Doveva essere una conferenza stampa di routine, dedicata alla presentazione dei nuovi acquisti Kurti e Lodovici, e invece si è trasformata in un caso che ha acceso il dibattito ben oltre i confini del campo. Quanto accaduto ieri all’ora di pranzo nella sala stampa della Ternana Calcio ha rapidamente spostato il focus dal mercato alla comunicazione, dal rettangolo verde al rapporto tra società e informazione.
Nel corso dell’incontro con i media, il direttore generale della Ternana Diego Foresti ha infatti attaccato frontalmente un giornalista per un articolo pubblicato il giorno precedente. Un intervento duro, inaspettato, soprattutto per il contesto in cui è maturato: una conferenza che, per sua natura, avrebbe dovuto essere dedicata esclusivamente al racconto tecnico e sportivo dei nuovi innesti.
Quelle parole non sono passate inosservate. A stretto giro sono intervenuti Ussi Umbria e l’Ordine dei giornalisti dell’Umbria, che hanno diffuso una nota ufficiale di forte censura nei confronti delle dichiarazioni del dirigente rossoverde, richiamando con decisione i principi di autonomia, indipendenza e libertà di stampa.
Il punto di rottura arriva nel momento in cui la conferenza, anziché concentrarsi sugli aspetti tecnici, prende una piega diversa per scelta dello stesso Foresti. Il direttore generale decide di affrontare pubblicamente un contenuto giornalistico sgradito, dando vita a un attacco diretto che ha immediatamente sollevato perplessità tra gli addetti ai lavori.
Secondo Ussi Umbria e Ordine dei giornalisti dell’Umbria, le parole pronunciate dal dirigente nel corso della conferenza del 5 febbraio rappresentano un passaggio estremamente delicato:
"Ussi Umbria e Ordine dei giornalisti dell'Umbria stigmatizzano le parole pronunciate dal direttore area tecnica della Ternana Diego Foresti nel corso della conferenza stampa del 6 febbraio u.s. Particolarmente grave l’affermazione: “Spero che quello che dite e scrivete venga dalla vostra testa e non da qualcun altro, perché altrimenti bisogna ricominciare di nuovo a fare la cernita delle persone e a chi sono legate”, che presuppone una volontà di procedere a “liste di proscrizione” per i giornalisti ritenuti “non amici” della società qualora questi pubblicassero articoli sgraditi alla Ternana Calcio".
Un passaggio definito “particolarmente grave”, perché introduce il concetto di una possibile selezione dei giornalisti in base alla linea editoriale o alla presunta vicinanza alla società. Un’ipotesi che, secondo Ussi e Odg, va ben oltre il legittimo diritto di replica e apre scenari incompatibili con i principi democratici dell’informazione.
La nota prosegue ribadendo un concetto chiave, che va al cuore della professione giornalistica:
"Nessuno può in alcun modo mettere in discussione l’autonomia dei giornalisti, peggio ancora paventare o minacciare conseguenze per intimidire o reprimere. Dissentire dal contenuto di un articolo è legittimo, così come esprimere pubblicamente tale dissenso, altra cosa è anche soltanto ipotizzare “cernite” dei giornalisti per contornarsi esclusivamente di quelli graditi."
Nel documento diffuso, Ussi Umbria e Ordine dei giornalisti dell’Umbria sottolineano anche un secondo aspetto ritenuto altrettanto grave: il sospetto, avanzato da Foresti, che i giornalisti ternani possano scrivere “sotto dettatura” o per conto di terzi. Un’accusa implicita che viene respinta con fermezza:
"Ussi e Odg ritengono altresì estremamente grave anche il fatto che il direttore Foresti ipotizzi che i giornalisti ternani scrivano “sotto dettatura” o che i loro pensieri vengano “da qualcun altro”, peraltro senza fare menzione del soggetto o dei soggetti a cui fa riferimento. Confidando nel fatto che si sia trattato solamente di uno scivolone linguistico, Ussi e Odg auspicano che, anche in coincidenza con la nuova gestione della comunicazione, la Ternana Calcio punti a costruire un rapporto di collaborazione con la stampa accreditata senza in alcun modo minacciarne indipendenza e autonomia."
Un passaggio che, pur nella durezza della presa di posizione, offre alla Ternana la possibilità di voltare pagina. L’auspicio è che l’episodio resti isolato e che il dialogo possa tornare su binari di rispetto reciproco.