L'atto di richiesta di liquidazione giudiziale avanzato da un creditore, un procuratore di calciatori, è stato pubblicato parzialmente oscurato dall'ex vicesindaco di Terni Riccardo Corridore sui social. E l'iter di attivazione della procedura da parte della sezione fallimentare del Tribunale di Terni è già partito. Anzi, secondo quanto anticipato da Ternana News, sarebbe stata fissata l'udienza per l'esame dell'istanza presentata dal procuratore per venerdì 17 aprile alle ore 16:00.
Un termine che consentirebbe alla Ternana di ottenere il via libera per disputare l'ultima gara in trasferta della stagione a Brà, sabato 18 aprile alle 20.30. Lega e Federcalcio, peraltro, non hanno ricevuto finora alcun atto ufficiale e quindi - da quanto si apprende - non daranno luogo per ora ad alcuna esclusione nei confronti del club rossoverde.
"Ora si lavora", il laconico commento del sindaco di Terni Stefano Bandecchi, accompagnato dall'immagine di quello che i Romani chiamavano "digitus impudicus", il dito medio eretto. Un gesto rivolto a tutti coloro, che a vario titolo, ritiene abbiano finora remato contro il proseguimento dell'attività della società e contro la possibile salvezza del titolo sportivo in serie C.

A presentare l'istanza, per conto di un procuratore sportivo, è stato lo studio Lazzari & Partners, con sedi a Bologna Lecce e Roma, per und ebito di circa 50 mila euro. Il fascicolo ha un numero di protocollo alla cancelleria del Tribunale, il RG 29/2026, e il caso è stato assegnato alla giudice fallimentare Claudia Tordo Caprioli. Si tratta di una magistrata particolarmente esperta e considerata nell'ambito del foro ternano e del mondo legal per la professionalità e il rigore. E' lei ad aver gestito casi rilevanti sul piano dell'economia e del lavoro, come quello della Moplefan ad esempio. La dottoressa Tordo Caprioli, secondo quanto apprende Tag24 Umbria, avrebbe già notificato alle parti la convocazione in udienza.
Nella corsa contro il tempo, insomma, sarebbe partito prima l'iter della liquidazione giudiziale di quello della liquidazione volontaria decisa dall'assemblea dei soci della Ternana, che a questa mattina non risultava ancora iscritto al Registro delle Imprese, dato che la conferma della nomina del liquidatore, il dottor Fabio Lacalamita, sarebbe arrivata solo nella serata di ieri.
L'avvocato Riccardo Corridore, che ieri sera aveva dato la notizia durante la trasmissione sportiva di Umbria+ Canale 15 "Area Rossoverde" stamane ha pubblicato sui social uno stralcio dell'istanza di liquidazione giudiziale di un procuratore, e dalla citazione della locuzione latina "finché c'è vita c'è speranza". Una speranza che riguarda la prosecuzione stessa dell'attività calcistica e sportiva della Ternana, legata proprio all'avvio di una procedura che ora potrebbe portare a manifestazioni di interesse verso il Tribunale di Terni di potenziali acquirenti, stoppando la liquidazione volontaria ai sensi del codice civile che era nei progetti dei soci.
Il creditore che ha presentato l'istanza al Tribunale deve allegare prova del suo credito e dello stato di insolvenza dell'impresa. Deve dimostrare che l'impresa non è "minore": deve cioè avere un attivo di oltre 300.000 euro, ricavi oltre 200.000 euro o debiti oltre 500.000 euro in almeno uno degli ultimi tre bilanci. Il suo credito scaduto non deve essere l'unico requisito: i debiti totali scaduti devono superare i 30.000 euro. Parametri tutti ampiamente superati.
Il giudice notifica l'istanza al debitore via PEC, fissa l'udienza e istruisce con audizioni, bilanci e perizie. Verifica inadempimenti, protesti o incapacità di pagare obblighi correnti. Se accoglie, emette sentenza entro 180 giorni, nomina curatore e apre la procedura. Il creditore ha legittimazione attiva purché provi l'insolvenza generale, non solo il suo credito. Il debitore può opporsi dimostrando solvibilità.