A Terni una donna incinta è stata tenuta segregata in casa per quattro giorni dopo una lite con il marito, poi arrestato dalla Polizia di Stato con le accuse di maltrattamenti in famiglia, sequestro di persona e lesioni aggravate. La drammatica vicenda è emersa grazie alla segnalazione arrivata a un centro antiviolenza e al successivo intervento degli agenti della Polizia di Stato, che hanno rintracciato l’abitazione della coppia anche tramite la geolocalizzazione delle utenze telefoniche. Quando i poliziotti sono entrati nell’appartamento, le condizioni della vittima hanno reso necessario l'intervento immediato del 118: trasportata in ospedale, le sono state riscontrate lesioni giudicate guaribili in 20 giorni. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, non si sarebbe trattato di un episodio isolato, ma di violenze e vessazioni ripetute nel tempo. L’uomo, un 40enne connazionale della vittima, è stato trasferito nel carcere di Terni e il giudice per le indagini preliminari ha confermato la custodia cautelare in carcere in attesa del processo.
I fatti si sono consumati tra il 18 e il 22 luglio all'interno di un'abitazione situata a poca distanza dalla Questura. Stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, la vittima - che già in passato aveva segnalato atteggiamenti oppressivi e controllanti da parte del coniuge - aveva espresso il proprio disappunto per una decisione dell'uomo. Da lì si è scatenata la violenza del 40enne iracheno: la donna è stata aggredita con pugni al volto e violentemente strattonata per i capelli, per poi essere bloccata con delle cinghie e zittita con un fazzoletto infilato a forza in bocca. In un primo momento la vittima era persino riuscita a liberarsi e a tentare una disperata fuga in strada, ma è stata prontamente raggiunta dal marito, che l'ha picchiata nuovamente e rincasata a forza, sequestrandole il telefono per impedirle di chiedere aiuto e costringendola a quattro giorni di segregazione tra le mura domestiche.
A consentire la liberazione della donna è stata una complessa catena di allarmi. Decisive le segnalazioni giunte da alcuni parenti della donna residenti all'estero e il tempestivo intervento del centro antiviolenza, che ha subito attivato le forze dell'ordine. Gli agenti della Polizia di Stato di Terni sono risaliti con precisione all'abitazione anche grazie alla geolocalizzazione delle utenze telefoniche. Una volta sul posto, i poliziotti hanno interrotto il sequestro e affidato la vittima alle cure dei sanitari del 118, che ne hanno disposto il trasporto immediato al pronto soccorso, dove sono state riscontrate le lesioni con prognosi di 20 giorni.
Dopo il blitz nell'appartamento, l'aggressore è stato tratto in arresto e condotto nel carcere di Terni. Comparso davanti al GIP Francesco Maria Vincenzoni per l'interrogatorio di garanzia, l'uomo, assistito dai propri legali, “si è avvalso della facoltà di non rispondere”. Il Giudice per le Indagini Preliminari ha contestualmente convalidato la misura e confermato la custodia cautelare in carcere. Le indagini, coordinate dal pubblico ministero Giorgio Panucci, proseguono ora per far luce su ogni dettaglio della vicenda e accertare eventuali ulteriori responsabilità.