Il DS Carlo Mammmarella, il tecnico Andrea Lisuzzo e tutto lo staff arrivano in sala stampa intorno alle 13 per presentare la gara contro l'Angelana, ma anche per far conoscere l'area tecnica che finora non si era presentata ufficialmente. Con il mister varcano la porta della sala stampa: Francesco Lucchesi allenatore in seconda, Roberto Saglimbeni, match analyst e preparazione partita, Luca Laurenti, preparatore atletico che torna a Terni dopo aver girato per l'Europa anche con la nazionale albanese, Jacopo Schiavoni, preparatore dei portieri che l'anno scorso ha lavorato nel Foligno dopo aver cominciato nel settore giovanile della Ternana, Luca Casali che si occuperà del recupero infortunati.

Prima domanda per mister Lisuzzo, che Ternana vi aspettate a Santa Maria degli Angeli dopo un avvio con difficoltà e in ritardo?
Oggi è il 23 agosto, la domanda si risponde da sola guardando la data. Gente che è arrivata a sprazzi, gestione dei carichi di lavoro, solo 2 giorni di riposo dopo 20 giorni di allenamenti. Sarà una Ternana non completa, con defezioni, con 5-6 giocatori che faranno 90' per la prima volta. Campo in erba, superficie che non abbiamo sperimentato finora. Tante incognite, tanti assenti e qualche problema. Non mancherà carattere, senso di appartenenza, volontà e identità alla quale non rinunciamo mai. Il risultato non lo posso garantire, ma posso giurare che la Ternana darà sempre il massimo, per aiutare la stagione e iniziarla col piede giusto, per aumentare ondata di entusiasmo che sento, percepisco, leggo e che mi fa molto piacere ci sia.

Per Mammarella, ci saranno ancora cambiamenti prima dell'avvio della stagione?
Faremo qualcosa sicuramente. Volevamo aspettare un range di tempo per dare un giudizio sui tanti giovani che abbiamo e colgliere qualche occasione di mercato. La prossima settimana chiude il mercato professionistico, e ci saranno opportunità e idee calde. Per la prima settimana di settembre, nonostante il mercato di D sia sempre aperto, vogliamo chiudere il 90% del roster che ci accompagnerà fino alla fine della stagione.
Il Prato parte come favorita e ha iniziato prima la preparazione. I dati di transfermarkt dicono che la rosa vale più di quella della Ternana. Come pensate di recuperare il gap?
Posso buttare la palla in avanti e allargare le braccia, giustificarmi e dirvi: quelli sono più pronti, quelli sono più attrezzati, quelli sono partiti prima. Io non faccio così. Io dico che non me ne frega niente. Sono un animale di campo, sono una bestia da terreno di gioco, la mia abitudine, il mio credo, il mio dettato è lavorare. Mi fido di me e del mio lavoro, mi fido dello staff, mi fido della squadra e dei giocatori che ho, mi fido della società. Possiamo mettere le mani avanti e giustificarci prima ancora di partire, ma non sarà mai il nostro stile. Noi andiamo in campo, combattiamo e ci mettiamo l'anima.
Ci sarà qualche defezione, ha detto. Pettinari è fermo ai box, adesso anche Scappini. Avete avuto alcuni intoppi?
Per quanto riguarda Pettinari e Scappini sono due ragazzini di 36 e 38 anni. Nel corso della preparazione è normale che possa esserci qualche affaticamento muscolare, perché abbiamo lavorato tanto, lo abbiamo fatto con un programma chiaro e abbiamo anche cercato di stringere i tempi senza rischiare troppo. Abbiamo cercato di integrare la parte di performance atletica al lavoro tattico, di far conovivere la costruzione della forza con la parte aerobica. Difficilmente viene fatto così. Spesso si fa palestra la mattina e tattica il pomeriggio. Noi no, abbiamo fatto una scelta diversa. La scelta è stata fatta perché volevamo che ogni giorno per noi valesse doppio. Sinceramente abbiamo avuto anche pochi intoppi. In questo momento non abbiamo altre defezioni oltre ai due attaccanti, sta rientrando Camozzi e Zaffalon ha avuto qualche problemino.
Sarà una Ternana che somiglierà al Lisuzzo giocatore come caratteristiche e Dna?
La mia identità si è costruita sul campo e con i valori che mi ha trasmesso la mia famiglia. Io sono così perché queste caratteristiche traggono le loro radici dalla mia provenienza (si commuove, ndr), dai miei genitori e da quello che mi hanno trasmesso. Ho fatto il calciatore per più di 20 anni e anche da quello ho tratto insegnamenti. E poi c'è una parte emotiva, che si costruisce mettendo insieme le caratteristiche di ognuno ed esaltandole nella lotta. Io sono un meticoloso. Credo che le battaglie si vincono con un piano. La squadra sarà aggressiva sì ma sarà anche riflessiva per capire l'avversario. Per vincere le battaglie basta a volte la grinta, la cattiveria. Ma per vincere le guerre serve una strategia.

Direttore Mammarella, hai vissuto tutte le ultime vicissitudini della Società, dalla fine drammatica della scorsa stagione al fallimento, fino alla ripartenza. Ti saresti aspettato questo entusiasmo dal popolo rossoverde?
Siamo ripartiti da sotto zero. La Ternana ha ricominciato a vivere grazie al lavoro di pochissimi uomini che hanno messo in moto una macchina ingolfata, ferma ai box. Pensare che appena 4-5 persone siano riuscite a costruire una società e una squadra mi rende orgoglioso. Per questo non sono sorpreso della reazione della città. La gente della Ternana questa squadra ce l'ha nel sangue. Ha vissuto con dignità la delusione per il fallimento, ma ha sempre manifestato la volontà di avere un appiglio da cui ripartire. Oggi c'è quell'appiglio, oggi c'è una squadra. oggi ci siamo noi. E il popolo lo ha capito. Siamo pronti. Lisuzzo è stato scelto oltre che per una componente tecnico-tattica perché ho trovato in lui una persona che potesse combattere e affrontare ogni difficoltà. Oggi sono orgoglioso della scelta fatta. Sicuramente è il valore aggiunto di questa rinascita. C'è orgoglio, voglia di fare. Per il primo anno si lavora con delle indicazioni chiare: abbiamo un budget, da quello non si transige. Ci stiamo adoperando per avere un campo di allenamento a Terni, una struttura in città. La Ternana rinasce da questo. Ho avuto la fortuna di giocarci in questa piazza e so che il risultato sportivo è importante, ma che è ancora più importante far sentire la gente fiera di noi, farli sentire parte della Ternana.
Le parole del DS introducono un tema caldo per mister Lisuzzo. Avete la consapevolezza che la città si aspetta un campionato di vertice?
Innazitutto voglio chiarire che sono fiero anch'io di lavorare con Carlo. Gli ho letto negli occhi quella scintilla di chi si capisce al volo. Nel calcio vale tantissimo. Parliamo lo stesso linguaggio, abbiamo gli stessi codici. Se ha scelto me, probabilmente ha visto di Lisuzzo che oggi forse non riesco a vedere neppure io. Devo concentrarmi solo sul lavoro. La pressione? Si può vedere da due punti di vista: chi la mette e chi la subisce. Il peggior modo è quello di andare contro la pressione, di subirla. Come allenatore devo pensare da allenatore: non ho problema a gestire la pressione. La responsabilità è mia. Ai giocatori ho detto che devono affrontare solo la pressione che metto io.
Oltre a Scappini e Pettinari ci sono altre defezioni? Già stabilite le gerarchie in porta?
Le gerarchie ci sono. Per tutti, non solo per i portieri. L'ho detto anche ai ragazzi. Ci sono giocatori che martedì sono titolari. Non siamo tutti uguali. Già dal martedì ci sono titolari. E lo so solo io chi sono. Molto probabilmente ci sono giocatori che saranno ruotati. Però quei 7/8 titolari rimangono. L'obbligo di far giocare i giovani, però, modifica queste gerarchie. Ci da un'indicazione su quello che può essere il primo, il secondo ed il terzo giovane. Al momento pensiamo di avere tutti e tre i giovani in mezzo al campo, come giocatori di movimento. Questo non vuol dire che nel corso del tempo le gerarchie non possano cambiare. Zaffalon ha avuto un trauma muscolare.Abbiamo un numero adeguato di giocatori per scendere in campo domani.
Ha introdotto in allenamento anche elementi innovativi, come il riposo e la meditazione con l'utilizzo di musica chillout...
Il divertimento è una cosa soggettiva. Non si deve scambiare il divertimento con il fatto di abbassare la tensione. Quando giocavo mi divertivo a recuperare i palloni, sfidavo i miei colleghi a chi ne catturava di più. Per me il divertimento è lavoro, sacrificio e sudare. Può essere anche fare una maratona da 42 km. E' trovare piacere in quello che si fa. Per quanto riguarda la respirazione diaframmatica per spezzare il ritmo della giornata, stare sdraiati a terra ascoltando musica chillout è sempre lavoro.
Quali certezze ha oggi Lisuzzo?
Le mie certezze sono lo staff, il direttore Mammarella ed il direttore Giuseppe Mangiarano. Poi ci sono tutti i giovani che si stanno mettendo a disposizione. I ragazzi che sono venuti in prova come Rolla. Da lì possiamo capire cosa possiamo diventare. Sarebbe stato comodo dire che le certezze sono Falletti e Pettinari ma non è il mio stile.
Obiettivo stagionale?
Non ho la palla di vetro e non posso prevedere quale sarà il futuro della Ternana da qui a dieci mesi. Nessuno può saperlo. Quello che sappiamo con certezza è che oggi c'è una società che si sta consolidando grazie al presidente Stefano Bandecchi e al suo lavoro. Una società che rinasce dalle ceneri di un fallimento, fatta da uomini che hanno la voglia di essere protagonisti, di voler superare gli avversari. Credo che il lavoro che stiamo facendo, in proiezione futura, sia qualcosa di molto bello. Questo progetto è un foglio bianco. Non siamo così scemi, ad oggi, da fare proclami roboanti, da dire la Ternana arriverà... o la Ternana farà... Dobbiamo essere intelligenti. Ci sono squadre che sono state costruite per essere un gradino o due davanti alla Ternana anche grazie alla loro storia in categoria. Noi con il lavoro dovremo superare questi gradini. Dobbiamo raggiungere il risultato attraverso la prestazione. Per diventare grandi bisogna crescere.
Avete potuto lavorare fin qui solo sul sintetico di Arrone, ora si comincia a giocare su superfici diverse. Le manca la possibilità di fa allenare la squadra sul campo d'erba naturale?
La superfice del campo è importante. Mi paicerebbe lavorare quotidianamente al Liberati ma non si può. Bisogna accontentarsi e dire grazie a chi ci consente di allenarci, in questo caso il Comune di Arrone. In un mese lavorare sempre sulla stessa superficie si crea adattamento e si limitano gli infortuni. Scappini avrebbe potuto far parte dei convocati ma per fargli fare cosa? 15 o 20 minuti dopo una settimana di sosta? Sarebbe rimasto in panca. Stessa cosa per Pettinari. Ho deciso di non rischiarli e di utilizzarli più avanti. Rientreranno in gruppo lunedì. Per Zaffalon invece è più lunga.
Domande di mercato per Mammarella: perché la scelta di coppie Under? Tra i possibili nuovi arrivi c'è anche un Over?
Un Over sicuramente sì, arriverà (la Ternana sta seguendo un giocatore dell'Ascoli e ci sono anche altre occasioni allo studio, ndr). Le coppie le ho pensate per dare al mister più soluzioni in più parti di campo. Concentrarsi solo su alcuni ruoli per fare le coppie o i tris di Under può portare a una staticità. Invece se un giovane è bravo e vale deve poter giocare, in qualciasi ruolo. Così l'allenatore può scegliere, anche in base all'avversario di turno, l'under da mandare in campo.
Che filosofia ha seguito nella stipula dei contratti?
C'era un budget da rispettare e siamo nei margini, quindi possiamo fare ancora operazioni. Abbiamo, ad eccezione di un paio, intese che rispettano dei parametri in ottica salary cap. I contratti sono in gran parte annuali, perché abbiamo ragionato anche in ottica di una possibile promozione. Sono contento di come abbiamo lavorato.