Confermato il cospicuo risarcimento di 800mila euro per i familiari del 52enne stroncato da un infarto nel 2017 all’indomani delle dimissioni dal Santa Maria di Terni. La Corte d’Appello di Perugia ha ribadito l'indenizzo nella sentenza di primo grado del tribunale di Terni, che era già stata onorata dall’azienda ospedaliera.
Ci sarà un risarcimento di circa 800mila euro per i familiari (moglie e figlia) di un 52enne ternano, deceduto nel 2017, dopo essere stato dimesso dall'ospedale. A riportare la notizia in prima battuta è "Il Messaggero Umbria".
La sentenza è stata emessa dalla Corte d’Appello di Perugia – presidente Simone Salcerini, giudice relatore Paola De Lisio, consigliere Ombretta Paini – che ha confermato quanto deciso dal tribunale civile di Terni, nel giugno del 2023.
Nel 2017 il 52enne, dopo aver inizialmente lamentato forti dolori al petto si recò in ambulatorio dal suo medico di base. Dopo i dolori perisenti, anche nei giorni successivi, il dottore gli consigliò di recarsi in pronto soccorso e, in ospedale, l'uomo venne ricoverato presso la cardiologia.
Dopo alcuni accertamenti, con gli esami non eseguiti in toto, il paziente venne dimesso dopo due giorni di degenza. Il giorno dopo le dimissioni, il 52enne ternano venne stroncato da un infarto davanti al portone di casa.
Non ci furono sviluppi dal punto di vista penale, perché in base agli accertamenti compiuti dalla Procura di Terni erano state rispettate le linee guida. In sede civile, invece, furono riscontrate una serie di anomalie nella gestione nell'ospedale da parte paziente. Per questo motivo l’azienda ospedaliera "Santa Maria" è stata condannata a risarcire per 800 mila euro i familiari del 52enne.
"È stata una causa difficile emotivamente - hanno dichiarato le due legali che assistono la famiglia della vittima - abbiamo approfondito ogni aspetti e più studiavamo, più la sofferenza di questo uomo emergeva con tanta drammaticità".
"Alla notifica della sentenza ci siamo commosse - hanno ribadito le legali - Nessuna somma di denaro riporterà il papà tra le braccia dei suoi cari, ma giustizia è stata fatta".
Questo caso di cronaca non è l'unico negli ultimi mesi. Una 43enne perse la vita in casa, lunedì 3 novembre, dopo che era stata dimessa dal pronto soccorso dell’ospedale di Città di Castello. La donna era andata in ospedale in mattinata per alcuni dolori all’addome ed al torace.
La donna era stata dimessa dal pronto soccorso con una prognosi di 15 giorni per una gastroenterite, rimandata a casa attorno alle ore 13.30, con il suggerimento di sottoporsi ad ulteriori accertamenti ambulatoriali, una volta ristabilitasi dal malore.
Rientrata nella propria abitazione, avrebbe accusato un improvviso peggioramento delle condizioni di salute e, poco dopo, è stata trovata priva di vita dai familiari. L’esame autoptico evidenziò la rottura di un aneurisma dell’aorta toracica, che sarebbe alla base del decesso.