Il clima in casa Ternana è ormai incandescente. Non si tratta più soltanto di una fase complicata, ma di una vera e propria crisi strutturale che coinvolge società, tifosi e istituzioni. Il futuro del club rossoverde appare appeso a un filo, mentre cresce giorno dopo giorno la tensione attorno alla gestione della famiglia Rizzo. I tifosi chiedono rispetto, trasparenza e soprattutto risposte concrete, ma al momento tutto sembra fermo in una preoccupante fase di stallo.
Oggi rappresenta una data chiave: scade infatti il termine per l’acquisizione del ramo sanitario del progetto Stadio-Clinica da parte dell’Università Niccolò Cusano - Ternana Women dalla Stadium Spa. Un passaggio chiave per il futuro del club e per l’intero progetto infrastrutturale, ma come dichiarato dal sindaco Stefano Bandecchi prima del consiglio comunale, non ci sono novità.
Il sindaco ha chiarito la posizione dell’amministrazione comunale con dichiarazioni nette:
"Deve essere legato al campo. Se la Ternana ha problemi diversi i proprietari possono bussare alla nostra porta. Ho invitato la società alla riunione di oggi. Come sindaco mi devo occupare del progetto Stadio-clinica e dello sviluppo della città. Inoltre che la Ternana non fallisca e non retroceda per fallimenti in altre categorie".
Negli ultimi giorni la protesta della Curva Nord è esplosa in maniera sempre più evidente, con striscioni, scritte e volantini che raccontano un malessere profondo. La sensazione è quella di una frattura ormai insanabile tra tifosi e proprietà, mentre la squadra, in campo, si prepara a giocarsi le ultime cinque partite della stagione con l’obiettivo playoff.
Foto copertina: Fere__forever
La contestazione della tifoseria rossoverde ha assunto toni sempre più duri e diretti. Lo scorso sabato mattina, nei pressi dello stadio Libero Liberati, è comparso uno striscione contro il direttore generale Mangiarano con parole inequivocabili:
"Prima avete sputato m*a, poi l'avete richiamato, il verme di Mangiarano noi non lo vogliamo".
Un messaggio forte, accompagnato anche da una scritta apparsa su un container nelle vicinanze dello stadio: "Mangiarano verme". Segnali evidenti di una tensione ormai fuori controllo, che non si limita più alla semplice critica sportiva ma investe direttamente la gestione societaria.
Ma è il contenuto del volantino affisso in città a rendere ancora più chiara la portata della protesta. Un elenco dettagliato di criticità che, se confermate, dipingerebbero un quadro estremamente preoccupante:
"Stipendi dei dipendenti non pagati da mesi. Senza allenatore. Senza direttore sportivo. Giocatori costretti a lavarsi a casa perchè senza acqua calda. Bagni e stadio nel degrado. Zero rispetto per i tifosi. Ritiri pre partita cancellati. Settore giovanile senza stipendi da mesi. Sfratto dalla sede. Fornitori non pagati. Terni merita rispetto, liberate la Ternana. Curva Nord Terni".
Parole durissime, che vanno ben oltre il campo e toccano aspetti organizzativi e gestionali. La Curva Nord, con questo documento, ha voluto denunciare pubblicamente una situazione che ritiene ormai insostenibile, chiedendo un cambio radicale nella gestione del club.
La protesta non si è fermata. Questa mattina, sempre nei pressi del Liberati, è comparso un nuovo striscione indirizzato direttamente alla proprietà:
"Famiglia Rizzo, ma quali investimenti e programmazione noi vediamo solo debiti e malagestione. Curva Nord".
Un attacco frontale, che certifica una rottura ormai totale tra tifoseria e famiglia Rizzo.
Se fuori dal campo il clima è rovente, all’interno della società regna un’incertezza che rischia di compromettere anche il finale di stagione. Il silenzio della proprietà non fa altro che alimentare dubbi e preoccupazioni, mentre si moltiplicano i segnali di instabilità. A rendere ancora più complessa la situazione è arrivata oggi la decisione dell’avvocato Manlio Morcella di rinunciare all’incarico di consulente legale conferitogli dalla famiglia Rizzo per la vicenda legata allo stadio-clinica.