23 Sep, 2026 - 14:30

Tredici giovani e una città da riscoprire. L'esperienza di 'Explora' diventa un cortometraggio

Tredici giovani e una città da riscoprire. L'esperienza di 'Explora' diventa un cortometraggio

Un attraversamento che invita i più giovani a guardare la città con occhi nuovi. Questa l'estrema sintesi di 'Explora', un progetto partito quattro anni fa a Terni situandosi tra arte, esplorazione urbana e riappropriazione degli spazi. Promosso da Associazione Demetra e guidato da Caterina Moroni, oggi pomeriggio quest'esperienza vedrà una nuova evoluzione con il cortometraggio realizzato dai videomaker Andrei Sandru e Raniero Giachetti. La proiezione è in programma alle 17 presso lo spazio 'DesTEENazione' di via Cadore 18 a Borgo Bovio.

Il viaggio di 'Explora' diventa un video-racconto

Il video-racconto ripercorre l’esperienza di tredici ragazze e ragazzi: adolescenti del territorio, minori accolti nella comunità educativa 'La Ghibellina' e minori stranieri non accompagnati. Per venti ore, giorno e notte, hanno attraversato strade, relazioni e pensieri, costruendo una piccola comunità temporanea in cammino tra incontri, scoperte, riflessioni e nuove domande. 

'Explora' in questo senso rappresenta una sollecitazione rivolta alle nuove generazioni per uscire in modo protetto dalla propria zona di comfort, per sentirsi parte dell’ambiente in cui vivono, abitare la città in profondità e attraversarla con creatività, rispetto e responsabilità. Un percorso in divenire in cui costruire insieme nuove pratiche di comunità. Ad arricchire ulteriormente l’evento di oggi pomeriggio, ci sarà anche la presentazione di 'Scappatə di Casa – quaderni dalla strada', che si inseriscono nel progetto di osservazione partecipata del territorio.

L'intervista a Caterina Moroni, alla guida di 'Explora'

Artista interdisciplinare e attivista culturale e sociale, Moroni ha sviluppato la propria ricerca tra arti performative, spazio pubblico e pratiche partecipative, con particolare attenzione ai contesti non convenzionali, alle camminate urbane e ai processi di coinvolgimento delle comunità. Per farci raccontare meglio questo progetto, dalla redazione di Tag24 Umbria ne abbiamo parlato direttamente con lei, la guida di questa comunità temporanea che si sposta in vari punti della città.

Quando ha preso il via Explora e che lavoro hanno fatto i due videomaker nell’ultima puntata?

"Explora ha preso il via nel 2022. La prima edizione si è svolta il 21 e 22 maggio a Terni e ha coinvolto dieci ragazze e ragazzi tra i 12 e i 17 anni in un’esplorazione urbana di 20 ore consecutive, dal pomeriggio del sabato alla mattina della domenica. Poi ne è seguita un'altra l’anno seguente a Narni Scalo e Narni, dove i partecipanti erano di età diverse, bambini giovani e adulti, insieme".

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Explora è un’esperienza collettiva che mette in relazione il corpo, il paesaggio e la comunità attraverso il cammino, l’ascolto, la sosta e la presenza prolungata nello spazio.

"Non è uno spettacolo nel senso tradizionale, ma un processo intensivo: i partecipanti sospendono i ritmi ordinari, attraversano la città e la vivono da una prospettiva nuova, generando una piccola comunità temporanea".

"Nell’ultima puntata, i due videomaker ci hanno seguito durante l’esplorazione per documentarla attraverso la loro sensibilità. Non vedremo quindi una semplice cronologia dei fatti, ma una vera e propria opera creativa, un racconto personale dell’esperienza. Anche loro, però, non sono rimasti osservatori esterni. Sono entrati a far parte di quella che noi chiamiamo la 'tribù in cammino': hanno camminato con noi, fatto fatica, forse rischiato, attraversato momenti di difficoltà e costruito relazioni. In questo senso hanno condiviso l’esperienza fino in fondo, lasciandosi coinvolgere e conquistando, come tutti noi, incontri e doni inattesi".

"Una città è un'eredità che riceviamo. Conoscerla permette anche di rispettarla di più"

Che cosa significa 'attraversare gli spazi della città' per ragazzi e ragazze così giovani?

"Significa innanzitutto fare esperienza concreta dell’idea che la città è di tutti e di tutte - ci dice-. Non è soltanto un luogo in cui consumare: non dovremmo poter abitare una città solo quando paghiamo qualcosa, che sia un biglietto, un gelato o un servizio. Attraversare la città significa riappropriarsi anche di quei gesti semplici che rischiano di diventare insoliti - sottolinea Moroni -: sedersi, sostare, giocare, bere a una fontana, attraversare un parco, osservare un paesaggio, stare insieme senza dover necessariamente acquistare qualcosa. È un modo per ricordare che abbiamo tutti diritto alla città e ai suoi spazi".

"Per ragazze e ragazzi così giovani significa anche sentirli più propri, non nel senso di possederli, ma di riconoscersi dentro quei luoghi e sentirsi parte di qualcosa. Quando attraversi un territorio con il tuo corpo, quando lo percorri lentamente e lo vivi insieme ad altre persone, in modo extra-ordinario, quel territorio smette di essere soltanto uno sfondo: diventa un’esperienza, una memoria, un punto di riferimento. Explora porta inoltre i partecipanti in luoghi che spesso non conoscono o che non hanno mai guardato davvero: spazi marginali, passaggi, aree verdi, luoghi di confine, ma anche punti della città che possono diventare nuovi riferimenti per i giovani. La sorpresa e la scoperta permettono di costruire una relazione più consapevole con il territorio".

"E conoscere un luogo significa anche poterlo rispettare di più. La città è un’eredità che riceviamo: contiene le scelte, i sogni, gli errori e le bellezze di chi ci ha preceduto. Ma non è un bene riservato a chi ha più denaro, più potere o più meriti. È un progetto comune, che ogni generazione può abitare, mettere in discussione e trasformare".

C’è stato durante il percorso un episodio che ti ha colpita di più?

"Non so se riesco a indicare un solo episodio. Mi lascio sorprendere spesso e, ogni volta, imparo molto dai giovani che compiono questo viaggio con me. Ricordo la scoperta di un bosco accogliente, non pensato per gli esseri umani eppure capace di accoglierci moltissimo, dove ci siamo nascosti nella rotonda che tutti chiamiamo "della Coop". Quella sosta ha innescato molte domande: si può stare lì oppure no? Explora sceglie spesso, volutamente e con attenzione, di muoversi su questo confine, non per trasgredire gratuitamente, ma per imparare a domandarci quali siano le regole — dette e non dette — che governano un territorio, chi può abitarlo e in che modo. E mi ha colpita profondamente la generosità delle persone che ci hanno aiutato e sostenuto nella preparazione dell’impresa: chi ci ha aperto una porta, chi ci ha offerto uno spazio, chi ci ha dato fiducia. Anche questa rete di disponibilità fa parte di Explora e dimostra che una città può ancora diventare una comunità, e può accogliere".

I 'Quaderni di Strada', dispositivi aperti di narrazione

Oggi pomeriggio, insieme alla proiezione ci saranno anche i "Quaderni di strada". Di cosa si tratta?

"I "quaderni dalla strada" sono dispositivi narrativi e artistici nati da spedizioni esplorative nella città. Il titolo completo del progetto è 'Scappatə di Casa – quaderni dalla strada' e comprende due esperienze diverse. Non si tratta di semplici raccolte fotografiche. I quaderni sono pensati come dispositivi aperti, pagine da abitare e attraversare attraverso scritture, disegni, appunti, domande e visioni. Sono strumenti per osservare la città, lasciarsi sorprendere e provare a immaginarne insieme il futuro". 

"Le immagini sono state prodotte da circa venti ragazze e ragazzi provenienti da contesti diversi: giovani del territorio, un’intera squadriglia scout e minori stranieri non accompagnati. Il punto di partenza è molto semplice: per raccontare la strada bisogna camminarla. I partecipanti sono stati invitati a fermarsi, scegliere, spostare il proprio punto di vista e seguire ciò che attirava la loro attenzione, senza cercare immagini giuste o già previste. Ogni fotografia nasce da uno sguardo individuale, ma si forma dentro una relazione. Per questo il quaderno è anche la traccia di un metodo: una pratica di attraversamento che trasforma lo spazio urbano in un campo di attenzione condivisa e ci invita a ripensare la città come qualcosa che si costruisce insieme, anche attraverso il modo in cui la guardiamo e la percorriamo".

Foto di copertina e nell'articolo di Andrei Sandru.
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Sara Costanzi
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