15 Aug, 2026 - 09:10

Terni, Bandecchi fa chiarezza: "Basta romanzi estivi sulla maggioranza"

Terni, Bandecchi fa chiarezza: "Basta romanzi estivi sulla maggioranza"

Stefano Bandecchi si prepara al rientro dalla breve vacanza di Ferragosto trascorsa a bordo del suo yacht in Croazia, pronto a ristabilire i termini del confronto politico a Terni dopo i retroscena circolati negli ultimi giorni.

Al centro del dibattito cittadino non c'è alcuna contrapposizione con la prefettura, bensì la ferma presa di posizione del sindaco di Terni contro la strumentalizzazione della nota istituzionale inviata dal prefetto Antonietta Orlando alla segreteria generale del Comune e poi trasmessa all'intero consiglio comunale per richiamare a un contegno coerente con il decoro dell'organo assembleare. Una comunicazione, evidenzia il primo cittadino, sollecitata dalla stessa presidente Sara Francescangeli e trasformata artatamente in un attacco all'amministrazione. Nel mirino di Bandecchi finiscono sia i consiglieri transfughi, sia la sinistra locale – rappresentata da Sinistra Italiana e Rifondazione Comunista – accusata di aver imbastito un romanzo estivo su presunte crisi di maggioranza e imminenti rimpasti di giunta, ignorando la nascita del nuovo soggetto politico Dimensione.

La precisazione istituzionale sulla nota prefettizia e l'affondo durissimo contro le letture distorte dei consiglieri transfughi

La presa di posizione del primo cittadino arriva su Instagram alla vigilia di un Ferragosto bollente e cerca di chiarire l'effettiva natura della comunicazione della prefettura, scaturita dopo gli accesi attriti registrati nella seduta consiliare del 6 luglio con il consigliere del Gruppo Misto Guido Verdecchia. Il sindaco precisa come il documento firmato dal prefetto Antonietta Orlando rappresenti un atto istituzionale rivolto all'intera assise municipale e originato su impulso diretto della presidenza d'aula, smentendo categoricamente la narrazione di una censura mirata contro i vertici di Palazzo Spada.

“Vedo che molte delle testate giornalistiche non hanno capito niente della lettera che il prefetto ha mandato al segretario, chiesta e sensibilizzata questa lettera già dalla Presidente del Consiglio Comunale, non ci hanno capito assolutamente niente - afferma Bandecchi -. Comunque sono d'accordo su una cosa, ci sono alcuni consiglieri che hanno un atteggiamento squallido. Se ci fosse il vincolo di mandato non dovrebbero essere consiglieri. Hanno preso al massimo 100 voti e quindi non dovrebbero nemmeno esistere. Qualcuno è diventato consigliere semplicemente perché era nelle mie liste e dato che era nelle mie liste per rispetto avrebbe dovuto restarci, invece è uscito e poi rilascia interviste e si è messo a fare il censore. Non ci avete capito niente, riguardate che cosa si dice la lettera inviata alla segreteria generale del Comune e non a un organo politico, per i cittadini io vado benissimo oggi, vado d'accordissimo con loro.”

La replica evidenzia la netta demarcazione tra la sfera degli uffici amministrativi comunali e il terreno dello scontro politico consiliare, respingendo qualsiasi tentativo di alterare i fatti per indebolire la presidenza dell'assise comunale.

Il nuovo perimetro politico di Dimensione Bandecchi e la replica alle opposizioni sulla crisi amministrativa

Dalla difesa dell'impostazione istituzionale, Stefano Bandecchi passa all'analisi politica, respingendo i tentativi delle forze di minoranza di alimentare divisioni interne alla maggioranza sfruttando le indiscrezioni di stampa. Rivendicando la discontinuità rispetto al passato e la nascita del suo nuovo movimento politico, il sindaco gela le tesi delle opposizioni: “Ho letto anche articoli fatti dalla sinistra Umbra e ternana che si preoccupa del dibattito e delle diatribe all'interno del gruppo della maggioranza che fa capo al sindaco e che quindi per loro mette in discussione tutta la gestione che ci è stata in questi tre anni, tutta intorno al sindaco. Io chiamerei il monocolore di maggioranza Dimensione, perché è noto a tutti che io sono uscito da Alternativa Popolare molti mesi fa, sono stato il segretario e poi ho fondato un partito che si chiama Dimensione. Ma comunque a prescindere da questo, cos'è successo? Perché queste polemiche? Non lo so, forse sarò nel mondo dei sogni. Cos'è successo alla sinistra?”.

A sollevare il polverone erano stati i comunicati congiunti delle forze della sinistra extra-consiliare. Da una parte Sinistra Italiana - AVS, con il documento intitolato “Palazzo Spada nel caos - Alternativa Popolare al capolinea”, aveva parlato di crisi politico-amministrativa conclamata chiedendo lo scioglimento anticipato del consiglio comunale. Dall'altra, la federazione locale del Partito della Rifondazione Comunista, nella nota “Terni non è cosa vostra”, aveva sollecitato la presidente Sara Francescangeli a un ruolo di garanzia istituzionale super partes a tutela della città.

I retroscena sui cambi nell'esecutivo cittadino e la netta chiusura dell'ex vicesindaco Riccardo Corridore

Le ricostruzioni giornalistiche ferragostane non si sono limitate a descrivere presunte instabilità nei numeri d'aula, ma si sono spinte fino a preconizzare un imminente rimpasto nella giunta di Terni subito dopo la pausa estiva. Tra gli scenari ventilati dalla stampa locale era emersa con insistenza l'ipotesi di un reintegro dell'ex vicesindaco Riccardo Corridore, revocato dal proprio incarico nei mesi scorsi insieme ad altri assessori.

A smentire categoricamente qualsiasi prospettiva di ritorno a Palazzo Spada è intervenuto direttamente lo stesso Riccardo Corridore, affidando ai propri canali social una netta chiusura in risposta a chi invocava un suo rientro nell'esecutivo cittadino: “Grazie della stima, ma personalmente le minestre riscaldate non piacciono. Ho voltato pagina da tempo, nonostante sia tirato in ballo di sovente urbi et orbi.”

Insomma, la ferma presa di posizione del sindaco Stefano Bandecchi archivia i retroscena agostani per prepararsi alla ripresa dei lavori consiliari, ribadendo la piena tenuta della maggioranza attorno al progetto di Dimensione Bandecchi.

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Federico Zacaglioni
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