24 Aug, 2026 - 19:00

Terni, nuovo discount in via del Centenario: Confartigianato e Confcommercio all’attacco su verde e viabilità

Terni, nuovo discount in via del Centenario: Confartigianato e Confcommercio all’attacco su verde e viabilità

Mentre il nuovo supermercato Lidl in via del Centenario torna a slittare in commissione consiliare - con un ulteriore rinvio dell'iter deciso nella commissione di lunedì mattina - si allarga al mondo economico il fronte del dissenso politico e di categoria sull'intera operazione urbanistica. Al centro dello scontro a Terni c'è l'insediamento di una nuova media struttura di vendita da circa 1200 metri quadrati a Borgo Rivo: un progetto che ha spinto Confartigianato Terni e Confcommercio Terni a contestare una scelta ritenuta penalizzante per il commercio di prossimità, già provato dalla desertificazione del centro storico, e gravida di criticità sul fronte ambientale e viario.

Il nodo della variante urbanistica tra taglio del verde pubblico e incognite sul traffico di via del Centenario

L'intervento prevede il rilascio di un'autorizzazione in deroga per una struttura di tipologia M2 (fino a 1.500 mq di vendita alimentare e non alimentare). A destare le maggiori perplessità è la drastica decurtazione dell'area originariamente destinata a parco pubblico: il polmone verde di quartiere passerebbe da 5.530 metri quadrati a soli 1.800 metri quadrati. La proposta di delibera della Giunta comunale punta infatti a monetizzare i restanti 3.730 mq non realizzati, incassando un importo compensativo di 206.143 euro.

Una scelta censurata da Confartigianato Terni, che evidenzia come i residenti si trovino a cedere spazi di socialità e verde in un quadrante già classificato ad alta congestione viabilistica dal PUMS e costantemente monitorato dalla centralina ARPA per i superamenti di PM10. Le due nuove rotatorie di raccordo porterebbero a cinque il totale delle rotonde concentrate su un breve tratto stradale: “La modifica appare funzionale soprattutto all'attrattore privato”, denuncia l'associazione, sottolineando come l'ennesimo polo periferico rischi di intercettare i flussi commerciali isolando ulteriormente il cuore cittadino.

La contestazione sul DPAC e la frattura tra la grande distribuzione periferica e i negozi di prossimità

Le critiche delle associazioni investono la coerenza con gli strumenti di pianificazione commerciale approvati dal Comune di Terni. Il riferimento è alla revisione del Documento di Programmazione delle Attività Commerciali (DPAC), varato dal Consiglio comunale il 14 ottobre 2024.

Secondo Confartigianato, l'operazione entra in rotta di collisione con l'istruttoria tecnica del documento: a pagina 74 delle linee guida si specifica infatti come per la sottozona nord-ovest (Borgo Rivo - Campitello - Gabelletta) “non sono state previste nuove medie strutture di vendita”. L'omessa istituzione di “aree sature”, originariamente motivata dall'amministrazione con la volontà di tutelare le microimprese, rischia così di tradursi in un paradosso normativo in cui i negozi di vicinato continuano a chiudere mentre la grande distribuzione ottiene deroghe e rimodulazioni urbanistiche.

Dalla rigenerazione urbana alle monetizzazioni: l'appello delle categorie al Consiglio comunale

Sulla stessa linea si colloca la presa di posizione di Confcommercio Terni, che rimarca come l'intervento ricada in una delle cosiddette aree critiche in cui la precedente disciplina consentiva esclusivamente strutture M1 (fino a 900 mq). L'associazione evidenzia come le varianti progettuali abbiano mantenuto inalterata la superficie utile coperta sacrificando le attrezzature di interesse comune, nonostante l'introduzione di opere viarie e ciclabili verso la direttrice Rivo-Bramante.

Pur accogliendo positivamente il recente reinvestimento delle monetizzazioni per la riqualificazione di via Angeloni in centro, Confcommercio invita l'amministrazione guidata da Palazzo Spada a non derogare alle tutele generali: “Esistono motivi imperativi di interesse generale che giustificano interventi volti a regolamentare lo sviluppo delle medie superfici di vendita, evitando che esso sia determinato prevalentemente da logiche di natura immobiliare”. La decisione finale spetta ora all'aula consiliare, chiamata ad assumersi la responsabilità politica sull'approvazione definitiva della variante.

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Federico Zacaglioni
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