È una fotografia dettagliata e puntuale quella scattata all'economia ternana e restituita nell'analisi pubblicata oggi dall'Osservatorio provinciale della Prefettura. Il rapporto, riferito all'anno 2025, intreccia i dati forniti da Istat, Arpal Umbria, Camera di Commercio dell'Umbria e Ispettorato del Lavoro di Terni, con il contributo informativo della Banca d'Italia. Ne emergono note particolarmente positive sul fronte dell'occupazione che cresce con decisione, così come il turismo. Si contraggono però import ed export mentre la demografia rimane un aspetto critico.
Dallo studio si evidenzia come lo scorso anno il tessuto imprenditoriale abbia avuto generalmente una buona tenuta "pur registrando un lieve calo delle imprese attive e un saldo negativo tra iscrizioni e cessazioni". I settori trainanti dell'economia ternana sono rappresentati da commercio, agricoltura e costruzioni "mentre cresce il peso delle società di capitale a discapito delle imprese individuali".
Nel 2025 sono diminuite le importazioni "con una flessione particolarmente marcata nel secondo semestre". Parallelamente si è registrata una crescita in "alcuni comparti chiave, come metalli, alimentare, agricoltura e macchinari, mentre crollano farmaceutico, trasporti e trattamento rifiuti". A scendere sono state anche le esportazioni, "penalizzate soprattutto dalla contrazione del settore metallurgico, che rappresenta la quota principale dell'export". Molto bene invece per il tessile, l'abbigliamento e il comparto alimentare dove si registrano "segnali di una parziale diversificazione produttiva".
Per quanto riguarda invece la qualità del credito, non si registrano variazioni "per i prestiti alle famiglie e registra un lieve peggioramento per quelli erogati alle imprese, e riguarda soprattutto il settore dei servizi e le piccole imprese".
Dall'analisi si evince come il mercato del lavoro stia migliorando sensibilmente. Il tasso di occupazione tra 15 e 64 anni è passato dal 65,1 per cento del 2024 al 68,3 per cento del 2025, con un incremento di 3,2 punti percentuali. Una crescita sostenuta soprattutto dall'occupazione femminile dove il tasso di occupazione è passato dal 54,6 per cento al 60,6, registrando un aumento di ben sei punti percentuali netti. Un aspetto importante che "contribuisce significativamente alla riduzione del divario di genere, rappresentando uno dei principali elementi di miglioramento del mercato del lavoro provinciale". Lieve crescita anche per l'occupazione maschile. Scende il tasso di disoccupazione che si attesta al 3,9 per cento contro il 5,1 per cento del 2024 con il dato femminile passato dal 5,9 per cento al 3,6 per cento e quello maschile dal 4,6 per cento al 4,0 per cento.
Insieme all'occupazione l'altro versante da cui arrivano segnali particolarmenti incoraggianti è il turismo. L'analisi mostra che la domanda turistica cresce "grazie soprattutto al contributo degli arrivi e presenze degli stranieri che aumentano rispettivamente del 14,2 per cento e del 12,9 per cento rispetto all’anno precedente". Anche gli arrivi dall'Italia hanno fatto segnare un incremento del 5,8 per cento e di presenze del 3,6. Nella provincia, il Ternano e l'Orvietano "sono i territori con l’andamento del flusso turistico in valore assoluto più accentuato rispetto al resto della provincia".
In generale, sull'economia della provincia di Terni pesa la demografia dove la bassa natalità e l'alta mortalità fanno segnare un saldo negativo della popolazione. "La presenza degli stranieri contribuisce a sostenere la popolazione residente, ma non è sufficiente a contrastare il progressivo invecchiamento demografico, che risulta più accentuato rispetto alle medie regionale e nazionale" questo riferisce lo studio.
Nel 2025 il tasso di natalità è sceso a 5,0 nati per mille abitanti, in diminuzione rispetto al 5,2 del 2024 e inferiore alla media nazionale che è del 6 per mille. Per contro, il tasso di mortalità si attesta a 13,6 decessi per mille abitanti, valore tra i più elevati del contesto regionale e anche in questo caso superiore alla media nazionale (11,1 per mille). Una dinamica "solo parzialmente" mitigata dai flussi migratori.
Contestualmente la popolazione invecchia con un indice di vecchia che nel 2025 era di 283,6 over 65 ogni 100 giovani fino a 14 anni e che nel 2026, secondo la stima, potrebbe raggiungere quota 295,2. Aumenta anche l’indice di dipendenza degli anziani passato da da 48,0 a 48,5, "segnalando una crescita del peso della popolazione anziana sulla popolazione in età lavorativa". Infine la stima dell'età meda che entro il 2026 si prevede raggiunga i 49,7 anni, valore più elevato della provincia di Perugia.
In riferimento ai dati Istat nel 2025 il commercio estero della provincia di Terni si è leggermente eroso "accompagnato da una marcata eterogeneità settoriale". Le importazioni si aggirano sui circa 1,57 miliardi di euro, in diminuzione del 2,4 per cento su base annua, con una flessione più accentuata nel secondo semestre. Metalli e prodotti in metallo sono i comparti dove si concentrano le importazioni, con una crescita rilevante (+12,4 per cento nel secondo semestre e +38,3 per cento nel corso dell’anno) riflettendo in pieno quella che è la vocazione del territorio.
Crescono i settori dell’alimentare (+22,0 per cento nel secondo semestre e +29,8 per cento nell’anno), dell’agricoltura (+16,0 per cento e + 30,4 per cento) e dei macchinari (+39,3 per cento e + 31,2 per cento). A contrarsi, in maniera significativa, sono invece il trattamento dei rifiuti (-54,0 per cento nel secondo semestre e -47,4 per cento nell’anno), i mezzi di trasporto (rispettivamente -15,0 per cento e -33,7 per cento) e il farmaceutico (-67,7 per cento e - 56,6 per cento), "evidenziando una ricomposizione della domanda verso specifiche categorie di beni intermedi".