È stato trasportato al Santa Maria di Terni in codice rosso, l'agente della Polizia Locale investito stamattina mentre svolgeva il proprio lavoro. L'operatore, 65 anni, si stava occupando della viabilità dopo che il maltempo ha provocato l'allagamento del sottopasso in via Piermatti, quando è stato travolto da un'auto in transito condotta da un 69enne. Le sue condizioni, come riferito in una nota dalla Comandante Gioconda Sassi, sembrano in miglioramento ma l'episodio ha riacceso con forza il dibattito sulle condizioni in cui lavorano gli agenti della Locale. Sulla questione è intervenuta anche la Uil Fp dell'Umbria che, esprimendo solidarietà all'operatore coinvolto, ha invocato maggiori tutele e, soprattutto, il riconoscimento del lavoro usurante.
Il sindacato ha ribadito "la propria vicinanza e solidarietà al collega della Polizia Locale del Comune di Terni, rimasto ferito questa mattina durante un servizio di viabilità svolto nell’ambito degli interventi resi necessari dalle avverse condizioni meteorologiche che hanno interessato il territorio".
L'incidente, su cui si sta lavorando per chiarire l'esatta dinamica, "avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi" scrivono dalla Uil Fp. L'episodio ha richiamato una riflessione più ampia sui rischi che quotidianamente corrono gli appartenenti alla Polizia Locale "anche in una fase avanzata della propria carriera, continuando a lavorare sulla strada, che costituisce il loro naturale ambiente di lavoro. Una realtà che rende ancora più urgente il riconoscimento di questa professione come attività gravosa e usurante".
Gli operatori della Locale si occupano di molte funzioni: "garantiscono la sicurezza urbana, la viabilità, il soccorso alla popolazione, gli interventi in emergenza e il presidio del territorio, assumendo responsabilità operative che li espongono a rischi concreti. Eppure continuano a essere inquadrati in un sistema che non riconosce pienamente la specificità delle funzioni esercitate".
Il nodo, spiega l'organizzazione, è che l'inquadramento lavorativo degli agenti della Polizia Locale non può avvenire esclusivamente nell'ambito delle attività amministrative perché il Corpo "esercita funzioni operative di sicurezza, opera quotidianamente sulla strada ed è chiamata ad affrontare rischi che richiedono un ordinamento coerente con la natura del servizio svolto".
Recentemente la Uil Fp ha partecipato all'audizione in Senato sulla riforma della legge quadro della Polizia Locale. In questa sede ha chiesto alla Commissione Affari Costituzionali "il riconoscimento dell’attività della Polizia Locale come lavoro gravoso, ai sensi della Legge n. 234/2021, e come lavoro usurante, ai sensi del Decreto Legislativo n. 67/2011, insieme alla piena equiparazione giuridica, previdenziale, assicurativa, infortunistica, fiscale ed economica con le Forze di Polizia dello Stato, compreso il riconoscimento della qualifica di Vittima del Dovere nei casi previsti dalla legge".
"L’episodio di oggi dimostra che non è più sufficiente esprimere solidarietà quando un operatore rimane ferito nello svolgimento del proprio servizio - proseguono dal sindacato -. La sicurezza rappresenta un bene pubblico essenziale e, come tale, deve essere sostenuta attraverso finanziamenti adeguati, strutturali e continuativi, destinati non solo a rafforzare i servizi, ma anche a garantire organici, dotazioni, tutele e condizioni di lavoro adeguate a chi ogni giorno tutela la sicurezza delle nostre comunità".
"Al collega rimasto ferito rivolgiamo il nostro più sincero augurio di una pronta guarigione. La solidarietà è un dovere, ma da sola non basta". E su questo invocano "riforme, investimenti e scelte politiche coraggiose. La Uil Fp - concludono - continuerà a seguire e a partecipare attivamente ai processi di riforma, portando il proprio contributo in tutte le sedi istituzionali, dal Parlamento al Consiglio regionale dell’Umbria, affinché il riconoscimento del lavoro gravoso e usurante della Polizia Locale e il superamento delle attuali discriminazioni diventino finalmente realtà".