Nemmeno la pausa estiva ferma il cantiere del Teatro Comunale Giuseppe Verdi di Terni, arrivato a un grado di avanzamento dei lavori pari al 65%. L'amministrazione comunale traccia la rotta e fissa la nuova scadenza per la restituzione dell'opera alla città: 31 dicembre 2027. Un rinvio rispetto al termine originario di giugno 2026 dettato da imprevisti tecnici e lavorazioni aggiuntive emerse durante l'esecuzione degli interventi, ma che Palazzo Spada assicura non intaccherà l'impalcatura finanziaria del progetto.
Il Comune di Terni smentisce infatti con fermezza l'ipotesi di una rinuncia o di un'uscita dai fondi europei: il finanziamento da 10 milioni di euro resta pienamente confermato dal decreto interministeriale del 24 luglio 2026. L'intervento di adeguamento funzionale e impiantistico continuerà dunque a seguire la linea di rendicontazione del Pnrr attraverso il sistema ReGiS, rappresentando uno snodo cruciale per la rigenerazione del centro cittadino.

I lavori all'interno del cantiere cittadino proseguono senza interruzioni operative nemmeno nel periodo di Ferragosto, testimoniando la volontà politica di accelerare le fasi e consolidare il percorso progettuale, amministrativo ed edile. A fare il punto sul quadro complessivo dell'intervento è l'assessore ai Lavori Pubblici Sergio Anibaldi, che ribadisce la certezza della copertura finanziaria e la tabella di marcia aggiornata. “Il cantiere del Verdi non conosce alcuna sosta, neanche in questo periodo solitamente di ferie. Siamo al 65% della realizzazione del progetto e non vi è alcun problema di copertura finanziaria. Il percorso progettuale, amministrativo ed edile è stato ulteriormente consolidato, entro il 31 dicembre 2027 consegneremo alla città il suo teatro”, dichiara l'assessore Sergio Anibaldi.
L'esponente della giunta comunale interviene con precisione tecnica per smentire le indiscrezioni relative a un presunto definanziamento dell'opera o a un'uscita dal circuito dei fondi europei. Il riferimento normativo centrale è il decreto del ministero dell'Interno, emanato di concerto con il ministero dell'Economia e delle Finanze il 24 luglio 2026, unitamente al relativo allegato 1 rigenerazione urbana_no Target. “Tantomeno risulta un'uscita dell'intervento dal Pnrr, né dai finanziamenti europei. Anzi, alla luce del decreto del ministero dell'Interno, di concerto con il ministero dell'Economia e delle Finanze, del 24 luglio 2026 e del relativo allegato 1 rigenerazione urbana_no Target, si tratta di un intervento che deve rispettare tutte le condizionalità del Pnrr e restano soggetti al monitoraggio e alla rendicontazione sul sistema Regis”, prosegue l'assessore Sergio Anibaldi.

L'inserimento dell'intervento nell'allegato ministeriale risponde a un automatismo procedurale adottato a livello nazionale per tutti i progetti di rigenerazione urbana il cui completamento non risultava previsto entro il 30 giugno 2026 dai dati rilevati sulla piattaforma ReGiS alla data del 13 luglio 2026. “L'inserimento nell'allegato 1 non discende da una richiesta di uscita dal PNRR, ma dall'applicazione di una procedura nazionale, disposta con decreto interministeriale, che riguarda tutti gli interventi di rigenerazione urbana per i quali, sulla base dei dati fisico procedurali rilevati sul sistema Regis alla data del 13 luglio 2026, non risulti prevista l'ultimazione dei lavori entro il 30 giugno 2026. Si tratta quindi di un atto dovuto, simile a numerosi altri comuni italiani elencati nel medesimo allegato”, argomenta Sergio Anibaldi.
Lo slittamento temporale è imputabile a una serie di criticità di cantiere e varianti tecniche insorte in fase esecutiva. “Il non rispetto del 2026 è dovuto a una serie di imprevisti di cantiere che sono stati ampiamente motivati e documentati e che non dipendono certo da questa amministrazione comunale”, aggiunge l'assessore ai Lavori Pubblici. Sul fronte economico, il quadro rimane inalterato: “Il finanziamento di 10 milioni di euro, già assegnato con decreto del 30 dicembre 2021, è confermato nell'allegato 1 al decreto del 24 luglio 2026 senza alcuna modifica né necessità di individuare una fonte di copertura alternativa. Non risulta pertanto, dagli atti richiamati, alcuna situazione di finanziamento sostitutivo ancora non assegnato”.

A coronamento dell'analisi documentale, la giunta ribadisce come l'iter del Teatro Comunale Giuseppe Verdi resti pienamente incardinato negli strumenti europei della ripresa e della resilienza. “In conclusione, si conferma anche in questa sede che l'intervento di adeguamento funzionale ed impiantistico del Teatro Comunale Giuseppe Verdi – 2° stralcio resta, sulla base della documentazione ministeriale ufficiale, un intervento finanziato nell'ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza (PNRR/RRF), con termine di conclusione dei lavori fissato al 31 dicembre 2027 in luogo del 30 giugno 2026”.
Per la città di Terni, la riconsegna della struttura culturale rappresenta un passaggio imprescindibile per completare la rigenerazione urbana e restituire alla comunità un luogo identificativo fondamentale.