in cui devono gestire ciò che provano o trovare qualcuno con cui condividerlo.
Il tema della fiducia è apparso uno dei più delicati. Molti studenti hanno raccontato di non sentirsi compresi né nei rapporti tra pari né in quelli con gli adulti e non perché manchino le parole, ma perché sentono di non averne il permesso.
Eppure il bisogno di relazione rimane fortissimo. Un ragazzo su tre ha indicato nel parlare con qualcuno la principale strategia per affrontare un momento difficile. La connessione umana, il confronto, l’ascolto restano il primo rifugio emotivo. Ma quasi la metà degli studenti ha ammesso di scegliere di tenersi dentro quelle emozioni.
Quella di sabato è stata una mattinata intensa che ha visto ragazze e ragazzi protagonisti. Le classi del Liceo Scientifico Donatelli hanno presentato, attraverso elaborati PowerPoint, ciò che hanno imparato durante il percorso, soffermandosi su come il progetto li abbia aiutati concretamente a conoscere meglio sé stessi e le proprie emozioni. "Mi sono sentito visto, ascoltato, non giudicato", queste le parole emerse trasversalmente. Ora la richiesta, unanime, è che questo spazio venga mantenuto e fatto crescere.
L’ITT Allievi-Sangallo ha contribuito alla giornata con dei momenti musicali. Nel loro caso il progetto, che si è svolto nelle ore di religione, li ha portati a confrontarsi su 'Le passioni nell’antropologia cristiana' attraverso la metafora della biga alata di Platone.

Alla fine dell’incontro, il messaggio condiviso da studenti, famiglie, insegnanti e istituzioni è stato ribadito con chiarezza: la salute psicologica dei ragazzi è la base per guardare al futuro e ritrovare quella fiducia che è stata al centro delle riflessioni. È emersa con forza la necessità di creare spazi reali di ascolto, dentro e fuori la scuola.
Un progetto 'Salute e Benessere' che avrà un prosieguo anche scientifico. I dati raccolti nel corso del progetto saranno infatti pubblicati nella rivista dell’Associazione Sociologi Italiani, portando l’esperienza delle scuole ternane all’attenzione della comunità accademica nazionale.