11 Apr, 2026 - 14:30

Terni onora i partigiani di Alfonsine. Nel Comune ravennate il consigliere Batini con il Gonfalone

Terni onora i partigiani di Alfonsine. Nel Comune ravennate il consigliere Batini con il Gonfalone

C'è un lungo filo che storicamente unisce Terni ad Alfonsine. Nel Comune ravennate il 10 aprile del 1945 si compì uno dei passi decisivi per la liberazione dell'Italia dall'oppressione nazifascista. A liberare la città, stremati dopo la battaglia sul Senio, fu il gruppo di combattimento 'Cremona' dove si arruolarono un migliaio di volontari provenienti da Umbria, Marche e Toscana: più di 300 erano giovani ternani. Lo scontro con le truppe tedesche fu tremendo e provocò 78 feriti, 8 dispersi e 13 morti. Di questi otto erano ragazzi di Terni che da allora, ogni anno vengono solennemente ricordati. Così è accaduto anche ieri, 10 aprile 2026, quando ad Alfonsine in rappresentanza del Comune di Terni si è recato il consigliere Claudio Batini (AP) con il Gonfalone. Un momento di memoria, unità e commozione che è stato anche l'occasione per una riflessione sul valore della libertà, della pace e della giustizia.

Batini ad Alfonsine: "Oltre la memoria, onoriamo il valore e la libertà dei 300 partigiani ternani"

"Quello che abbiamo commemorato oggi ad Alfonsine - queste le parole di Batini - non è stata solo la memoria di una guerra devastatrice o della lotta partigiana contro la dittatura nazifascista. Oltre alle parole di pace, giustizia e libertà che ho sentito ripetere dalle autorità che, come me, rappresentavano i territori del Gruppo 'Cremona', sento il dovere di aggiungerne una fondamentale: valore".

Il consigliere ternano ha ricordato l'inscalfibile esempio dei giovani ternani che si sacrificarono per il bene collettivo. "Il mio pensiero - ha affermato - va all'esigenza civica di quegli oltre trecento partigiani ternani partiti da questa terra per liberare il territorio romagnolo ancora ostaggio dell'occupante. È un valore - ha sottolineato - che va oltre ogni interpretazione moderna, specialmente oggi che facciamo fatica ad alzarci dalla poltrona per i piccoli gesti quotidiani verso un familiare. Quei trecento civili — non militari di professione — hanno messo a rischio la propria vita per un bene supremo: la libertà della nazione".

"Uomini che dopo anni di battaglie scelsero di tornare a combattere"

Il 1945 in un'Europa dilaniata da anni di conflitto, rappresentò il momento dello sforzo supremo per portare a compimento il processo di liberazione. Chi si mise al servizio della causa, proprio come i 300 giovani ternani, aveva già affrontato privazioni e prove inenarrabili e nonostante questo scelse di servire ancora i valori in cui credeva.

"Fa rabbrividire pensare che questi uomini, dopo anni di battaglie per liberare i propri territori e i propri cari a Terni - ha detto ancora il consigliere Batini - abbiano sentito il richiamo di una nazione ancora ferita. Seppur stanchi, sfiniti e provati da anni di guerra in casa, hanno scelto di tornare a combattere per sostenere altri concittadini in Romagna. Erano distrutti, ma finalmente liberi; e proprio in quella libertà hanno trovato la forza di non fermarsi. A loro va il mio grazie più profondo e il mio impegno a non dimenticare mai questo esempio di altissimo valore civile".

Ad Alfonsine una giornata densa di iniziative per il 10 aprile

Alfonsine, medaglia d'argento al Valore civile e medaglia d'argento al Valore militare, celebra ogni 10 aprile con intensità. Ieri, 81 anni dopo, in quella data emblematica nella città si è svolta la cerimonia al Sacrario dei Caduti di Camerlona e tra le iniziative è stata promossa anche una mostra al Museo della Battaglia del Senio a cura dell'Istituto Storico della Resistenza e l'Età Contemporanea di Ravenna.

Numerose le personalità del mondo istituzionale, combattentistico e civile intervenute per l'occasione. Come ha ricordato l'assessore regionale alla Cultura dell'Emilia-Romagna, Gessica Allegni, "quanto accaduto 81 anni fa ci riguarda ancora, perché quella libertà conquistata con lotta e sacrifici di donne e uomini è stata costruita ogni giorno con le leggi, le istituzioni e con la partecipazione civile. Con la Costituzione che ne è figlia diretta".

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Sara Costanzi
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