05 Apr, 2026 - 07:30

Terni, ultimi due weekend per la mostra gratuita “Da Signorelli a Burri” a Palazzo Montani Leoni

Terni, ultimi due weekend per la mostra gratuita “Da Signorelli a Burri” a Palazzo Montani Leoni

Non capita spesso che una mostra d’arte di questo calibro si offra al pubblico senza alcun biglietto d’ingresso. Eppure a Terni, negli ultimi mesi, è successo. Palazzo Montani Leoni ha riaperto le sue sale per restituire alla comunità un patrimonio solitamente conservato nei depositi della Fondazione Carit. L’operazione, riuscita sotto il profilo delle presenze come confermano dalla stessa Fondazione, punta dritta al cuore del turismo pasquale e a un pubblico giovane e digitale, intercettato in concomitanza con il TIC Festival (Terni Influencer & Creator Festival), in programma dal 10 al 12 aprile.

Dalla cerchia di Gaddi al Tiziano ritrovato: un percorso senza salti cronologici

L’allestimento, curato con rigore filologico da Anna Ciccarelli, non si limita a una semplice giustapposizione di opere. È un vero e proprio viaggio nella storia del gusto e della committenza in Umbria. Il visitatore parte dalle testimonianze del Trecento e del Quattrocento, dove spiccano opere attribuibili alla cerchia di Taddeo Gaddi, per poi addentrarsi nel pieno Rinascimento. È qui che si trovano due dei pezzi più attesi: la Venere e Adone di Tiziano Vecellio, acquisizione recente che testimonia la lungimiranza della politica culturale della Fondazione, e una tavola di Luca Signorelli, figura di cerniera tra il linguaggio toscano e quello umbro.

Il Cinquecento lascia poi spazio al Seicento, con una selezione che rende giustizia al caravaggismo italiano. I nomi sono quelli di Antiveduto GramaticaArtemisia Gentileschi e Mattia Preti, artisti che hanno saputo tradurre la lezione del Merisi in chiave spesso drammatica e luministica. Accanto a loro, la scuola fiamminga rappresentata da Sebastian Vrancx offre un contraltare prezioso, fatto di eleganza formale e minuzia descrittiva. Non manca il Settecento del vedutismo veneziano con Francesco Guardi, ma la sorpresa arriva dai paesaggisti d’oltralpe come Claude Joseph VernetVerstappen e van Bloemen, autori di suggestive vedute della Cascata delle Marmore. Un omaggio, questo, al paesaggio umbro che lega l’arte internazionale al territorio.

L’Ottocento segna una svolta. Il gusto borghese e la ricerca del dato reale trovano la loro massima espressione nel Bouquet di fiori con rose (ca. 1900) di Alfred Sisley, recentemente entrato nella collezione, e nella presenza di Camille Pissarro. L’impressionismo francese fa da ponte verso le sperimentazioni del primo dopoguerra, fino ad arrivare al capitolo finale, quello più sentito localmente: i grandi maestri umbri del Novecento. Qui dominano Alberto Burri e Agostino Bonalumi, artisti che hanno rotto la tela e ridefinito lo spazio pittorico, portando l’Umbria al centro del dibattito internazionale sull’informale e la materia.

Il catalogo Felici e la destinazione solidale dei ricavati

A completare l’esposizione non sono solo i dipinti. Una raccolta di ritratti di cardinali e personaggi illustri tra XVII e XIX secolo, un raffinato orologio in bronzo stile Luigi XVI, le sculture di Vincenzo Gemito e un’opera in ceramica contemporanea di Piero Gauli offrono uno sguardo trasversale sulle arti decorative e applicate. Un modo per evitire che l’attenzione si fissi esclusivamente sulla pittura da cavalletto.

Per chi volesse portare a casa un pezzo di questa ricchezza, la Fondazione Carit ha pubblicato un catalogo edito da Felici editori, curato anch’esso da Anna Ciccarelli, che raccoglie saggi critici e focus approfonditi sulle opere. Ma c’è un dettaglio che trasforma l’oggetto in un gesto concreto di solidarietà. Come già accaduto per le precedenti esposizioni della Fondazione, l’intero ricavato della vendita del catalogo sarà devoluto a un ente del Terzo Settore attivo sul territorio. Un’associazione che opera a sostegno delle categorie più fragili, dell’inclusione, del volontariato e della beneficenza. In questo modo, l’arte diventa veicolo di welfare culturale, e il semplice atto dell’acquisto si trasforma in una donazione.

La mostra Collezione d’arte. Da Signorelli a Burri rappresenta l’ideale punto di arrivo di un anno di iniziative a Terni. E ora, con il conto alla rovescia iniziato, l’invito della Fondazione Carit è a non lasciarsi sfuggire l’ultima chiamata. L’ingresso è libero e gli orari sono stati pensati per incastrarsi perfettamente con gli impegni delle festività e del festival degli influencer. Per informazioni: 0744/421330 o sul sito www.fondazionecarit.it.

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Federico Zacaglioni
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