31 Aug, 2026 - 15:00

Subbuteo tradizionale, il ternano Perotti ancora sugli scudi: terzo a Castelfiorentino

Subbuteo tradizionale, il ternano Perotti ancora sugli scudi: terzo a Castelfiorentino

Ci sono giorni in cui la distanza tra Terni e Castelfiorentino non si misura in chilometri, ma in battiti cardiaci. Per Marco Perotti, quella domenica 30 agosto 2026 non era una data come le altre. Il Torneo Nazionale "La mia Passione" – magistralmente orchestrato da Fabio Pasquini tra le mura del Circolo Arci i Praticelli – non era solo una sfilata di 36 talenti da tutta Italia. Per lui, era il giorno del giudizio con una nuova pelle addosso: la maglia gialloblù del Castelfiorentino.

Trovare il proprio ritmo sotto gli occhi dei nuovi tifosi è l'ostacolo più duro per un tesserato FISCT. Eppure, tocco dopo tocco, la tensione si è trasformata in punti. Sei vittorie pesanti come macigni, intervallate da due sole cadute, hanno disegnato un secondo posto da 18 punti nel girone. L'accesso al tabellone Master è stato il primo vero respiro profondo della giornata. Poi, il torneo è diventato una questione di nervi scoperti. Superato lo scoglio romano di Simonazzi con un cinico 2-0 agli ottavi, Perotti si è trovato di fronte al vero bivio della sua domenica: i quarti di finale contro Molinari. Una partita bloccata, un'agonia tattica terminata 0-0. Nei tiri piazzati, dove il tavolo da Subbuteo diventa grande come un deserto e la miniatura pesa un quintale, l'esperienza del giocatore ternano ha fatto la differenza. Quel 3-1 finale non è stato solo un passaggio del turno, ma il definitivo battesimo di fuoco con i suoi nuovi colori.

 

 

La legge del panno verde: il bronzo e l'orgoglio di Perotti

La corsa verso la gloria si ferma a un passo dal sogno. In semifinale, Marco Perotti si trova davanti un ostacolo durissimo: Andrea Bevilacqua di Viterbo. Il debutto del ternano sembra colorarsi di magia quando, con un tocco sotto di rara bellezza, scavalca il portiere avversario con un pallonetto da applausi. È il vantaggio. Ma il Subbuteo è uno sport spietato: Bevilacqua non trema, riorganizza le miniature e, minuto dopo minuto, ribalta il match fino al 2-1 finale.

La delusione è un'ombra che Perotti cancella subito nella finale per il terzo posto. Contro Andrea Stanislai della Volterrana non c'è storia: un secco 2-0 che vale la medaglia di bronzo, in un podio dominato dai viterbesi Bevilacqua (campione) e Balestrucci (secondo).

"Dodici partite, otto vittorie, un pari e tre sole sconfitte", fa i conti Marco Perotti a fine giornata, accarezzando la maglia del Castelfiorentino "ho disputato dodici partite, -ha detto Perotti- vincendone 8 , pareggiandone 1 e perdendone solo 3, sono molto contento perché il debutto con il mio nuovo club il Castelfiorentino e' andato molto bene, speravo di raggiungere la finale Master, cmq ho raggiunto un buon terzo posto assoluto su 36 giocatori nel tabellone master del torneo nazionale”. Il battesimo toscano è superato, ma il panno verde non concede soste. Il pensiero vola già a Macerata: un torneo di Subbuteo tradizionale con 72 sfidanti. Un oceano di plastica e tessuto dove Marco cercherà un'altra impresa, forte dei complimenti fatti al suo club per un'organizzazione impeccabile, tra campi Astropitch anni '80 perfetti e l'atmosfera calda del Circolo i Praticelli.

 

Subbuteo tradizionale, un vero e proprio oggetto di culto per i collezionisti

Il Subbuteo nasce nel 1947 in Inghilterra da un'idea di Peter Adolph, che desiderava creare un gioco di simulazione calcistica da tavolo. Modificando il precedente gioco "Newfooty", Adolph brevettò omini di celluloide fissati su basi semisferiche zavorrate, ideali per essere colpiti a punta di dito ("flick"). Inizialmente i kit includevano gessetti per tracciare le linee sulle coperte di lana dei letti. Il successo fu travolgente negli anni '70 e '80. Il Subbuteo tradizionale si distingue per la purezza del regolamento classico e l'uso di materiali vintage, resistendo ancora oggi come un amato oggetto di culto per collezionisti e puristi.

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Emanuele Giacometti
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