La nascita del nuovo gruppo consiliare “Con Bandecchi per Terni”, formato dal capogruppo Marina Severoni e dagli ex consiglieri di Alternativa Popolare Sterlini, Colasanti e Mengaroni, continua ad alimentare le reazioni politiche a Palazzo Spada. Dopo il Partito Democratico, che ieri aveva parlato di una maggioranza ormai in fase di sgretolamento e di una città ostaggio di una crisi politica permanente, oggi intervengono i partiti del centrodestra, con posizioni diverse nei toni ma convergenti nel richiamo ai problemi concreti di Terni.
Fratelli d’Italia, attraverso il capogruppo Roberto Pastura, invita a non alimentare il “cannibalismo politico” e chiede di concentrare il dibattito su ospedale, Teatro Verdi, sviluppo economico, università, infrastrutture, ambiente e sicurezza. Forza Italia, invece, definisce la fuoriuscita dei quattro consiglieri la prova dell’implosione della maggioranza e accusa l’amministrazione di paralisi e assenza di visione.
La posizione di Fratelli d'Italia si smarca dalle polemiche intestine per richiamare l'attenzione sull'amministrazione reale della città. Il capogruppo di FdI, Roberto Pastura, sceglie una linea pragmatica, evitando di accodarsi ai toni esasperati per le difficoltà interne altrui. “La nascita di un nuovo gruppo consiliare è un fatto politico e come tale ne prendiamo atto, seppure la notizia non ci sconvolga la giornata come sembra essere accaduto all’altra opposizione di centrosinistra”, sottolinea il consigliere. L'esponente meloniano evidenzia come, negli ultimi tre anni, l'aula abbia assistito a troppe scene che hanno fatto male alla città, rimarcando la ferma volontà del suo partito di non partecipare al solito cannibalismo politico che invece sembrerebbe appassionare il PD. Per Pastura, a diciotto mesi dalla fine della consiliatura, Terni non necessita di un nuovo capitolo sulle guerre intestine ai partiti, ma di capire le reali intenzioni della giunta sui grandi problemi ancora aperti.
Il monito di Fratelli d'Italia si traduce in un elenco delle infrastrutture e dei nodi strategici che secondo il partito sarebbero fermi al palo. L'utilità dell'azione di governo, secondo la visione di FDI, si misura esclusivamente sulla capacità di sbloccare i dossier che impattano sulla comunità. Roberto Pastura detta quindi le priorità del dibattito, mettendo in secondo piano la contabilità dei cambi di casacca. “Nuovo ospedale, Teatro Verdi, sviluppo economico e industriale, centro cittadino, turismo, università, infrastrutture, ambiente e adattamento climatico, sicurezza, futuro delle grandi opere: è su questi temi che si misura l'utilità della politica”, incalza il capogruppo. La stoccata finale è un invito esplicito a chiudere i regolamenti di conti a Palazzo Spada: “Non abbiamo interesse a commentare la contabilità quotidiana di chi entra, chi esce e chi cambia gruppo”. Un approccio che tenta di spostare il baricentro dal risiko delle poltrone alle questioni concrete.
Decisamente più duro e frontale è l'affondo di Forza Italia, che legge nello strappo dei quattro consiglieri i segnali inequivocabili di un collasso del sistema di governo locale. Il segretario comunale di Forza Italia, Antonio De Angelis, non usa mezzi termini per descrivere la tenuta della giunta. “La nascita del nuovo gruppo consiliare e la fuga di quattro consiglieri da Alternativa Popolare non è una semplice riorganizzazione, ma la prova definitiva che la maggioranza sta implodendo sotto il peso delle proprie contraddizioni e delle promesse elettorali totalmente disattese”, accusa il dirigente azzurro. Per De Angelis, la città sta assistendo all'ennesima e “disperata faida interna di un'amministrazione che ha perso la bussola”. L'accusa principale mossa al Sindaco è quella di tentare di arginare l'emorragia con continui rimpasti di giunta, facendo gravare il peso di questo caos sui cittadini. “La verità è che Terni è ostaggio di un sindaco part-time, distratto dalle proprie ambizioni personali, che lascia la città in balia di costanti regolamenti di conti”.
Le conseguenze dirette di questa instabilità cronica, secondo Forza Italia, si ripercuotono sull'intera macchina comunale, generando un quadro di paralisi amministrativa. Mentre nel palazzo si mercanteggiano le posizioni di potere, denuncia De Angelis, i documenti strategici come il Documento Unico di Programmazione (DUP) risultano vuoti e mancano soluzioni strutturali alle emergenze del territorio. “Chi prova a spacciare questo sgretolamento della maggioranza come un rafforzamento sta prendendo in giro la città. L'unico collante rimasto a questa giunta è la gestione del potere”, attacca il segretario comunale. La chiosa è un giudizio politico netto sull'incapacità gestionale dell'esecutivo: “Non si governa una città complessa come Terni a colpi di crisi isteriche e ridistribuzione di poltrone: serve competenza, una squadra coesa e una visione chiara dello sviluppo locale. Tutte cose che l'attuale amministrazione ha dimostrato di non avere”. Il partito azzurro annuncia quindi di essere già al lavoro sul territorio per costruire un'alternativa seria, moderata e competente, decretando che “l'esperienza di questa maggioranza è ormai al capolinea”.