L’emozione per la prima uscita in maglia rossoverde, il discorso motivazionale del DS Mammarella prima dell’inizio della partita, l’ovazione degli spalti di Arrone gremiti da tifosi rossoverdi innamorati della Ternana, di qualsiasi Ternana purché indossi quei colori e il marchio col Thyrus, l’immaginario collettivo scaldato dalle parole giuste di un uomo verace e grintoso: Andrea Lisuzzo mette nel suo bagaglio queste impressioni indelebili dopo la prima uscita con l’Olympia Thyrus. Una valigia di sensazioni emotive e di flashback della giornata che va oltre le disquisizioni da salotto su tattica, movimenti, moduli e lavoro in campo.
Per il tecnico della Ternana la prima partitella a campo completo doveva dare altre risposte. Innanzitutto la possibilità per tutti i rossoverdi, vecchi e nuovi, di toccare con mano la sensazione di una ripartenza che non era per nulla scontata. E poi la trasmissione dei valori che vuole dare alla squadra: un’identità da Fere, l’ha chiamata lui, che ha già studiato e imparato la storia del club e quali sono le caratteristiche che fanno innamorare i tifosi di una squadra operaia. Abnegazione, disponibilità al sacrificio, amore per la maglia, grinta, voglia di emergere. La stessa che ha lui e che vuole trasmettere al gruppo.

Mister, all'ingresso in campo di questa sera c'è stata un'accoglienza incredibile: tantissimo pubblico e un applauso spontaneo molto caloroso per la squadra e per lo staff. Che effetto fa vedere già questa cornice alla prima uscita stagionale?
Terni è riconosciuta ed è riconoscibile proprio per questo, per questo grandissimo calore, e quindi siamo davvero contenti di essere qui.
Oggi si può tirare un sospiro di sollievo. La Ternana è ripartita. Ma cosa vi portate dietro del grande sforzo dietro le quinte per essere qui oggi?
Poco fa, dentro lo spogliatoio, il direttore Mammarella ha detto una cosa su cui ho riflettuto molto: siamo di fronte a un miracolo quasi sportivo. Siamo riusciti in tempi brevissimi, direi da Guinness dei primati, ad organizzare una preparazione estiva e l'intera gestione organizzativa di una squadra. Coordinare tutto quello che riguarda un entourage sportivo e sistemarsi in così poco tempo in una struttura che ci ha accolto splendidamente non era affatto scontato. Per questo ci tengo a ringraziare pubblicamente il comune di Arrone, in particolare Antonello che rappresenta questa struttura, e tutte le persone che hanno lavorato sodo dietro le quinte. Siamo felici di aver portato entusiasmo e tanta gente qui ad Arrone. Tra l'altro stasera c'est la sagra in paese, chissà che qualcuno di noi non si fermi… io da quando sono arrivato ho già preso un paio di chili!

Come si gestisce l'integrazione tra i veterani e i tanti ragazzi aggregati, considerando anche i diversi momenti di arrivo?
Questa è la vera difficoltà attuale. Abbiamo ragazzi che sono arrivati prima, altri dopo, e molti elementi che provengono direttamente dal settore giovanile e dalla Primavera. Nonostante questo, siamo riusciti a mettere in campo due formazioni diverse. Sono davvero contento che in questi due gruppi ci siano ragazzi del territorio come Bunja, Fazi, Palombi, Inches, Cerquaglia e altri. Poi i ragazzi che abbiamo ereditato dall’Orvietana. Per noi questo senso di appartenenza rappresenta un valore aggiunto fondamentale.
Ci portiamo a casa tre istantanee bellissime: l'ovazione al suo ingresso, i selfie dei ragazzini con Falletti e l'uscita dal campo tra gli applausi scroscianti. È questa la strada per ricostruire il legame con la città?
È stato da brividi, davvero da brividi. Questo è esattamente ciò che volevamo ed è ciò per cui dobbiamo lavorare, affinché queste scene continuino. Non posso garantire sempre il risultato, ma posso assicurare che la prestazione sul campo sarà sempre di spessore. Essere "Fere" significa sacrificio, abnegazione e sapere benissimo da dove si viene. Inoltre, abbiamo un presidente che ci "bastona" se caliamo di tensione, quindi statene certi: sul piano del comportamento e del sacrificio questa squadra non fallirà.
Ha toccato il tasto del patron Bandecchi. Oltre ad aver organizzato la squadra e il ritiro a tempo di record è stata anche costruita l’ossatura societaria...
Io sono qui oggi perché questa è stata una scelta fortemente condivisa con la società. Voglio ringraziare il presidente Bandecchi, che ha voluto fortemente che il direttore Mammarella riorganizzasse la squadra. Voglio ringraziare il nostro DS per aver avuto il coraggio e la visione di portarmi qui. Lavoriamo in grandissima condivisione con i direttori, incluso Giuseppe Mangiarano che ci tengo a ringraziare per la splendida accoglienza. Sappiamo che oggi manca ancora tanto, ma andiamo avanti facendo il massimo con quello che abbiamo. Sono figure importanti che mi daranno una mano in questa mia prima esperienza. Ho bisogno dell'aiuto di tutti, dei giornalisti, dei tifosi rossoverdi e soprattutto del presidente Bandecchi, che è il nostro capo famiglia e rappresenta la Ternana in tutto e per tutto.
Mister, dev'essere complicatissimo lavorare con 25 giocatori che fino a pochi giorni fa non si conoscevano affatto tra loro. Come si affronta questa situazione?
Vi dirò la verità: molto probabilmente li conoscevo molto più io di quanto si conoscessero loro tra di loro. Perché prima di arrivare qui li ho studiati tutti approfonditamente. Certo, abbiamo riscontrato delle problematiche legate ad alcuni innesti di mercato che hanno subito dei ritardi, come Costanzo o Bonacchi, che hanno pochissimi giorni di allenamento nelle gambe rispetto ai compagni. Ma il lavoro non mi spaventa, non mi spaventa nulla. Nemmeno la stampa, che a volte può fare timore. Al contrario, vorrei che lavorassimo insieme per ricreare entusiasmo. Spero che le mie parole e le prestazioni sul campo possano fare da collante con la piazza.
Sul fronte mercato, oggi abbiamo visto Costanzo muoversi bene nel secondo tempo, mentre Saber è rimasto a bordo campo. Cosa manca ancora per completare la rosa?
Di queste cose ne parlerà il direttore Mammarella, io sono soltanto colui che investe su un progetto tecnico e tattico sul campo. Pettinari ha un affaticamento muscolare e lavora a parte.

Che idea si è fatto del girone E, con piazze storiche come Prato, Siena e Lucchese, ma anche realtà ostiche come Gavorrano e Tau?
La Serie D è un campionato estremamente complicato già di suo perché ti obbliga a vincere per forza se vuoi tornare nei professionisti: i play-off non ti assicurano la promozione nella categoria superiore. Nel nostro girone a 18 squadre non esistono partite facili. Conosco molto bene questo raggruppamento. Molti guardano ai nomi blasonati, ma vi assicuro che squadre come Gavorrano, Tau, Seravezza, San Donato o Ghiviborgo sono formazioni forti, strutturate e con organici completi. Pensate che ieri, nella mia mezza giornata libera, sono andato a vedere l'amichevole tra Pianese e Gavorrano, finita 0-0. Il Gavorrano è un'ottima squadra, guidata da un bravissimo allenatore come Alessandro Manni (ternano, ex centrocampista nella stagione di B con Gelfusa e tecnico delle giovanili rossoverdi, ndr), con un'identità già ben definita.
La storia calcistica di Terni, l’ambizione della società, impongono però un ruolo da protagonista per la Ternana. Sente questo peso?
Terni ha una storia calcistica importantissima e il fatto di dover fare un campionato da protagonisti è intrinseco a questa piazza. Tuttavia, questo blasone non deve diventare un peso per noi. Nel calcio vince chi risparmia energie e dimostra il proprio valore con i fatti sul campo, non con le chiacchiere. Porteremo questo blasone in Serie D, ma qui c'est prima di tutto da costruire una squadra, perché la storia impone ambizione ma non regala nulla. Noi dobbiamo essere artefici del nostro futuro.
Passiamo al campo. In questa prima sgambatura si è visto un 4-2-3-1. In mezzo al campo si è notato qualche ragazzo interessante, ed è parso in buone condizioni anche Falletti, con la squadra che cerca già di costruire la manovra. Quali sono le indicazioni principali che porta a casa?
In realtà, è difficile parlare di tattica o di tecnica. Se guardiamo il campo, c'è ancora moltissimo lavoro da fare. Questa è stata la nostra prima partita a campo aperto, su un rettangolo di gioco vero di novantasei metri per sessanta. Volevamo completare la settimana dando sfogo ai ragazzi, ma la verità è che non avevamo ancora lavorato su queste situazioni. Abbiamo condensato il lavoro di preparazione di un'intera settimana in pochissimo tempo, dato che i primi due giorni sono serviti esclusivamente per i test atletici. Abbiamo dovuto fare un lavoro integrato e semi-integrato, unendo la parte aerobica a quella di forza.

Dal punto di vista della manovra, invece, che cosa le è piaciuto di più e cosa l'ha preoccupata?
Abbiamo giocato tempi ridotti, da 32 minuti ciascuno, proprio perché conosciamo le attuali difficoltà fisiche. I focus oggi non erano tattici: volevamo soprattutto dare un contributo al pubblico di Terni e alla città di Terni, far rivedere la Ternana sul rettangolo verde. Nel primo tempo eravamo molto macchinosi e c'era anche un pizzico di comprensibile emozione per la prima uscita. Nel secondo tempo, con i ragazzi più giovani, è andata un po' meglio. Ma in questa fase il risultato mi interessa pochissimo: mi sentirete parlare solo di prestazione. Non è facile omogeneizzare un gruppo così in fretta, siamo ancora in una fase embrionale.
Come proseguirà il programma del ritiro nei prossimi giorni?
Oggi finiscono i primi sette giorni e spero che nessuno muoia per la fatica prima di partire! Battute a parte, lunedì i ragazzi avranno una giornata libera di meritato riposo. Martedì mattina avremo un'altra mezza giornata libera per completare le visite mediche e svolgere l'esame BIA, che ci serve per valutare la struttura fisiologica e la composizione corporea dei calciatori (Si tratta di un test rapido, sicuro e indolore che misura la composizione corporea e lo stato di idratazione tramite una corrente elettrica molto debole. Permette di valutare massa magra, massa grassa, muscolatura e acqua intra/extracellulare per ottimizzare l'allenamento e la forma fisica, ndr). Riprenderemo a lavorare martedì pomeriggio, mercoledì faremo una doppia seduta e giovedì disputeremo un nuovo test amichevole qui ad Arrone, molto probabilmente contro il Montefranco. Al momento non facciamo programmi a lungo termine: viviamo alla giornata e diamo massima importanza al lavoro quotidiano.
Che tipo di impronta vuole dare a questa Ternana? Vedremo l'aggressività del Lisuzzo calciatore o cercherà di trasferire altri valori alla squadra?
Sulla mentalità: io sono me stesso. E non posso fare a meno di essere me stesso anche da allenatore. La mia Ternana proporrà un calcio propositivo, con un'aggressione forte in fase di non possesso e una gestione riflessiva e costruttiva quando avremo la palla. Molto dipenderà anche dagli avversari e dalla pressione che eserciteranno, ma l'aggressività e un'identità propositiva saranno i nostri marchi di fabbrica.