All’indomani del tragico incidente lungo la statale Terni-Rieti, costato la vita a sei persone e con un bilancio di oltre 30 feriti, il Sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, traccia un quadro dettagliato degli interventi predisposti dal Comune di Terni e delle difficili ore vissute a contatto con le famiglie coinvolte.
L'attivazione immediata della Protezione Civile e il coordinamento dei soccorsi sanitari verso i presidi ospedalieri dell'area hanno segnato la prima risposta operativa della città. Tuttavia, accanto all'emergenza logistica, il primo cittadino ha voluto evidenziare la dimensione umana del lavoro svolto sul campo, articolato tra il supporto diretto ai parenti delle vittime e le complesse procedure di identificazione delle vittime eseguite all'interno del pronto soccorso.
“La mia giornata non si è svolta davanti alle telecamere delle emittenti nazionali o sulle pagine dei giornali - dice il sindaco Stefano Bandecchi in una nota diffusa da Palazzo Spada -, ma nel silenzio, in mezzo a chi soffriva, offrendo una presenza operativa e solidale a chi è stato colpito da questa immane disgrazia, portando la vicinanza di tutta la città. Chiedo scusa a chi avrebbe preferito vedermi coprire un ruolo più mediatico in quelle ore concitate, ma ho agito in base alla mia coscienza e alla mia abitudine di stare vicino a chi soffre. Resto tuttavia fermamente convinto che il compito primario di un sindaco, davanti a un dolore così grande, sia quello di manifestare il lato più umano e protettivo delle istituzioni, restando accanto alle persone e non ai microfoni. La città di Terni sarà anche nelle prossime ore, nei prossimi giorni, vicino alle famiglie così duramente colpite. Forza e coraggio, questo cercheremo di trasmettere con tutti noi stessi.”
Nel ricostruire la sequenza dei fatti e la gestione dell'emergenza nelle ore immediatamente successive al disastro, il Sindaco Stefano Bandecchi ha confermato la piena operatività dei protocolli comunali previsti per gli eventi ad alto impatto. “Il Comune, la Protezione civile, tutto quello che doveva essere attivato è stato messo in campo. Ho dato il numero dei feriti, poi sono arrivati a 30 e tutto ha funzionato come doveva funzionare”, ha spiegato il vertice di Palazzo Spada, riassumendo la complessità dei primi interventi.
La presenza dell'autobus e l'elevato numero di persone a bordo hanno richiesto una rapida distribuzione dei pazienti verso diverse strutture. “Purtroppo è successo questo incidente, purtroppo era coinvolto il pullman, nel pullman ci sono tante persone, le persone sono state dislocate in vari ospedali, dal punto di vista dei soccorsi mi sembra che tutto abbia funzionato. Io personalmente mi sono occupato di cose più, come si può dire, più umane, più semplici”, ha precisato l'amministratore, rimarcando il doppio binario seguito dalle istituzioni cittadine tra gestione tecnica ed emergenza sociale.
Sul piano del sostegno diretto, l'azione della giunta si è concentrata prima di tutto sui parenti del conducente del mezzo coinvolto. Il Sindaco Stefano Bandecchi ha spiegato di essersi recato personalmente presso la dimora dell'uomo, riscontrando un difetto di comunicazione nelle prime fasi dei soccorsi. “Io sono andato ad avvertire la famiglia dell'autista dell'autobus perché nessuno l'aveva avvertita, perché nessuno gli diceva nulla e sinceramente questa mi è sembrata una cosa molto grave”, ha dichiarato il primo cittadino.
Raggiunta l'abitazione insieme al capo di gabinetto Aldo Bernocco, al Vice Sindaco PaoloTagliavento e all'assessore Sergio Anibaldi (o delegati della giunta), la delegazione comunale ha prestato assistenza alla moglie e ai figli del conducente: “La moglie era preoccupatissima. Sono andato dalla signora e dai figli, li ho avvertiti che era deceduto il padre, sono rimasto con la signora un'oretta e mezzo, mi sono preoccupato di fargli andare un medico, abbiamo chiamato gli assistenti sociali”.
Concluso il primo intervento a domicilio, la presenza delle autorità cittadine si è trasferita al pronto soccorso dell'Ospedale Santa Maria di Terni, dove diversi parenti stazionavano in attesa di notizie ufficiali sui propri congiunti. “Quando ho finito questa cosa che reputavo più importante perché non dovevo andare a vedere la scena di gente, i morti sono morti, sono andato in ospedale ad accertarmi di alcune persone che erano venute e che cercavano i parenti”, ha ricostruito Stefano Bandecchi.
In quella sede si è svolta la complessa ricerca riguardante un giovane arrivato dalla Toscana: “Questa è stata una situazione abbastanza tragica perché abbiamo trovato principalmente un ragazzo che veniva da Massa Carrara che aspettava i genitori, è stata una cosa brutta perché avevamo dei morti sconosciuti, però dalla descrizione che lui ha fatto sembrava che i suoi genitori potessero essere vivi, almeno il padre e siamo rimasti a parlare un po' di tempo”.
Per fare chiarezza sull'identità dei deceduti non ancora riconosciuti, si è reso necessario l'utilizzo di riscontri fotografici e il coordinamento con la Polizia Locale presente sul sito dell'incidente. “Mi sono fatto dare una foto dei genitori e insieme ai medici del pronto soccorso abbiamo guardato questa foto, abbiamo mandato la foto anche alla nostra polizia locale che stava sul posto dell'incidente per vedere perché c'erano ancora delle persone, le ultime persone sono state estratte dall'autobus alle 23.20 di sera quando io sono arrivato sopra”, ha spiegato il Sindaco di Terni.
L'identificazione del padre del giovane si è risolta grazie all'osservazione di un dettaglio anatomico segnalato dal personale sanitario: “A un certo punto abbiamo confortato questo ragazzo, l'abbiamo mandato via e dopo due minuti abbiamo dovuto chiamarlo perché un medico ci ha segnalato che c'era una vittima con un tatuaggio e abbiamo chiamato il ragazzo. Il giovane ha confermato che il padre aveva un tatuaggio sul braccio e il padre era il signore senza nome che era morto lì, quindi abbiamo richiamato il quel ragazzo e siamo andati dal padre”.
Nel corso delle operazioni in ospedale è giunta anche la chiamata dei vertici del Torino Calcio, dato il legame di parentela del giovane con un tecnico della società piemontese: “Il ragazzo è il nipote dell'allenatore delle giovanili del Torino, Mi ha chiamato anche Urbano Cairo per dirmi che ora la famiglia è a Terni”. Successivamente si è proceduto al riconoscimento della madre attraverso un ulteriore dettaglio: “Poi sono andato dopo lui, il ragazzo ci ha detto che la mamma aveva un tatuaggio sulla spalla sinistra, siamo andati e non vi dico quanto la scena sia stata drammatica. Ma è stata una serata molto particolare anche perché io mi sono occupato delle cose che non vanno sui giornali, non ho fatto conferenze stampa...”.