16 Aug, 2026 - 15:00

Ternana Women, la nuova maglia racconta Terni: omaggio alle Centurinare dello Jutificio Centurini

Ternana Women, la nuova maglia racconta Terni: omaggio alle Centurinare dello Jutificio Centurini

Non è soltanto una maglia da calcio. È un racconto che parte dal passato, attraversa il presente e guarda al futuro. La nuova prima maglia della Ternana Women per la stagione 2026/27 nasce infatti dalla storia di Terni, dai suoi colori e dalla memoria di quelle donne che hanno contribuito a costruire l'identità industriale della città.

La squadra rossoverde si prepara ad affrontare per il secondo anno consecutivo il campionato di Serie A Femminile, dopo il decimo posto conquistato nella passata stagione. E lo farà con una divisa che porta sul petto molto più di uno stemma. La nuova maglia è infatti dedicata alla storia dello Jutificio Centurini, uno dei simboli della Terni operaia e industriale.

Il progetto parte dalla volontà di trasformare la memoria in un elemento visibile. La tradizionale combinazione di rosso e verde rimane centrale, ma nella trama della divisa compare un richiamo alla juta, materiale che per decenni ha caratterizzato la produzione dello stabilimento e il lavoro delle sue operaie.

Una maglia che diventa così un ponte tra le donne di ieri e quelle di oggi, tra chi ha contribuito a costruire la storia della città e chi oggi porta il nome di Terni sui campi della Serie A.

Dalla juta delle fabbriche alla maglia della Ternana Women

Per capire il significato della nuova divisa bisogna tornare indietro nel tempo. A Terni, tra Ottocento e Novecento, la crescita industriale cambiò il volto della città. Le fabbriche divennero luoghi di lavoro, ma anche spazi nei quali si formarono nuove identità e nuove relazioni sociali.

Tra queste realtà c’era lo Jutificio Centurini, stabilimento nel quale la produzione era legata soprattutto alla juta, utilizzata per realizzare filati, tessuti e sacchi da imballaggio. Nel momento di maggiore attività arrivò a impiegare circa 1.500 persone. La maggioranza era composta da donne.

Erano le cosiddette Centurinare. Ragazze e donne che trascorrevano le proprie giornate in fabbrica e che, attraverso quel lavoro, contribuivano alla vita delle proprie famiglie. La loro esperienza rappresentò anche una trasformazione del ruolo femminile all’interno della società ternana.

Non è dunque casuale che la Ternana Women abbia scelto proprio questa storia. Il legame tra la divisa e le Centurinare nasce da un elemento semplice: il lavoro delle donne di ieri e lo sport delle donne di oggi diventano due capitoli dello stesso racconto cittadino.

La presenza della juta sulla maglia non è immediatamente invasiva. È una traccia, quasi nascosta, che emerge nella texture del tessuto. Proprio per questo il riferimento assume un significato particolare: la storia non viene esibita, ma incorporata nella divisa.

È un dettaglio che invita a guardare più attentamente. Dietro le tradizionali fasce rosse e verdi c’è infatti il ricordo di una Terni diversa, nella quale il rumore delle fabbriche rappresentava una parte quotidiana della vita cittadina.

Le condizioni di lavoro erano spesso difficili e nel corso dei decenni il numero degli occupati nello stabilimento si ridusse progressivamente. Nei primi anni Sessanta erano circa 350 le persone rimaste al lavoro nello Jutificio, prima della successiva chiusura.

La nuova maglia riporta oggi quella memoria nel presente, trasformando la storia delle Centurinare in un elemento dell’identità della Ternana Women.

Il filo d’oro e il nome di Melillo: tutti i simboli della nuova divisa

Il design della prima maglia resta fortemente legato alla tradizione rossoverde. Le fasce rosse e verdi rappresentano il punto di partenza, mentre all’interno della composizione compare un ulteriore elemento: un filo d’oro che attraversa i colori della divisa.

Non è un’aggiunta casuale. Il filo rappresenta idealmente la continuità. Unisce epoche diverse senza confonderle e suggerisce l’idea di una storia che passa da una generazione all’altra.

Anche le linee della maglia seguono questa filosofia. Le fasce prendono forma sulle spalle e scendono lungo il busto. Le spalle, in particolare, diventano il punto nel quale concentrare il significato della divisa.

È lì che una calciatrice porta fisicamente lo stemma della propria squadra. Ed è sempre lì che, simbolicamente, porta ciò che rappresenta. La Ternana Women sceglie così di trasformare le spalle in un’immagine dell’eredità: quella ricevuta dalla città e quella che la squadra dovrà continuare a costruire.

C’è poi un nome che torna sulla maglia per il terzo anno consecutivo: Fabio Melillo. Il suo ricordo resta davanti, al centro della divisa, diventando parte integrante del progetto e della memoria della Ternana Women. I pantaloncini sono neri, mentre i calzettoni presentano finiture rosse e verdi.

Ma il vero elemento distintivo della divisa è ciò che non si vede immediatamente. È la storia che si trova dentro la trama, nel riferimento alla juta e nel racconto delle donne dello Jutificio.

La Ternana Women si appresta così ad affrontare la sua seconda stagione consecutiva in Serie A con una maglia che non vuole limitarsi a identificare una squadra. Vuole ricordare da dove arriva quella squadra e quale città rappresenta. Le Centurinare appartengono a un’altra epoca, ma il loro racconto conserva un significato attuale. Erano donne che lavoravano, che affrontavano quotidianamente responsabilità e difficoltà e che costruivano, attraverso il proprio percorso, una parte della Terni del futuro. Oggi sono altre donne a portare il nome della città. Non lo fanno davanti ai macchinari di una fabbrica, ma su un campo da calcio. Cambiano il luogo, il lavoro e il tempo. Rimane però il principio della rappresentanza.

La nuova maglia della Ternana Women prova proprio a raccontare questo passaggio: dalla fabbrica al campo, dalla juta al tessuto tecnico, dalle Centurinare alle calciatrici.

Il rosso e il verde restano quelli di sempre. Ma dentro quei colori, per la stagione 2026/27, ci sarà anche un pezzo della storia di Terni. E forse è questo il significato più autentico di una maglia: non soltanto distinguere una squadra dalle altre, ma ricordare a chi la indossa e a chi la guarda che cosa rappresenta. La Ternana Women ha scelto di farlo guardando indietro per poter continuare a correre in avanti.

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Lorenzo Farneti
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