Ad annunciarlo è stato un video con le immagini di alcuni dei suoi momenti più iconici, entrati ormai nella storia dello spettacolo. Poi quella chitarra calata dall'alto. Gianni Morandi è salito sul palco del Pala Terni poco prima delle 21.15, platea e spalti gremiti. Elegantissimo, spigliato e con quel sorriso genuino che non l'abbandona mai, lui, il mattatore di questa serata, ha attaccato con il brano che dà il titolo al tour: 'C'era un ragazzo' che è stata da brividi. Una canzone scritta nel 1966 che, ha spiegato dopo, "ho cantato un milione di volte pensando che la guerra non sarebbe più arrivata, ma questa parola ancora non la possiamo mettere da parte". Un inno alla pace che in un momento storico di forti tensioni internazionali è risuonato più attuale che mai.
La scaletta è stata molto equilibrata e dopo l'intro potente, Morandi ha eseguito alcuni fra i suoi brani più amati, di ieri e di oggi. Una trentina le canzioni in totale da 'Occhi di ragazza' a 'Vita', da 'Un mondo d'amore' a 'Grazie perché', senza dimenticare 'Bella signora', 'L'allegria', 'Canzoni stonate' e 'Apri tutte le porte'. Ad accompagnarlo c'era un'orchestra di eccellenti musicisti diretti dal Maestro Luca Colombo. Spettacolo nello spettacolo, le multiformi proiezioni scenografiche che hanno offerto un racconto visivo in divenire.
Verso la fine, un momento speciale il cantante di Monghidoro l'ha dedicato ai suoi più grandi successi degli anni Sessanta: 'Non son degno di te', 'Bella Belinda', 'La Fisarmonica', 'Andavo a cento all'ora' e 'In ginocchio da te' per terminare con la frizzante 'Fatti mandare dalla mamma'. Nel mezzo anche un simpatico fuori programma con un giovanissimo fan che Morandi ha fatto salire sul palco e che ha dimostrato di conoscere tutte le sue canzoni, anche quelle meno note. Dopo l'intensa 'Uno su mille ce la fa' e due ore abbondanti di show, sono cominciati i saluti mentre per la ripresa ha proposto 'Scende la pioggia' per poi concludere con 'Banane e Lampone'. La buonanotte l'ha data con un selfie insieme a tutto il pubblico.
608 canzoni in totale spalmate in 110 album tra studio, live e raccolte, oltre 50 milioni di dischi venduti nel mondo, una carriera ultra sessantennale e uno stuolo di premi alle spalle, a 81 anni l'eterno ragazzo della musica italiana ha dimostrato di avere ancora grinta da vendere.
Un concerto davvero generoso, un'immersione nel lavoro di un artista che non ha mai tradito la sua indole sapendo rinnovarsi costantemente attraverso epoche e ispirazioni. In due ore e un quarto il cantante ha stregato, commosso, fatto cantare e ballare il pubblico che l'ha accolto con calore. Il Pala Terni era pieno e la sua interpretazione energica, con i tempi giusti e costellata da tanti ricordi.
Una esibizione che è stata anche l'occasione per salutare tanti compagni di viaggio a partire dall'amico di sempre, Lucio Dalla a cui ha dedicato il medley con 'Futura' e 'Piazza Grande'. E tra i tanti aneddoti anche uno legato proprio a Terni quando insieme vennero al Liberati a vedere Ternana-Bologna e, ha ricordato, ci fu un pareggio. E poi, restando in Umbria, l'incontro negli anni Ottanta con Mogol che ogni tanto, ha detto, viene a trovare a Toscolano. E ancora, Jovanotti che ha conosciuto "prima di conoscerlo" dal vivo e che ha firmato il suo nuovo singolo 'Monghidoro' e infine Mina con cui si incrociò per la prima volta da giovanissimo in un locale e ne rimase folgorato.
Il concerto di Gianni Morandi era una delle date più attese delle stagione primaverile del Pala Terni, una struttura che conferma la sua vocazione verso i grandi eventi con nomi di forte richiamo. Prima della data ternana Morandi ha toccato infatti Milano, Torino, Roma e Bologna, una dimostrazione che il palazzetto dice la sua al pari di altre città di maggiori dimensioni.