12 Jan, 2026 - 15:00

Terni, via libera al nuovo Statuto comunale: organismi più snelli, più poteri al sindaco e niente più gettoni d’oro. FdI si spacca

Terni, via libera al nuovo Statuto comunale: organismi più snelli, più poteri al sindaco e niente più gettoni d’oro. FdI si spacca

La macchina amministrativa di Terni volta pagina. Il Consiglio comunale approva il nuovo Statuto: un Comune più agile e trasparente

Una votazione netta, 28 favorevoli e 3 contrari, ha chiuso nella sala consiliare di Palazzo Spada, un iter lungo dieci mesi. Il Consiglio comunale di Terni ha dato il via libera definitivo al nuovo Statuto e al regolamento consiliare, un’operazione di “svecchiamento” che riscrive le regole del gioco per l’amministrazione cittadina.

Il testo, frutto del lavoro di una commissione speciale che si è riunita trenta volte, riduce gli articoli da 96 a 70 con un obiettivo dichiarato: conferire maggiore funzionalità agli organismi istituzionali e modernizzare la macchina comunale. Un restyling normativo che tocca punti sensibili, dall’organizzazione del potere ai gettoni di presenza, passando per una ridefinizione degli strumenti di partecipazione.

Le novità strutturali: addio alle circoscrizioni, arrivano il garante e commissioni potenziate

Il documento, approvato all’unanimità in commissione l’8 ottobre scorso, traccia una linea netta con il passato. Vengono formalmente abolite le circoscrizioni di decentramento territoriale, la cui attività si era di fatto già spenta il primo gennaio 2010. Per bilanciare, lo Statuto istituisce il garante comunale dei diritti delle persone private della libertà personale e conferma il Centro per le pari opportunità.

Cuore della riforma è il riassetto del Consiglio comunale e delle sue Commissioni. Le convocazioni dell’assemblea potranno ora avvenire tramite pec con termini ridotti: 4 giorni in ordinario, 24 ore in caso di urgenza. Il numero delle commissioni permanenti passa a cinque, di cui quattro istruttorie (una in più rispetto al passato) più quella di controllo e garanzia. Previsto, nelle intenzioni dei redattori, anche il "rafforzamento del ruolo del presidente del consiglio comunale". Un emendamento del Pd, approvato in aula, ha inoltre innalzato da 14 a 16 il numero minimo di consiglieri necessari per convocare l’assemblea in seconda battuta.

Sindaco con più margine di manovra e la fine dei “gettoni d’oro”: la svolta operativa

La figura del Sindaco esce potenziata dal nuovo dettato statutario. Vengono aggiornate le disposizioni su nomina, revoca e incarichi, con l’obiettivo di garantire "maggiore flessibilità amministrativa e trasparenza operativa". Il primo cittadino potrà infatti affidare a consiglieri comunali incarichi di studio su tematiche specifiche del programma, e potrà coinvolgere, a titolo gratuito, singoli cittadini esperti nella definizione della programmazione dell’attività amministrativa. "Il cittadino che offre la propria partecipazione risponde esclusivamente al Sindaco", recita il testo, sottolineando un rapporto diretto.

Comunicazione istituzionale

Una delle novità più attese e discusse riguarda i gettoni di presenza per i consiglieri. Sparisce la vecchia norma che li legava, in una complessa proporzione, all’indennità mensile del sindaco. La nuova formulazione è più essenziale e perentoria: il gettone è "corrisposto per l’effettiva partecipazione ad ogni seduta del consiglio e delle commissioni". L’ammontare sarà determinato dal Consiglio comunale nel rispetto della legge, cancellando di fatto il sistema precedente, spesso oggetto di polemiche per i compensi percepibili.

Il nuovo Statuto introduce anche una maggiore distinzione tra indirizzo politico e gestione, e armonizza le disposizioni su forme associative, controlli e contabilità con i principi della contabilità armonizzata. Le sanzioni amministrative potranno essere aggiornate periodicamente, e non più ogni cinque anni, con l’introduzione di controlli più strutturati e sanzioni pecuniarie. Un pacchetto di norme che, nelle intenzioni della maggioranza, disegna una Terni istituzionale più reattiva, moderna e al passo con i tempi. Adesso la parola passa all’applicazione concreta.

Spaccatura in Fratelli d’Italia, con Pastura e Proietti Trotti favorevoli e Cecconi contrario

Sul nuovo Statuto comunale si è consumata una frattura interna al gruppo di Fratelli d’Italia, emersa in modo netto durante il voto in aula. Il capogruppo Roberto Pastura e la consigliera Elena Proietti Trotti hanno espresso voto favorevole alla proposta di revisione, mentre il consigliere comunale Marco Cecconi si è schierato contro. Nel suo intervento, fortemente critico nei confronti della riforma, l’esponente di opposizione ha definito la revisione dello Statuto come un’operazione mirata a introdurre modifiche dettate da esigenze politiche contingenti della maggioranza, più che da una visione strutturale dell’assetto istituzionale dell’ente.

La spaccatura politica è stata immediatamente sottolineata anche sul piano della comunicazione, con un intervento sui social del vicesindaco Riccardo Corridore, che ha acceso ulteriormente il dibattito. "Oggi Fratelli d’Italia si è spaccata palesemente in aula consiliare. Al di là del merito ciò che si deve sapere è che Pastura e Proietti Trotti hanno votato a favore mentre Cecconi contro. Parlano di progetti alternativi alla sinistra e non sono d’accordo nemmeno nel loro partito", ha scritto Corridore, rimarcando una divisione interna che, al di là del merito tecnico dello Statuto, assume un chiaro rilievo politico.

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Federico Zacaglioni
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