26 Aug, 2026 - 16:00

Teatro Romano di Gubbio, bilancio positivo per la 65ª Stagione Estiva: domani il gran finale con Cazzullo e Branduardi

Teatro Romano di Gubbio, bilancio positivo per la 65ª Stagione Estiva: domani il gran finale con Cazzullo e Branduardi

Una stagione ampia, articolata e capace di richiamare pubblici differenti, con teatro, musica, divulgazione, danza e spettacoli dedicati alla memoria civile.

La 65ª Stagione Estiva al Teatro Romano di Gubbio si avvia alla conclusione con un bilancio complessivamente positivo e con l’appuntamento finale di giovedì 27 agosto, quando sul palco arriveranno Aldo Cazzullo e Angelo Branduardi con “Francesco”.

La rassegna, giunta alle sue “nozze di platino”, ha confermato anche quest’anno il ruolo del Teatro Romano come uno dei principali spazi culturali estivi della città, capace di mettere in relazione il valore archeologico del luogo con proposte artistiche molto diverse tra loro.

Dal teatro civile alla divulgazione scientifica

Tra gli appuntamenti che hanno suscitato maggiore interesse figura “Paolo Borsellino. Il Custode del Coraggio”, dedicato alla figura del magistrato siciliano e alla sua eredità morale e civile.

Ampio riscontro anche per Mario Tozzi con “Caro Sapiens”, che ha portato al Teatro Romano un momento di divulgazione scientifica e riflessione sul rapporto tra uomo e ambiente.

Il cartellone ha inoltre proposto spettacoli come “Caravaggio. Di chiaro e di oscuro”, il “Truculentus” di Plauto e “Troiane”, costruendo un percorso nel quale classico e contemporaneo si sono alternati senza rigidità.

Gubbstock e i giovani protagonisti

Particolarmente significativa è stata anche la presenza del Gubbstock Festival, che ha portato sul palco giovani musicisti e progetti emergenti.

Un appuntamento importante non soltanto per il pubblico più giovane, ma anche perché ha contribuito ad ampliare il bacino della stagione, affiancando alle produzioni più tradizionali una proposta capace di intercettare nuove generazioni.

Il dato interessante è proprio la varietà del pubblico raggiunto: la stagione non si è rivolta a un solo segmento, ma ha provato a costruire serate capaci di parlare a spettatori differenti.

Musical e Pink Floyd, pubblico numeroso

Grande partecipazione anche per il Never Ending Musical, viaggio attraverso alcuni dei più celebri titoli di Broadway, che ha registrato una risposta particolarmente vivace da parte del pubblico.

Buon riscontro anche per il Pink Floyd Show della Impulse Tribute Band, che ha richiamato appassionati non soltanto da Gubbio ma anche dai territori vicini.

Due appuntamenti molto diversi per linguaggio e pubblico, ma entrambi utili a confermare la capacità della rassegna di allargare la propria attrattività oltre il tradizionale spettatore teatrale.

Luca Ward e l’omaggio a Lucio Dalla

Tra gli spettacoli maggiormente apprezzati anche Luca Ward con “Oggi voglio essere me stesso”, appuntamento nel quale l’attore ha scelto di raccontarsi direttamente, senza il filtro dei personaggi ai quali ha prestato la propria voce.

Interessante anche “Gubbio No Borders - L’anno che verrà”, omaggio a Lucio Dalla con Peppe Servillo, Javier Girotto e Natalio Mangalavite, che il 16 agosto ha proposto una rilettura originale del repertorio del cantautore bolognese.

Morricone a Ferragosto, il merito soprattutto nella disponibilità

Tra le serate più attese della stagione c’era anche “Love Morricone - Archi & Voci”, andato in scena il 15 agosto dopo il rinvio della data originaria del 13 agosto, causato dall’emergenza legata all’eruzione dell’Etna e alle conseguenze sull’aeroporto di Catania.

Il merito principale della formazione siciliana è stato certamente quello di essere riuscita a tornare a Gubbio anche nel giorno di Ferragosto, permettendo di salvare un appuntamento che rischiava di essere cancellato.

Sul piano musicale, invece, l’interpretazione può essere considerata corretta ma non memorabile, senza punte tali da collocare l’esecuzione tra i vertici assoluti della stagione.

A funzionare molto bene è stata soprattutto la cornice: le migliaia di candele, il rapporto tra musica e cinema e l’atmosfera del Teatro Romano hanno contribuito a rendere la serata suggestiva e partecipata.

Salciarini: “Una stagione cresciuta per qualità e pubblico”

L’assessore alla Cultura Paola Salciarini ha espresso soddisfazione per il risultato complessivo.

«Abbiamo visto crescere sia la qualità e l’ampiezza della proposta sia la partecipazione del pubblico», ha sottolineato, ricordando il lavoro di artisti, compagnie, produzioni e organizzatori.

Secondo l’assessore, il Teatro Romano ha consolidato una proposta capace di confrontarsi con altre importanti rassegne estive e di rafforzare l’immagine culturale della città.

Positivi anche i riscontri arrivati da numerosi artisti attraverso i rispettivi canali social, con apprezzamenti per l’accoglienza ricevuta, per l’unicità del luogo e per l’organizzazione.

Domani il finale con Cazzullo e Branduardi

La stagione si chiuderà giovedì 27 agosto alle ore 21, nell’ambito del Gubbio DOC Fest, con lo spettacolo “Francesco” di Aldo Cazzullo e Angelo Branduardi.

La serata sarà costruita sull’incontro tra parola, storia, musica e spiritualità.

Cazzullo ripercorrerà la figura umana e storica di San Francesco, mentre Branduardi accompagnerà il racconto con musiche e letture, riportando al centro anche il Cantico delle Creature.

Un finale coerente con una stagione che ha cercato di tenere insieme spettacolo, cultura e divulgazione.

Un Teatro Romano sempre più centrale nell’estate eugubina

Il bilancio della 65ª Stagione Estiva sembra confermare soprattutto un dato: il Teatro Romano resta uno dei luoghi più forti dell’offerta culturale estiva di Gubbio.

La qualità non è stata uniforme in ogni appuntamento, come è naturale in un cartellone molto articolato, ma la capacità di costruire una programmazione ampia e attrarre pubblici differenti rappresenta certamente uno dei risultati più significativi.

La sfida per il futuro sarà consolidare questo percorso, mantenendo alto il livello artistico e rafforzando sempre di più la capacità della rassegna di diventare anche uno strumento di attrazione culturale per visitatori provenienti da fuori città.

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Mario Farneti
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