L’orologio della programmazione sportiva a Terni ha ripreso a battere il tempo dei passaggi formali, azzerando i rinvii e definendo una rotta amministrativa chiara. La rifondazione della Ternana targata Bandecchi riparte da un binario burocratico preciso e già tracciato: l’acquisizione dell’Orvietana il prossimo 11 giugno davanti al notaio. Un tassello imminente a cui farà seguito l’operazione di fusione con la Ternana Futsal. Si tratta di un incastro strategico, studiato nei dettagli per raggiungere il primo, reale traguardo della stagione: garantire alla città l'iscrizione al prossimo campionato di Serie D, scongiurando il rischio di un vuoto calcistico.
Raggiunto dai cronisti davanti a Palazzo Spada, in occasione di un punto stampa che da circa un mese si ripete sui medesimi interrogativi incardinati su di scenari, voci, rumoris, boatos e pochi fatti reali, l’ex patron e attuale sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, ha mantenuto ferma la propria posizione, scegliendo di ricondurre l'attenzione pubblica sulle reali scadenze e sulle priorità gestionali che precedono la costruzione tecnica della squadra.
Prima, per Bandecchi, si definisce l'architettura aziendale, poi si penserà ai protagonisti sul campo. Di fronte al pressing della stampa locale sulla nomina della guida tecnica, Stefano Bandecchi ha chiarito l’ordine cronologico dei lavori: “Prima finiamo i passaggi della Ternana. Cerchiamo di assicurare a Terni una squadra almeno di Serie D, poi vedremo il resto”. Una dichiarazione che intende blindare l'operato del gruppo di lavoro che sta seguendo la partita della fusione tra l'ex Orvietana e la Ternana Futsal, tenendolo al riparo dalle urgenze di una cronaca che si ripete ogni lunedì come nel giorno della marmotta del film con Bill Murray.
In merito alle speculazioni su presunti ritardi formali e rinvii nell'apposizione delle firme sulle carte notarili, il sindaco di Terni ha voluto ridimensionare la portata delle polemiche, derubricandole a ordinaria amministrazione, della quale lo stesso Bandecchi non segue direttamente i flussi temporali: “Era tutto stabilito, io non conoscevo i tempi, se ne occupano altri”. La transizione burocratica, dunque, prosegue secondo un protocollo già validato dai tecnici e dai legali incaricati di seguire l'operazione di fusione societaria.
Un altro capitolo centrale del dibattito cittadino riguarda la tutela del patrimonio identitario e l'impiego dei simboli tradizionali. Anche su questo fronte, l'intervento di Stefano Bandecchi mira a disinnescare i focolai di discussione, evidenziando come la continuità del brand sia nei fatti già ampiamente garantita dalle realtà sportive attive sul territorio: “Il simbolo è già utilizzato da altre società con le relative autorizzazioni, anche dalla Ternana Women. Può essere ceduto, non è un problema”. La stessa Futsal Ternana dispone da tempo della facoltà di mantenere il proprio nome e - seppure con una grafica più moderna e stilizzata del vecchio marchio - detiene i colori sociali rossoverdi e un logo con la viverna, rendendo la questione del marchio un problema del tutto relativo nell'economia della transizione.
Insomma, un'altra risposta distensiva a chi vuole portare il sindaco sul terreno della polemica con il Comitato "La Ternana Siamo Noi" che in molti vorrebbero pronto alla guerra per assicurarsi il logo in vista della gara che sarà bandita dalla curatela fallimentare.
Parallellamente, il sindaco fa spallucce sull'ipotesi di scuola di un presunto un irrigidimento della Figc (Federazione Italiana Giuoco Calcio) rispetto alle procedure di fusione. A chi preannuncia possibili ostacoli normativi da parte della Federcalcio o della LND, viene recapitato un messaggio privo di preoccupazioni: “Perché la Federcalcio dovrebbe cambiare quello che ha sempre fatto? Mi sembra anche questo tutti chiacchiere inutili. Queste cose si sono sempre fatte, sono possibili e quindi le stiamo facendo a Terni”.
L’ultima annotazione riguarda il dibattito attorno a un potenziale titolo sportivo in sovrannumero nel campionato di Eccellenza. Una prospettiva teorica che, nonostante una narrazione mediatica alimentata da indiscrezioni su presunte cordate pronte a intervenire, non si è mai tradotta in manifestazioni d'interesse formali. Stefano Bandecchi ha analizzato con freddezza lo scenario, rilevando il divario tra i proclami e la realtà economica cittadina: “Non è obbligatorio che questo tiolo sportivo venga rilasciato. Se la Figc lo darà, noi lo prenderemo e lo daremo a chi lo vuole, non so a chi a questo punto, perché a me tutta questa gente che salta su questo carro non la vedo. Tra l'altro a Terni ci sono già due società di Eccellenza (Olimpia Thyrus e FC Terni, ndr) e una terza in provincia (la Narnese, ndr)”. Una riflessione che si è chiusa con una stoccata diretta a chi continua ad alimentare la polemica: “Sinceramente ho sentito tante parole, ma visto pochi fatti”.